La lettera "spiegatutto" all'endocrinologo (+foto)

Questa è la lettera che scrissi qualche mese fa all'endocrinologo che mi segue.

Lettera all'endocrinologo
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Salve, Dott. Vxxxx.

La contatto con un ritardo di circa 20 anni.

Circa vent’anni fa ero una persona conosciuta (con uno pseudonimo) nella comunità transgender perché amministravo uno dei gruppi di discussione in Italia più famosi e frequentati su internet. All'epoca, feci laser al viso, assunsi ormoni (fai date, lo confesso) e perciò ho tuttora un seno discreto (coppa B). Mia moglie seppe e, dopo un po’ di tribolazioni, per un periodo, ci divertimmo pure.

Ad un certo punto consultai un endocrinologo che, giustamente, prima di dire o dare, volle che ottenessi una diagnosi di disforia di genere. L’ebbi, con una sola visita, dal Dott. Zxxxxx ma poi l’endocrinologo (di cui non ricordo il nome, ma si occupava di cose legali) declinò e mi disse di rivolgermi ad un suo collega più esperto nel campo, tale Dott. Vxxxx.

 Lei sa che non la cercai.

Dopo qualche settimana da quel contatto, come capita spesso alla fattispecie umana a cui appartengo, improvvisamente, abbandonai tutto, compreso il “social”.  Percepivo che quel “social” non era solo una forma di comunicazione ma anche di condizionamento, ed ostacolava il mio autocontrollo sul tema che, per la mia vita professionale e familiare, sentivo dovesse essere esercitato con più discernimento. Soprattutto sentivo che, andando oltre, avrei fatto del male a mia moglie, perché la sua identità di donna ne avrebbe molto sofferto (vent’anni fa, in Sicilia). Siccome io ero psicologicamente ben più forte di lei, ho voluto/saputo/potuto riporre tutto in un cassetto nascosto della mia coscienza. L’unica cosa che è perdurata del mio essere, è stato che, per vent’anni, ho indossato un reggiseno a fascia, semplice, che contiene un po’ il mio seno. Con camicie e maglioni larghi, non ho avuto problemi (a parte il mare, che era off limits).

 Mia moglie - dopo 35 anni di matrimonio - è mancata sei mesi fa, per un tumore al seno, metastatico fin dalla diagnosi. L'amavo, e l'amo ancora, infinitamente.

La mia solitudine (non abbiamo avuto figli), inevitabilmente, sta riaprendo quel cassetto della mia coscienza.

Per questo le scrivo, con qualche lacrima.

Vorrei un suo consulto.

Grazie in anticipo.

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Avrete capito quindi a quale fattispecie umana appartengo. Persone problematiche per se stesse e per gli altri, come minimo.
Vent'anni fa avevo 46 anni, ne dimostravo meno, ed ero così, 


Ora ho ripreso le terapie ormonali, e cerco di recuperare il danno fatto dagli anni. Fortunatamente  non sono ingrassata, e godo di buona salute, più o meno.

Per ora sono così, e gli anni che ho li dimostro tutti, ahimè.




Ma chi vivrà vedrà, come si dice.

Alla prossima.







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