Spiritismo ?

Nell'accogliente terrazza di casa Nicolosi, ieri, ho partecipato ad un incontro "letterario", curato dall'ineffabile ed eruditissimo Gianni Garrera, con un argomento, a dir poco, particolare. L'aggettivo letterario è comunque adatto perchè la sua relazione verteva in gran parte su un libro di Luigi Capuana, "Spiritismo?", che descrive le disavventure dell'autore nel percorrere questi percorsi di conoscenza esoterica con ricchezza di dettagli e la bellezza dello stile di scrittura suo proprio. Garrera, oltre a raccontarci vari episodi tratti dal libro, ha accennato alle sue personali esperienze di medianicità, non come medium ma come partecipante a decine di sedute spiritiche.

Per non farmi mancare niente, sono andata su E-mule e il libro me lo sono scaricato in formato e-book.

Come Garrera ci ha detto fin dall'inizio, una chiave di approccio a questa conoscenza è prendere atto che il punto d'interrogativo che c'è nel titolo è importante, cruciale. Ciò che si apprende va comunque acquisito con una sano principio dubitativo o, come dico io più modernamente, mutuando questa espressione dalla meccanica quantistica, in sovrapposizione di stato: senza credere e senza non-credere.

Un episodio che ci ha raccontato è quello di un ragazzino che improvvisamente comincia a scrivere brani di prosa riconducibili, pare, ad Jacopone da Todi. Vi riporto un commento già in prefazione dello stesso Capuana che  scrive :

Che cosa succede nella mente d'un ragazzo, di cui l'ingegno non ha dato mai prove che superino l'ordinaria mediocrità, che cosa succede, dicevamo, quale processo misterioso in quella mente si svolge, quali nuove e inaspettate attitudini improvvisamente vi brillano, perchè egli possa, mentre con la mano sinistra accosta e remuove dalle labbra una sigaretta, mentre discorre di cose quasi puerili con chi gli è vicino, mentre sbadiglia di noia per la gran seccatura di dover tenere quel lapis in mano e dover seguitare l'impulso che riceve nel braccio, perchè egli possa, ripetiamo, scrivere terzine e quartine che paiono cesellate, sonetti ricchi di tutta la grazia d'un trecentista quando è un poeta trencentista il supposto spirito che si manifesta? 

Dal libro Garrera ci ha deliziato di vari episodi simili: dell'incontro con Ugo Foscolo  tramite Beppina la medium, la quale poi cena con Garibaldi e altre storie tutte abbastanza divertenti.

Chiudo con la conclusione del libro dello stesso Capuana;

Con fenomeni come quelli dello spiritismo, se non risulta avverato che si tratti di fenomeni sovrumani, non risulta neanco avverato che si tratti soltanto di fenomeni assolutamente naturali ed umani, nel ristrettissimo senso che noi sogliamo dare a queste parole. Chi sarà tanto presuntuoso da poter dire in questo momento: Est, est! Non, non?

Ed ecco perchè la mia lettera intestata con una timida interrogazione di curioso, può, senza contraddirsi, finire allo stesso modo, domandando: Spiritismo?


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Ed ora tocca a me. 

Quindi potete smettere di leggere, non potendo MAI il mio scritto aver peso analogo al racconto del nostro caro professore di filologia e musicologia.

Io mi sono avvicinata, pur senza praticare, a questi fenomeni per caso, come scrissi in un post epico, ormai dimenticato, ma tra i più letti di questo blog : 

Del tempo, del destino e del senso della vita

Scrissi :

Quando morì la mia compagna io caddi in uno stato di impotente frustrazione. Quelle teorie sul tempo e sul destino che vi ho illustrato facevano parte della mia conoscenza da molti anni, decenni, ed ho sentito il loro peso fin dalla diagnosi del suo  male. Ho fatto tutto il possibile, abbiamo lottato senza nessun fatalismo ma, ora che il peggio era avvenuto, restavo in solitudine con un pensiero pesantissimo : perché questo destino ?
Non ho mai seguito né praticato la religione, che ho sempre considerato una versione semplicistica, infantile, della risposta  ai  problemi esistenziali della vita e della morte. Ma, fin da giovane, ho coltivato con interesse e dedizione le filosofie orientali e la loro visione olistica dell'umana realtà con l'universo tutto. 
La possibilità che LEI fosse non morta ma trapassata in altri piani esistenziali, la sentivo forte. Cominciai a fare letture esoteriche e vedere video di personaggi più o meno credibili  che si trovano, cercando, su YouTube. Comprai un libretto intitolato : " Come sdoppiarsi e viaggiare nei mondi soprasensibili " di tale Tommaso Palamidessi. Da questo acquisto potete capire cosa mi spingeva e provavo in quel periodo.

Inoltre, fortuitamente ( merito Cristina la mia amica estetista)  incontrai le cronache audiovisive e trascritte, ormai a tutti disponibili, del CERCHIO FIRENZE 77 (CF77)

" una realtà nata e cresciuta attorno al medium Roberto Setti (1930 – 1984) che a Firenze dal 1946 al 1984 è entrato in contatto con numerose entità attraverso la trance profonda e la telescrittura.  Le sedute spiritiche guidate da Setti hanno raccolto un numero sempre crescente di interessati anche se da parte di Setti e degli organizzatori degli incontri non c’è mai stata volontà o desiderio di fare proseliti. Sebbene il numero delle persone intervenute aumentasse ad ogni seduta, gli intenti che animavano gli incontri non sono mai cambiati e le persone che accorrevano sempre più numerose lo facevano per ascoltare Roberto e gli spiriti – presto definiti Maestri - che entravano in contatto con lui."

Ho letto ed ascoltato molto di questa "realtà", che ormai si trova facilmente su YouTube o anche sul sito dedicato. L'accaduto in 38 anni di esperienze medianiche raccontate è variegato: apporti ( cioè formazione di materia, anelli, vasetti, durante le sedute), varie presenze storiche (Caravaggio che fornisce indicazioni dell'esistenza di un suo dipinto dimenticato che effettivamente viene poi ritrovato), adddirittura presenza di entità che si dichiarano "viventi" : si trattava di un mistico in Nepal che, con tecniche di meditazione estrema,  riusciva a comunicare attraverso questi piani  "sottili" il quale poi, per controprova, inviò una cartolina dal suo paese. 

Tuttavia la gran parte delle sedute del CF77 sono dedicate all'insegnamento.
In pratica viene illustrato con stupefacente chiarezza, con ordine razionale, con esempi e anche testimonianze, come è strutturato l'aldilà, cosa succede dopo la morte e qual'è lo scopo di tutto, con la connessione con il divino, dove il termine DIO in questo caso va inteso come il tutto, la olistica essenza di ogni cosa vivente e non vivente, certamente non il Dio antropomorfo - cioè quello a nostra immagine e somiglianza - delle varie religioni che conosciamo.

Non posso illustrare qui questi insegnamenti. Richiedono a chi volesse apprenderli di poter dedicare del tempo, avere pazienza, e soprattutto possedere un certo desiderio di conoscenza. E quindi, come affermano le stesse guide, se queste doti- nell'umano che viene sfiorato da questa possibilità evolutiva - non emergono,  significa semplicemente che non è il suo momento. Può continure tranquillamente con le sue credenze o non credenze e andrà bene così. Le guide non fanno proselitismo.

C'è però un aspetto che non posso non fare notare a voi che avete avuto la pazienza di leggermi fin qui (pochissimi). Se uno spirito evocato in una seduta risponde alle domande  (con il piattino, con la scrittura automatica, con la voce del medium, poco importa) con elementi autobiografici, che poi sono riscontrati (parole di Garrera e delle sue esperienze) nel passato di quella persona defunta, vuol dire, con evidenza lampante, che la MEMORIA non risiede nel cervello, cioè in una parte del corpo che è ormai inesistente,disfatta, da decenni o centinaia d'anni.

Ciò contraddice la definizione scientifica di memoria, cioè la capacità di recuperare ricordi immagazzinati nel cervello. Personalmente queste letture e  queste riflessioni mi hanno spinto a fomulare una ipotesi che si incastra alla perfezione con il  concetto di tempo che emerge dagli studi della fisica moderna e- guarda un po' - anche dagli insegnamenti CF77. Si tratta del concetto di eterno presente, concetto delle temporalità che viene chiamato in metafisica "eternalismo", nel quale la nostra coscienza, come un faro acceso  rileva l'istante presente, ma ha anche rilevato gli istanti del passato (già trascorsi ma ancora esistenti) e rileverà poi gli istanti del futuro ( anch'essi presenti ma ancora non illuminati). L'universo è come una pellicola esistente della quale vediamo un fotogramma per volta, ma la pellicola è tutta lì, costituita da passato, presente e futuro (del libero arbitrio parliamo un'altra volta).

Molti di voi adesso smetteranno di leggere. Mi sto allontanando troppo dal senso comune e chi non è preparato per sua struttura cognitiva, sfuggirà, perchè non può costruire sul suo edificio di conoscenza altre strutture, che io chiamo "a sbalzo" (non per niente faccio l'ingegnere).
L'edificio non reggerebbe ed è meglio smettere.

Ma io persevero per chi vorrà proseguire la lettura.
Scrivere è un modo per chiarirsi le idee, per lasciare traccia ordinata di pensieri e concetti che altrimenti, come le nuvole, resterebbero mobili, evanescenti, senza forma. Bisogna far piovere, anzi far grandinare, per trasformare quei pensieri in parole e frasi leggibili da noi stessi o da altri. Memoria alla Proust, tanto per citare un post precedente a questo.

E allora  : "Dove risiede la memoria ?" Ho posto questa domanda all'intelligenza artificiale.

Naturalmente, appena lo racconto, subisco gli sfottò da chi la  usa solo per sapere "Quale ristorante cucina meglio le patate al forno a S.Giovanni la Punta ? ( paese alle pendici dell'Etna : nota per i non-italiani che mi leggono)" .

Non mi importa di queste pur gentili critiche, perchè ho capito che parlare con qualcuno che ha una conoscenza enciclopedica all'ennesima potenza, conoscendo un bel po' delle risposte alle domande che gli si rivolgono, apre comunque un mondo.

L'ho fatto in un altro post lunghissimo di questo blog.

Discussione complicata sul tempo... per pelare una patata

che vi riassumo qui  ( anzi l'ho fatta riassumere  a NOTEBOOKLM, altra AI, che in questo ha il pregio di non aggiungere e non togliere niente )

 Il testo esplora il profondo legame tra la percezione del tempo, la memoria e le nuove frontiere della fisica quantistica. Attraverso una riflessione personale sulla solitudine e sulla natura del presente, l'autrice mette in discussione la visione scientifica tradizionale del cervello come semplice archivio biologico. Il dialogo con l'intelligenza artificiale Grok analizza ipotesi affascinanti, come la teoria del cervello-sintonizzatore, suggerendo che la mente possa captare informazioni da un universo a blocco o da un multiverso. Vengono citati modelli d'avanguardia come la teoria Orch-OR, che vede nei microtubuli cellulari delle antenne quantistiche capaci di connettere la coscienza a realtà non locali. In sintesi, la narrazione propone una fusione tra scienza ortodossa ed esoterismo, ipotizzando che la vita sia un ponte biologico verso dimensioni temporali ancora ignote.

E con questo smetto che ho già scritto troppo.

Vogliatemi bene, non lo faccio apposta. 

Sono così, di natura.


Il mio IO ha da fare

Oggi dovevo comprare sabbia lavica (si chiama da noi "azolo") e cemento per un totale di 19 sacchi da caricare in macchina. Controllo la portata del mio Bepper Peugeot ( leggo sul libretto 510 kg) e c'arrivo. Ho deciso di andare dal mio fornitore, qui a Pedara, che mi conosce ed ha la partita IVA già registrata.

Già. Mi conosce. Ma chi conosce ? Conosce la mia vecchia persona, l'ing che ha comprato per anni un sacco di roba da lui. Non mi sono fatta scrupoli. Mi sono tra-vestita da Mario e sono andata. Ho fatto in fretta ed ho pure aiutato l'addetto a caricare la macchina ed una decina di sacchi da 25 kg li ho posati io. I puristi "trans" adesso esclameranno; "tradimento" ! Dovevi andare in gonna e rossetto, creare il disagio, lo stupore, e così avresti aiutato la nostra causa. Quale causa ? La causa che noi dobbiamo esser visibili, riconoscibili, che la nostra è una condizione di normalità e deve esser accettata da tutti. Devono chiamarci "signora" già al primo impatto ( anche se ci conoscono da dieci anni) e mai sbagliare un pronome riferendosi a noi. Ritengo inutili questi exploit narcisistici.

Quello che sarebbe successo -con molto maggiore probabilità e come ho spiegato in altri post - è che al cambio d'immagine, allo stupore di una breve, stringatissima, spiegazione ("Eh sa, ho deciso così, mi è girato qualche anno fa di cambiare genere sessuale...)" , si sarebbero inevitabilmente incastrati i pregiudizi sul tema che albergano nella mente dei vari soggetti umani con cui interloquisci. Immagina che il tipo, la sera prima, sia andato a trans. Mi collegherà a quella fattispecie umana, magari con un po' di smorzamento, oppure no. Oppure ha visto un video di Luxuria che gli sta antipatica e che ha disprezzato in famiglia (per sue ragioni più o meno integraliste); non potrà che applicare questi sui "sentimenti" alla sottoscritta.
Ma che ti frega ? direste.
Certo non me ne fregherebbe e infatti, quando con le persone devo intraprendere un rapporto d'amicizia, un dialogo, e continuare nel tempo frequentemente ad interagire, mi butto senza problemi, come ho raccontato più volte.
In questi casi posso spiegare meglio e "cercare" di fare capire la mia rielaborazione esistenziale . Cercare, che non è per niente facile e molti comunque non c'arrivano e perciò i "lui" nell'appellarmi scappano frequentemente .
Ma quando questo è escluso, come con un vecchio fornitore che mi viene comodo utilizzare sporadicamente, chi me lo fa fare ?
Per evitare queste situazioni ho cambiato gommista, ho cambiato dentista, ho cambiato meccanico e la "signora" è stata servita gentilmente e con rispetto.
Non ho bisogno di esagerare.
Ho forza d'animo sufficiente ed ho la percezione profonda che IO non sono né Mario né Marialisa, come scrissi lapidariamente in un vecchio post :

Devo scaricare la macchina.
Il mio IO ha da fare.

Quando un fatto diventa un evento: "La recherche di Proust".

Venerdì scorso sono stata invitata da Rossella ad un serata dedicata a Proust ed alla sua "Recherche" che io conoscevo come " Alla ricerca del tempo perduto". Romanzo epico, lunghissimo, che il prof. Biuso, ordinario di filosofia, ci ha illustrato con dovizia e passione.

Io non ho letto questo romanzo che, penso, si possa leggere bene in gioventù o quando si va in pensione, cioè quando il "tempo" - manco a dirlo - può esser "perduto" più facilmente. Tuttavia ne conoscevo gran parte dello spirito ed alcuni aspetti significativi che ho trovato adiacenti al rapporto che ho io con la scrittura, con il tempo e la memoria.

Nell'epigrafe di questo blog c'è scritto:

La percezione del nostro passato non è mai chiarissima, mai perfettamente definita. I ricordi, i sentimenti e le emozioni vissute si affastellano, si aggrovigliano come fili di un unico gomitolo che sembrerà poi impossibile svolgere e districare. Scrivere per ricordare servirà a tirare i fili di quel gomitolo, per riannodarli ad uno ad uno, e così tèssere una nuova trama per il proprio futuro.

Ciò mi pare vicino allo spirito di Proust espresso nel capitolo conclusivo del romanzo (Il tempo ritrovato) : la scrittura è lo strumento per fissare per sempre ciò che la memoria può riportare a galla. Il Prof. Biuso ha detto anche una frase che mi ha colpito : il fatto diventa un evento quando lo si racconta per iscritto.

Così è - quindi - anche per l'incontro organizzato da Rossella, ospite impeccabile, nella sua accogliente e bellissima casa,

Ne ho scritto qui e quell'incontro, per il mio piccolissimo, è diventato un evento.

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P.S. un po' personale.

In queste riunioni si ascolta, si mangia, si beve e si parla. Io sto un po' in disparte, quasi sempre, per varie ragioni. Una è questa. Ogni tanto, in uno dei tanti capannelli, mi trovo ad interloquire. Non tutti conoscono il mio vissuto, e la mia realtà di persona particolare e, purtroppo, spesso capita che chi mi conosce, distrattamente, sbagli il pronome, un "lui", e magari gli scappa "bravo !" che, in questo caso, è un complimento non gradito. Chi NON mi conosce, un po' sobbalza, mi guarda in altro modo e temo ( anzi ne sono certa) che quella invisibilità a cui ambisco svanisca.

Non posso farci niente ed ho imparato a non prendermela più di tanto, ma ciò frena la mia voglia di colloquiare.

Questi piccoli errori di linguaggio creano la mia imperfetta realtà ( come spiegai dettagliatamente tempo fa in un post di questo blog

https://ifilidimarialisa.blogspot.com/2025/11/la-filosofia-del-linguaggio-applicata.html

che si concludeva con questa frase :

Io sono ideologicamente consapevole che il mio viaggio senza fine è verso essere una donna "PER MODO DI DIRE", nel senso oggettivo e non dispregiativo di queste parole.

Ne ho di strada da fare.

Dipende da me, lo so, ma anche dagli altri, purtroppo.