Oggi ricevo una email da un mio cliente.
E' una persona cara, che mi stima tantissimo, e al quale rivelai l'intenzione di divenire Marialisa, in occasione di un incontro di lavoro, a casa di Rossella che aveva bisogno di sistemare la copertura del suo patio ( ma non se ne fece niente).
Adottai il metodo che ho spiegato nel post precedente a questo, ed ero in mise androgina soprattutto perché lo sporgere del mio seno era molto visibile, cioè niente maglioni larghi per mimetizzarlo, ma felpa e jeans attillati.
Rossella, vedendomi in quel modo, era un po' divertita e, forse, un po' preoccupata per la situazione. Dopo un po', lei ci offre il caffè e in quell'intermezzo io, sfacciatamente, con la confidenza che ho con lui, davanti ad una Rossella molto imbarazzata, gli dico che avevo intenzione di cambiare genere sessuale e che questo era il motivo perché ero così, cioè non al massimo della virilità.
In questi casi io vorrei un regista di un film che, con abilità scenica, a quelle parole, sposti l'inquadratura sulle facce dei presenti.
Lui, imbarazzato, dice una frase piuttosto di circostanza, usando le parole : " Certo, ora si può esser fluidi..." . A quelle parole, ancor prima di me, Rossella interviene decisa, spiegando che : "No! Non si tratta di fluidità!".
Inciso :
Con lei avevo a lungo parlato di me e lei, che è una mente aperta e psicologicamente addestrata, aveva capito bene la mia filosofia di transizione, lontanissima da ogni posizione intermedia, indefinita tra i generi, che spesso viene propugnata come moderna, progressista e meritevole di emulazione.
Fine dell'inciso.
La chiacchierata al riguardo durò poco, anche perché continuarla avrebbe creato imbarazzo ulteriore.
Ora questo mio cliente, non frequente, ma sistematico, ha visto la mia fotina su WhatsApp ed ha quindi avuto conferma effettiva della mia trasformazione che, in un messaggino su quel social, ha definito "stupefacente".
Oggi, con quella email, mi invia un suo schizzo il cui capoverso è questo :
Ho riso per 5 minuti, pensando a quell'episodio di rivelazione, ma non solo.
In realtà questi accadimenti post-rivelazione mi fanno pensare sempre che nella mente degli altri ho creato una specie di cortocircuito, un salto cognitivo, analogo a quello che accade quando si assiste a ad un fatto inaspettato, e ci vuole qualche riflessione in più per adattarsi ed essere sicuri della realtà.
Provocare questo disagio, questo lieve turbamento, mi diverte tantissimo. Penso che il mio sia una specie di piacere sadico da scherzo ben riuscito, anche se non sono cattiva e non sto scherzando, ma l'effetto alla fine è quello.
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