Mio cognato Antonio è uno che ha sparate un po' urticanti, e lo fa, credo, per mettermi in difficoltà, mai riuscendoci. La mia vecchia casa è nello stesso pianerottolo del palazzo dove abita lui e mia sorella, perciò l'altra volta lui se ne esce : " E se c'è la riunione di condominio, che cosa dobbiamo dire ?" riferendosi alla mia transizione. Io, tranquilla, gli rispondo. " E che vuoi fare, che lo dico a tutti, in riunione, sarà divertente."
E' certo comunque che, rappresentare in una riunione di estranei chi sei, anzi chi vuoi essere in un futuro più o meno vicino, deve esser fatto con criterio e con circospezione dialettica adatta alle circostanze.
Una circostanza analoga si è presentata in occasione della assemblea straordinaria del partito "Democrazia Sovrana e Popolare" a cui, mesi e mesi fa, mi ero iscritta, anzi iscritto con le mie generalità maschili, inevitabilmente.
Prima domanda. Questo partito cos'è ? E' un piccolo partito ma la dimensione non deve esser una scusa per non aver struttura. Mi ricordo cosa disse un imprenditore che stimo molto (una persona con la 5a elementare ma con un ingegno ed un intuito meccanico che superava sempre, nella pratica, ogni ingegnere). Disse : " Ogni azienda anche piccola deve esser come un bambino, ed ogni bambino ha il cuore, il cervello, il sistema sanguigno e tutto il resto, altrimenti non potrebbe vivere e crescere"
In sostanza, fuor di metafora, senza organizzazione non si può ne vivere ne crescere.
Infatti la riunione affrontava anche questa cruciale verità che, a volte, da qualcuno in buona fede, forse per impulsività e voglia immediata di fare e partecipare, non viene compresa e assimilata.
Altra domanda. Questo partito chi è ? Questa risposta è più difficile.
Tutte le volte che affermo "Mi sono iscritta ad un partito politico" il mio interlocutore mette le mani avanti. Nel senso che è palpabile quanto la parola "partito" e la parola "politica" richiamino, nelle persone normali, un distacco, quasi un disgusto, mentre nelle persone già di qualche "parte" ( anche solo ideale) scatta il meccanismo settario difensivo per cui, la cosa non gli interessa tanto, tipo : " io tifo Milan, ma di che squadra sei tu non mi interessa, se no litighiamo"
Quando è così, se ci fosse tempo per spiegare - ma non c'è quasi mai - una possibilità di fare passare un nuovo messaggio è il dialogo socratico, che io ho applicato alcune volte nella mia attività di consulente.
Immagino un dialogo con una persone di quelle "disgustate" ( ma il dialogo va adattato ad ogni tipo umano che si incontra)
1) domanda : "Secondo te la politica come dovrebbe essere e come invece è ? "2) risposta molto probabile : "la politica è uno schifo. Invece di applicarsi per risolvere i problemi della gente si mangiano tutto e non concludono niente "3) domanda : riesci ad immaginare come dovrebbe esser un partito politico che risponde agli interessi dei cittadini ? ( questa è "maieutica" = esser levatrice , si cerca di fare partorire la soluzione )4) risposta : (cominciano le incertezze) "mah, non so, penso che intanto dovrebbe rispettare quello che c'è scritto nel programma alle elezioni, e non ci dovrebbe esser corruzione"5) domanda : "secondo te, come mai i partiti quando arrivano al governo poi non rispettano il programma ? "6) risposta : " perché ormai hanno raggiunto lo scranno, hanno uno stipendio bello alto, e quindi si scordano quello che hanno promesso"7) domanda : " ma, secondo te, questo fatto dipende solo dalle persone elette che hanno un basso livello morale, oppure anche da vincoli esterni invisibili ai più che nessuno ti ha spiegato bene esserci ? " ( questa è "zetetica" = ricerca, cercare soluzioni alternative)8) risposta : "un po' l'una e un po' l'altra , pensandoci "9) domanda : " Non pensi che l'appartenenza all'Unione Europea e l'adozione dell'euro condizioni fortemente la politica , in questo senso ? "10 ) risposta : "Sicuro ! Siamo stati fregati con l'Europa !"11) domanda : " Non c'è più un partito che dica chiaramente che vuole uscire da Unione Europea ed Euro, perché secondo te ? "12) risposta : " L'hanno levato dai programmi perché hanno capito che non ce lo fanno fare "13) domanda : " E chi non ce lo fa fare ? Non dovremmo essere "sovrani" in queste decisioni ?
Democrazia - governo dei cittadini, attraverso le istituzioni e la rappresentanza;Sovrana - senza vincoli esterni invisibili, rispettosa dall'autodeterminazione, per non essere una colonia dissimulata ;Popolare - dove il popolo, informato e consapevole, finalmente sia protagonista del suo destino.
Cari amici e compagni, questa presentazione di me come nuova socia, riguarda primariamente una questione che, per poter continuare a partecipare, devo condividere con voi, perché essa riguarda me stessa, la mia autenticità e il rapporto con tutti gli altri, quindi anche con voi del partito.Inoltre, può darsi, che per “partito preso”, pregiudizi, blocchi ideologici potrei non esser ben accetta nel vostro gruppo. Me ne farei una ragione, senza drammi.Ma veniamo alla questione suddetta.Dovete sapere che io, vent’anni fa e per un paio d’anni, iniziai un percorso di transizione sessuale, che poi sospesi volontariamente, per amore e per rispetto alle esigenze di mia moglie. Lei comunque sapeva di me, fino a quando, purtroppo, è mancata per un tumore, quasi un anno fa. Dopo un po’ di riflessione, ho raggiunto la consapevolezza, come ho detto ai medici, che la ragione per riprendere questo percorso è che non c’era ragione per non riprenderlo.Non vado oltre.Vi preciso solo che vivendo internamente la questione contesto fortemente le filosofie “gender” imperanti e conosco nel dettaglio tutti gli errori del sistema.Fatemi sapere se questa mia rivelazione vi crea problemi, a qualcuno in particolare o più in generale, e non fatevi remore nel farmelo sapere, direttamente o indirettamente. Ho sufficiente padronanza di me e accettazione di tutto e di tutti e quindi grazie comunque.PS. In realtà non sono una nuova socia, ho solo cambiato il mio aspetto come vedete, sperando che nonostante questo io possa esser ben accetta.Se avete domande posso rispondervi.
L'accoglienza è stata calorosa, hanno fatto anche un applauso. E alcuni presenti, poi, mi hanno raccontato della loro conoscenza di casi a me simili. A dimostrazione che la "riprova sociale" è meglio della "riprovazione sociale " che poteva scattare qualche anno o decennio fa.
Forse qualcuno magari ha storto il muso ma non lo ha dato a vedere. Se è così mi dispiace e se dovesse palesarsi in un modo o nell'altro spero di poter chiarire dubbi e pregiudizi.
Magari con il metodo socratico.
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PS. Ah.. Mi hanno vista così
che, coincidenza, la gonna ha lo stesso colore della bandiera del partito.


