PREMESSA
Quando Leonardo mi invitò a questa piccola vacanza a Caltabellotta non dissi subito di si. Poi, in un post di questo blog, scrissi :
Ci penso perché sarebbe un'esperienza che a Marialisa potrebbe piacere ( mi metto in terza persona, perché è la mia coscienza che dovrà valutare le complicazioni del caso).
E la mia traslocante coscienza decise per l'esperimento, di cui la più semplice definizione è :
Ciò che viene fatto per accertare, provare, conoscere qualcuno o qualcosa.
Ho bisogno, cioè, di riconoscermi ed essere riconosciuta, non solo nei semplici contatti con parenti, conoscenti o cassiere del supermercato.
In questo blog ho già riportato questo concetto (che scrissi vent'anni fa circa) :
Esistono non uno ma DUE specchi :
-Il primo specchio è piatto, di vetro argentato, e riflette, dopo percorsi estetico chirurgici più o meno complicati, una immagine trasformata finalmente soddisfacente ai preferiti canoni di genere eletto.
-Un secondo specchio, tridimensionale, è fatto di comunicazione sociale e restituisce la sensazione che i nostri comportamenti, atteggiamenti, (oltre che l’immagine nostra vista dagli altri) vengano percepiti come femminili.
L'esperimento è fatto con questo secondo specchio, che però è fragilissimo, e si rompe immediatamente appena qualcuno, anche involontariamente, mi indica come "lui" o usa il maschile per aggettivare qualche mio comportamento. Ogni volta che questo specchio si rompe, la mia coscienza ha un sussulto e cerca la giustificazione nelle circostanze, negli automatismi della mente altrui, oltre che nella rappresentazione di me. L'unica cosa su cui posso intervenire è quest'ultima, sperando che aggiustamenti generali ( abbigliamento, acconciatura, postura, voce, espressione, e tante altre cose) del mio modo di essere, possano almeno ridurre questi incidenti, che i cocci del secondo specchio sono piuttosto taglienti.
FINE DELLA PREMESSA
----------------------------------------------------------
L'ESPERIMENTO
Venerdì 2 agosto
Ci ritroviamo alle 7:30 tutti a casa di Leonardo, per partire con un paio di macchine.
I protagonisti
I 10 protagonisti del mio esperimento sono :
Leonardo : promotore della visita nella sua adorata Caltabellotta, cittadina ricca di storia e di significativi reperti. Uomo di grande cultura ed intelligenza.
Marilena : moglie di Leonardo ed analogo peso culturale di suo marito, donna di una bontà e gentilezza fuori misura (almeno con me) , anche lei motore dell'evento.
Luisa : la attiva segretaria di sezione; donna dotata di intelligenza ed intuito non comune, che mi ha preso a ben volere; tanto, a volte, da confondermi.
Antonio : marito di Luisa, uomo spesso silenzioso ma, se ritiene, preciso nell'intervenire sul discorso. Appassionato di motori e ancor di più di moto.
Nino: uomo ricco di verve, battutista senza limiti e remore, presente nella comitiva come protagonista del dire e del fare.
Maurizio: persona decisa, vissuta, uomo maturo e capace di partecipare agli accadimenti con simpatia e libertà di comportamento.
Rossella : donna piacente, avvocato di grande sensibilità emotiva applicata ad una spiccata intelligenza ed ad una cultura di livello
Emanuela : amica per la pelle di Rossella, anche lei avvocato, donna simpatica, spiritosa e giocosa, precisa sul cibo e soprattutto sul vino, che ama.
Dopo si uniranno :
-Vincenzo : giovane medico, persona indipendente, intelligente, simpatica e con un gran bel bagaglio culturale, anche vista la sua relativamente giovane età.
-Gxxxxx : giovane donna spigliata e in gamba, della quale non dico di più perché mi ha chiesto di non apparire riconoscibile
L'oggetto dell'esperimento
Marialisa : la persona da riconoscere, che in questo "stress-test" cercherà di capire i suoi punti deboli, ma che è ancora sostenuta da "i pilastri" ( definizione di Cristina, la mia adorata amica estetista) della sua identità precedente. Da ingegnere confermo che demolire pilastri non è una attività facile ne sicura ma - vi dirò - l'ho fatto più volte nella mia attività professionale, sempre con successo.
--------------------------------------
Al mare
Arriviamo al mare dopo un tortuoso percorso ( tutti percorsi di questo viaggio sono incredibilmente tortuosi) e ci piazziamo, in un lido, sui lettini. Io avevo messo il costume sotto un copricostume ed ho viaggiato così.
In costume avrei dovuto essere così
IncisoIl non aver chiesto a tutti, all'inizio, in un momento qualsiasi, se sapevano chi fossi, anzi "cosa" fossi, è stato un mio errore. Dopo un po' ho capito che sapevano ( avranno chiesto e/o qualcuno ha detto) ma, questo dire o non dire, per gentilezza, compassione ( non compatimento, almeno spero), mi ha creato un certo disagio, che non vorrò mai più provare. Per ora ( forse per sempre) sono una persona complessa con tratti della mia identità precedente che emergono e si impadroniscono del controllo del mio modo di stare, fare, parlare, e quindi solo rivelandomi a mio modo posso permettermi di gestire, e anche cercare di smorzare, con autenticità e sincerità (magari con una risata) queste scivolate.Fine dell'inciso
Sembra che vada bene, anzi benissimo, a detta delle mie "consulenti d'immagine" (qualche amica mi guarda via WhatsApp 😀 ) .
La festa comincia e si beve e si cena in piedi, più o meno, visto la quantità di divanetti e simili che non sono mai sufficienti. Penso di passare bene, i camerieri mi riempiono il piatto ed il bicchiere e mi considerano una signora normale, senza infamia e senza lode. Tutte le donne sono vestite abbastanza bene, alcune proprio da sera sera, mentre gli uomini, invece, sono complessivamente scialbetti, non molto diversi che un abito da dopo-spiaggia, e qualcuno è, addirittura, anche in pantaloncini.
Percepisco perciò bene, nel mio modo distaccato, la binarietà del maschile e del femminile, due mondi per niente intersecantesi. Intersecantesi neanche in me, e questa è la cosa che, in quel momento, mi emoziona di più.
Comincia la musica. Un piacevole blues, e inevitabilmente la gente si avvicina e comincia a muoversi seguendone il ritmo. La definizione esatta di questo strano mobile atteggiamento corporeo è "ballare" 😁.
Anche nel ballare c'è differenza tra uomini e donne. Io sto all'inizio un po' ferma - il maschile che in modo subdolo alberga in me mi frena - ma poi, dopo un po', mi lascio andare.
Muovendomi, e lo facevo con gli occhi chiusi, per sentire meglio la musica ed ascoltare il mio corpo, mi emoziono ancora di più, e mi sento partecipe di essere tra le donne. Mi sentivo come qualcuno che si immergeva per la prima volta in un mare che aveva idealizzato e visto solo in cartolina (*). E' stata un'emozione forte e quando mi emoziono così intensamente a me vengono giù le lacrime. Non era gioia, non era tristezza, era proprio turbamento, farfalle nello stomaco. Mi metto di lato e poi mi allontano, per riprendermi.
Qualcuno se ne accorge, prima Rossella, poi Marilena. Dico che non è niente, che ora mi passa, è solo emozione. Una inspiegabile - in quel momento - emozione. Capisco, dai suoi occhi interrogativi e compartecipi, che Rossella "sa" e quindi sanno, almeno, tutti quelli che sono stati sulla sua stessa macchina. Marilena potrebbe aver spiegato e raccontato di me.
Non so che cosa il mio secondo specchio abbia riflesso in questi momenti. Il secondo specchio si fa notare solo solo quando c'è un riscontro verbale ( tipo un "prego, signora"...) o quando si rompe fragorosamente per la distrazione di qualcuno che "mi sa", e che ha visto ben aldilà del primo specchio, per quanto credibile - a primo acchito - io possa essere.
A tarda sera torniamo in albergo.
(*) Ripensando a quel momento accadde anche che, in un flash, ho rivisto la mia vita, come quando si è vicini alla morte. Che ovviamente non era, ma la mia coscienza ha considerato quell'istante un specie di punto d'arrivo che meritava che tutto il passato fosse ripercorso. Non so, non mi è facile descriverlo.
Sabato 3 agosto
Alle 9 passate incontriamo il "maestro Mulè", figura mitica del paese, profondo conoscitore ( e scopritore) di tutte le tracce rupestri della presenza dei Sicani.
Vado vestita così, cioè troppo vestita,
IncisoL'esperimento funziona quando mi fornisce indicazioni sui mei punti deboli e sugli errori che commetto . Tuttavia se avessi saputo, con contezza e certezza, che tutti sapevano di me (come era in effetti) , magari avrei evitato di mettermi quei capelli e sarei andata con uno dei mei berrettini Beanie Hat,
molto più leggeri e che non mi stanno male.Fine dell'inciso








Nessun commento:
Posta un commento