L'interpretazione dei sogni

Non ci credo tanto all'interpretazione dei sogni. Figurarsi poi giocarsi i numeri del lotto : mai fatto. L'altra sera ho fatto un sogno strano (esistono sogni non strani ?), breve, ma forse significativo per chi sapesse trarne il significato. 

Non è semplice scrivere di un sogno. Si tratta di mettere in parole immagini fugaci, sentimenti inafferrabili, emozioni istantanee, e si rischia di aggiungere cose che in realtà non appartengono al sogno ma alla nostra immaginazione, ad un ricordo ricostruito in modo imperfetto.

Ci provo.

Sogno

Incontro con una donna, una giovane donna vestita bene, in tailleur mi pare. La vedo/sento come una venditrice, una rappresentante di non so che cosa. Ricordo solo il momento quando, in un corridoio/androne di una casa che non so, la accompagno alla porta. Lei si ferma, forse mi dice qualcosa e, nel frattempo, strappa le stanghette degli occhiali che aveva in mano. Io nel sogno mi chiedo perché e penso : come li riparerà ? Sulla porta per salutarla , non le stringo la mano, ma la bacio sulle guance e poi anche sul collo dietro le orecchie e, forse, ne ricordo anche il profumo ( ma potrebbe esser una mia invenzione post-sogno). 

Fine del sogno

Non ero Marialisa, forse ero Mario, sicuramente ero IO ( e chi altro ?  😐).

On line ci sono vari siti per l'interpretazione dei sogni, date le parole. Ti danno anche i numeri da giocare al lotto.
Se si vuole fare sintesi di ciò che c'è sul web senza perdere tempo (non credo valga la pena perder tempo) ho consultato l'intelligenza artificiale. Ed ecco cosa è venuto fuori.

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Domanda:

Ho sognato una donna che rompeva degli occhiali, strappando le stanghette. Poi l'ho baciata sulle guance e sul collo. Sapresti interpretare questo sogno?

Sognare una donna che rompe degli occhiali e poi baciarla può avere diverse interpretazioni, a seconda del tuo vissuto e delle tue emozioni. Ecco alcune possibili chiavi di lettura:

La rottura degli occhiali:

    • Perdita di lucidità o prospettiva: Gli occhiali simboleggiano la capacità di vedere chiaramente. Romperli potrebbe indicare che tu o la donna nel sogno state vivendo un momento in cui la visione è offuscata, forse a causa di emozioni intense o di una situazione confusa.
    • Liberazione da una visione limitante: In alternativa, rompere gli occhiali potrebbe rappresentare il desiderio di liberarsi da vecchi schemi di pensiero o da una prospettiva che sentite troppo restrittiva.
    • Rifiuto di vedere la realtà: Potrebbe anche simboleggiare un rifiuto di affrontare una certa verità o situazione.

Il bacio sulle guance e sul collo:

    • Affetto e tenerezza: Baciare sulle guance è spesso un gesto di affetto, amicizia o rispetto. Baciare sul collo può avere una connotazione più intima o sensuale.
    • Desiderio di connessione: Questo gesto potrebbe esprimere un tuo bisogno di vicinanza emotiva o fisica con questa persona.
    • Accettazione e conforto: Dopo un atto di "rottura" (simbolica), il bacio potrebbe rappresentare un tentativo di offrire o ricevere conforto e accettazione.

Interpretazione generale:

Il sogno potrebbe riflettere una dinamica complessa che stai vivendo o desideri vivere con una persona (che potrebbe essere qualcuno che conosci o una figura che rappresenta aspetti di te stesso). La rottura degli occhiali potrebbe simboleggiare un momento di cambiamento radicale nel modo di vedere le cose o nella relazione, seguito da un desiderio di riconciliazione, affetto o intimità.

Per un'interpretazione più precisa, sarebbe utile considerare:

    • Le tue emozioni durante il sogno: Eri spaventato, eccitato, confuso, innamorato?
    • La tua relazione con la donna nel sogno: La conosci? Che tipo di rapporto avete?
    • Eventuali eventi recenti nella tua vita: Ci sono state situazioni che potrebbero aver innescato questo tipo di immagini oniriche?

Ricorda che l'interpretazione dei sogni è molto personale e queste sono solo alcune possibili chiavi di lettura. Il significato più autentico risiede dentro di te.

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Riassumendo : L'interpretazione dei sogni è soggettiva : l'intelligenza dell'interpretatore, naturale od artificiale che sia, avrebbe bisogno di sapere di me anche di più di quanto io possa sapere di me stessa.
Quindi niente sapevo prima e niente so adesso. 

Al prossimo sogno. 

Se me lo ricorderò.



 

Gli specchi (dal passato)

Questo post è un richiamo di quello che scrissi oltre vent'anni fa, che ancora è tra i miei pensieri e le mie domande irrisolte. Ebbi belle risposte da persone che poi hanno transizionato e si ponevano i miei stessi problemi filosofici sull'immagine e l'identità. Mi piace ricopiare e aggiungere qualche commento, piuttosto che mettere un link, per agevolare la lettura.

Scrissi questo, tutte domande :

Da:   "Maryliz" 

Data:  Gio Giu 20, 2002  11:42 am

Oggetto:  Gli specchi

  

A casa mia ci sono molti specchi. Troppi.

Pensavo: E se la mia immagine sparisse dagli specchi ?

Se non avessi più modo di vedermi ne allo specchio ne in foto, se potessi solo sentirmi, percepire me stessa solo come persona senza alcuna immagine, cosa cambierebbe in me ?

E poi, estendendo il paradosso: se non avessi più modo di ricevere riscontro di chi sono, di quello che so fare, se non potessi più essere qualcuno come proiezione della percezione degli altri, cosa cambierebbe in me ?

Esiste una mia essenza ? Io esisto ? O sono solo l'immagine riflessa di uno specchio e una figura umana riconosciuta dalla mente di altre persone ?

E se anche non fosse così (come non è) non è forse questo che invece, sotto sotto, inconsapevolmente, la mia mente crede ?

Tutto ciò è equivalente ad indossare un costume e recitare una parte per una platea di spettatori ?

Transizionare è liberarsi di un ruolo per interpretarne un altro o significa veramente abbandonare le tavole del palcoscenico e tornare nel mondo reale ?

Esiste un mondo reale ? Un mondo non recitato? Le persone "non disforiche" recitano o no ?

Mia moglie, quando le ho raccontato sta roba, mi ha ricordato Pirandello : Uno, nessuno, centomila...

Non ho risposte a nessuna di queste domande ... ma questo è un gruppo di persone con dubbi esistenziali più o meno irrisolti (tranne qualcuno/a..) e perciò mi sembra utile e necessario scriverne.

Hugs

 

Mary

moderatrice che filosofeggia


Mi risposero tante persone e riporto qui le risposte più interessanti, almeno per chi se ne vuole interessare. 


Risposta da Viviana


Da:   Vivian D 

Data:  Gio Giu 20, 2002  2:46 pm

Oggetto:  Re: [disforia di genere] Gli specchi

  

--- Maryliz ha scritto: > A casa mia ci sono molti

specchi.

...................

...................

> Mary

> moderatice che filosofeggia

>

 

Indossare un costume e recitare.... forse tutti

recitano, chi più chi meno, chi inconsapevolmente chi

no,... non accade ogni volta che si vuole dare una

certa impressione di se agli altri? Ogni volta che si

cerca di confermare o negare la vecchia "immagine" che

hanno di noi? Forse la vita non e' che una grande

recita in cui siamo allo stesso tempo attori, registi,

costumisti, in cui abbiamo un ruolo ed un costume per

tutti, come gli altri lo hanno per noi. Ma forse si

recita solo quando non si e' liberi di essere se

stessi.

Le risposte... le sto ancora cercando insieme

alla ricerca di me stessa.

I miei specchi sono ovunque dal riflesso sbiadito di

un vetro a quello deformato di una pozza d'acqua, o

quello che mi accompagna ogni mattina che temo

terribilmente ma allo stesso tempo mi affascina

perché mostra ciò che non sono, ma ad un occhio più

approfondito da "lampi" della mia essenza.

Viviana



E io replicai così, al solito mio, con una razionalità tanto esagerata da creare altre domande. Quella domanda in grassetto la rifeci allo psicologo che compilò recentemente la relazione diagnostica sul mio "disturbo". Ovviamente non seppe rispondere.

Da:   "Maryliz" <Maryliz315@hotmail.com>

Data:  Gio Giu 20, 2002  4:58 pm

Oggetto:  Re: [disforia di genere] Gli specchi

 

 Viviana wrote:

perche' mostra cio' che non sono, ma ad un occhio piu'

approfondito da "lampi" della mia essenza.

 

I "lampi " di se. Anch'io ho i "lampi".

La cosa che più mi fa paura è che questa distorta visione della propria immagine non è  una cosa che riguarda solo le persone con disturbi di identità di genere. Molte donne e uomini inseguono miraggi estetici personali rincorrendo anche chirurgicamente l'immagine "vera " di se stessi.

Io temo che tutto derivi dal un problema strutturale del cervello. Questa macchina biologica deve necessariamente costruire una immagine di se.

Per poter pensare, per relazionare, per essere. Ed in questo elaborare immagine reali per costruire identità mentali commette errori, sbaglia percezione, interpretazione.

La differenza tra gli animali e gli umani consiste anche in questo. L'intelligenza ha come risultato la consapevolezza del proprio essere. Ma noi memorizziamo principalmente immagini per farci una idea delle cose oltre a suoni e sensazioni. Ecco quindi che le specchio è lo strumento di questa consapevolezza.

Quanto tutto il nostro penare è legato allo specchio ed alla immagine sbagliata che viene riflessa?

Mi chiedo: un cieco dalla nascita può soffrire di un disturbo di identità di genere ?

Altre domande. Nessuna risposta.

Mary

che si arrovella inutilmente e senza concludere niente...a che serve ?



E poi rispose anche Moyerinne, una, all'epoca, giovane frequentante la mail list e che ora ha transizionato e scrive in giornali di sinistra. Una fissata delle sigle LGBT ecc. , per quanto ne so. La sua risposta/citazione mi piace assai.


Da:   "waiting moyerinne" 

Data:  Gio Giu 20, 2002  6:37 pm

Oggetto:  Re: [disforia di genere] Gli specchi

 

"Si, tu conosci per il mio viso, tu mi conosci come viso e non mi hai mai conosciuto diversamente. Non poteva neanche sfiorarti l'idea che io non sia il mio viso."

Paul rispose con la paziente premura del vecchio medico: "Come sarebbe, non sei il tuo viso?" Chi c'è dietro il tuo viso?

"Immagina di vivere in un mondo dove non ci sono specchi. Il tuo viso lo sogneresti e lo immagineresti come un riflesso esterno di quello che hai dentro di te. E poi, a quarant'anni, qualcuno per la prima volta in vita tua ti presenta uno specchio. immagina lo sgomento! Vedresti un viso del tutto estraneo. E sapresti con chiarezza quello che ora non riesci a comprendere: tu non sei il tuo viso"

 

Milan Kundera

l'immortalità



E poi Stefania, una persona che conobbi poi di presenza, in uno dei miei viaggi al nord fatti per uscire dalla realtà scritta e cercare la vera realtà umana di persone a me simili. 


Da:   "Stephy" 

Data:  Gio Giu 20, 2002  10:53 pm

Oggetto:  Re: [disforia di genere] Gli specchi

 

 

----- Original Message -----

From: Maryliz

Sent: Thursday, June 20, 2002 11:42 AM

Subject: [disforia di genere] Gli specchi

 

A casa mia ci sono molti specchi. Troppi.

Pensavo: E se la mia immagine sparisse dagli specchi ?

Se non avessi più modo di vedermi ne allo specchio ne in foto, se potessi solo sentirmi, percepire me stessa solo come persona senza alcuna immagine, cosa cambierebbe in me ?

 

Ti adoro Mary.

Posso dirti che senza specchi mi sento più libera....

Quando qualcuno mi guarda, però, penso a ciò che lui vede.

E nella mia mente appare uno specchio con la mia immagine riflessa.

Istintivamente mi tocco i capelli e cerco renderli più ampi, vaporosi, "coprenti".

Mi sforzo di coprire, senza successo, ciò che so essere nello specchio fonte di disarmonia con ciò che percepisco dal mio interno..

 

Se poi questa persona mi parla, mi distrae, riesce a farmi dimenticare lo specchio, allora posso dire di essere io: un mix, un compromesso tra qualche elemento recitato ed una genuina proiezione di ciò che ho dentro.....

 

Tutto questo oggi.

 

Ieri l'elemento recitato era necessariamente preponderante (ed io volevo morire....)

 

Esiste una mia essenza ?

 

Esiste, esiste.

Ed è così forte da passare limiti tecnologici e barriere digitali.

Essenza che si fa immagine. Immagine interna alla mia testa che si costruisce mettendo insieme gli elementi in mio possesso.

Da questo patchwork composto da una foto, da qualche secondo di tua voce udita nel cellulare durante una manifestazione, da ciò che scrivi e come lo scrivi....

La tua essenza mi parla leggendoti... 

  

E se anche non fosse così ( come non è) non è forse questo che invece, sotto sotto, inconsapevolmente, la mia mente crede ?

Tutto ciò è equivalente ad indossare un costume e recitare una parte per una platea di spettatori ?

Transizionare è liberarsi di un ruolo per intrepretarne un altro o significa veramente abbandonare le tavole del palcoscenico e tornare nel mondo reale ?

Esiste un mondo reale ? Un mondo non recitato? Le persone "non disforiche" recitano o no ?

Mia moglie, quando le ho raccontato sta roba, mi ha ricordato Pirandello : Uno, nessuno, centomila....

 

Già,  ti scrissi che più che recitare la femminilità era questione di lasciarla emergere.

Credo che il compromesso sia la risposta.

Un po' emergerà da sola, un po' si imparerà a farla emergere, un po' si reciterà (come spesso può accadere anche a una donna...)

L'importante è, se di recita anche si tratta, che sia un ruolo che ci piaccia..

L'altro ruolo è pure recitato.....ma non l'ho scelto: mi è stato imposto da un produttore cinematografico poco attento alle mie reali attitudini e possibilità...

 

......è serata di metafore......chiedo scusa....

 

Non ho risposte a nessuna di queste domande ... ma questo è un gruppo di persone con dubbi esistenziali più o meno irrisolti (tranne qualcuno/a..) e perciò mi sembra utile e necessario scriverne.


Chi non ha dubbi esistenziali?


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Già, chi ?





Pasqua e pasquetta 2025

Natale con i tuoi, pasqua con chi vuoi. Proverbio significativo e di piena applicabilità.

Pasqua 2025

Le mie due cognate, la cui famiglia è fatta da loro stesse e nessun altro oltre me, mi hanno proposto di andare a mangiare fuori, un pranzo a base di pesce dicono. E infatti organizzano, prenotano e domenica mattina alle 11 partiamo da casa mia per Giardini Naxos, dove avevano prenotato questo pranzo. Io mi vesto così, che mettere la gonna per le donne sta diventando sempre meno frequente, così io cerco di compensare, nel mio piccolo alternativo.


Lunga passeggiata per arrivare a "Le Vele", uno dei tanti ristoranti sul lungomare, ma che mia cognata ha selezionato tra quelli con le migliori recensioni. Nel tragitto facciamo una foto, così per ricordare


Abbiamo mangiato bene e con piatti abbondanti, e senza lesinare alcunché. Alla fine ho pagato io, anche se loro volevano dividere, e hanno gradito il mio dono. E con 154 € me la sono cavata. Dopo pranzo, per finire la giornata, siamo salite su a Taormina per fare una passeggiata sul corso. In mezzo a una confusione ancora modesta, perché di primo pomeriggio, abbiamo visitato qualche negozio e guardato vetrine. All'andata della passeggiata sul corso, avevo adocchiato delle borse di pelle intrecciata e, al ritorno, ho deciso di comprarmene una.


Giornata complessivamente piacevole e, soprattutto, non hanno mai sbagliato nel chiamarmi, come invece facevano sempre all'inizio del mio percorso ( ad esempio quando andammo all'IKEA).

Pasquetta

Il lunedì di Pasqua è tipicamente dedicato alle uscite fuori porta. La comitiva, nella quale ormai mi sono ritrovata, aveva deciso di andare a Buccheri in un locale molto rustico e caratteristico che era stato già da alcuni visitato in una precedente occasione.

Inciso ----

Devo esser sincera, io non volevo andare.

Ero venuta a conoscenza di un fatto che mi aveva turbato abbastanza: la percezione altrui di parole offensive, da me mai pronunciate, che, quando capita, senza testimoni, è impossibile da dipanare senza che qualcuno ceda, in un modo o nell'altro. Il fatto - pur provandoci - non è stato dipanato, e l'unica soluzione, in una comitiva grande come la nostra, è ignorarsi tra i protagonisti ed evitare di riprendere il discorso. Però, questo dover pensare al come, al quando, ed al dove viaggiare, o dove sedersi, a non scambiarsi parole, tutto in modo ipocrita, fintamente disinvolto, io lo trovo sinceramente insopportabile. Per questo avevo pensato anche di abbandonare il gruppo, forse come predestinato epilogo dei miei sporadici sentimenti di disagio nel sentirmi un'intrusa, diversa tra normali.

Poi mi hanno telefonato e mi hanno convinta a venire, perché potevo superare la cosa come una delle tante prove che ho superato e che so superare, che tanto solo pochi sanno cos'era successo. E così sono andata soprattutto per non fare un danno alla serenità della compagnia, perché la mia assenza sarebbe stata pesante ed evidente, non perché io sia indispensabile, ma perché la mia assenza sarebbe sembrata la risposta della persona presuntuosa che vuole avere ragione girando le spalle. Quindi non ho girato le spalle, anche perché non mi sento offesa ma solo un po' amareggiata. Mi passerà, spero.

-----Fine dell'inciso

Come mi capita spesso, sono passata da casa di Rossella per prenderla e portarci all'appuntamento a Catania. Era con noi anche Antonella, nuova entrata nel gruppo, tra l'altro iscritta a DSP anche da poco.
In macchina, con la mia faccia tosta, le chiedo se, come penso, lei sappia di me, della mia identità. Mi conferma che le prime volte non aveva realizzato, ma dopo un po' si.  

Arriviamo all'appuntamento e, in sette, partiamo in due macchine. Il posto non è lontanissimo ma l'ultimo tratto per arrivare é su una strada orribile, stretta , piena di curve e con i cigli invasi di erba che restringevano ancor più la careggiata.

Questo casale antico è ben curato ed accogliente, con stanze per dormire, grandi sale e terrazze. Ci raccogliamo seduti in gruppo per parlare (io non tanto, lo ammetto) prima che si faccia l'ora di pranzo.

Siamo 17 e ci dividiamo quindi in due tavoli, e ci portano il pranzo. Tutto molto gustoso e con sapori originali : questo era il menù


Mi è costato anche  meno del pranzo a Taormina, in definitiva.

Alla fine del pranzo c'è stata la sorpresa, ed io ne sono stata la protagonista.

Luisa, che mi tratta male apposta in pubblico per dissimulare l'affetto che ha per me, aveva parlato della sottoscritta, forse della mia storia inconsueta, ad una coppia di amici che vive a Buccheri. Lui è Aldo, quello di del terzetto Aldo, Giovanni e Giacomo, attori umoristici ma non solo, che negli anni scorsi, in TV e  al cinema ci hanno allietato. Lei è Silvana, donna simpaticissima e gentile, compagna di Aldo. 

Luisa con vari giri di parole e battute mi introduce a loro due che si sono seduti al nostro tavolo. Finisco per spiegare e raccontare di me, così,  in modo estemporaneo, e loro sono molto gentili ed aperti e ne ho percepito la grande umanità che deriva dalle loro esperienze di vita e professionali. 

Stiamo ancora un po' a parlare e scherzare (io non tanto) in una terrazza coperta, perché piovigginava, e poi ci avviamo al ritorno.


Una foto di gruppo: donne normali e una, quella più alta a destra, "tra virgolette"


Anche questa giornata non è andata male, con una sorpresa pasquale (senza uovo) per la sottoscritta. Ahimè, devo accettare che ci sono situazioni nelle quali il mio desiderio di invisibilità non si può concretizzare. A volte, invece che invisibile,  addirittura posso finire sotto i riflettori.

Sto al gioco, me la cavo ma, sotto sotto, non vorrei che questo avvenisse.




  


 


Arriva l'estate

Oggi è la prima giornata veramente calda. Arriva l'estate. Tempo fa lessi ( o guardai non ricordo) che l'abbigliamento estivo delle donne è caratterizzato dalla pelle nuda e dal mostrare il corpo, anche se coperto (poco) : scollature, spalle scoperte, gambe in evidenza, abiti stretti. Insomma con l'estate il femminile si esalta nella sua manifestazione estetica, al massimo. 

E io che c'entro ?

Questo "modo di essere" del quale ora - e solo ora - mi posso impadronire mi fa sentire  un po' in colpa. E' sempre quella sensazione di appropriazione indebita che emerge spesso in me e che riduce la mia naturalezza, come se avessi trafugato una "pietanza estetica" nel supermercato dei modi di essere, ma che ho preso dallo scaffale sbagliato, e forse anche senza pagare. Ho sempre il larvato timore interiore - supercazzole che mi faccio - che una sorveglianza magica dei reparti del supermercato possa dirmi : 

" Ehi lei, che sgranocchia nell'angolo, quella scollatura lei non la poteva prendere. A lei  tocca nutrirsi di altro e poi tutta quella pelle di fuori, senza peli, non va bene. Lei per nascita, per destino, alla sua età, deve stare tra le  persone senza capelli, con barba incolta, peli nelle gambe, vestita come dentro un sacco, e possibilmente con pancia prominente e deve puzzare, perché  l'uomo ha dà puzzà ".

E io giù a implorare : "Ma, mi scusi, signor sorvegliante dei modi di essere, io avevo fame e queste pietanze estetiche sono le uniche che digerisco bene, le altre - le assicuro - le ingurgitate per decenni e non mi fanno bene, alcune proprio mi disgustano. Con queste mi sazio senza appesantirmi, mi sento leggera, sto bene. "

Ecco. 

Arriva l'estate e devo attrezzarmi per rubacchiare al supermercato dei modi di essere, nel reparto sbagliato, ma senza riempire il carrello, che poi se ne accorgono.

N.B. Il sorvegliante dei modi di essere, per se e per gli altri, è dentro di noi.