Dall'estetista e dell'incontro con mia moglie - 6 marzo 2024

 

Avevo chiesto all'endocrinologo se conoscesse qualcuno per fare elettrocoagulazione dei peli della barba bianca. Lui pensava di conoscere qualcuno e invece le sue indicazioni furono fallaci. Appena ho realizzato la cosa mi sono fiondata nell'istituto di estetica che avevo già individuato su internet.

CG Beauty Center è il suo nome, e mi accoglie la gentilissima titolare che, avendo avuto qualche esperienza con gente mia simile, non fa nessun problema. ( alcune estetiste non accolgono proprio persone di sesso maschile, alla faccia della parità di genere).

Ci mettiamo d'accordo economicamente e fissiamo i primi appuntamenti per laser al viso ( ci sono peli neri, non molti ma ci sono), laser alle braccia e poi, il trattamento più impegnativo, l'elettrocoagulazione dei peli bianchi della mia barba. La titolare, che si chiama Cristina, come la mia amata moglie, è di questo una specialista e quindi sono in buone mani. 

Comincia una sequenza stretta di appuntamenti e, inevitabilmente, mi racconto. Parliamo un sacco e  insomma si instaura un bellissimo rapporto confidenziale perché Cristina è una donna intelligente, curiosa, e  straordinariamente in gamba. A dimostrarlo le recensioni a 5 stelle che il suo istituto ha sul web. 

Mi capita così di raccontarle del mio incontro con Cristina mia. 

Riporto qui allora un post che scrissi 22 anni fa quando mia moglie fu ricoverata in ospedale per una sindrome vertiginosa  (cupololitiasi si chiama) che , scoprimmo allora, poteva affliggerla. 

Allora ebbi una momentanea crisi di solitudine e riversai tutta la mia sofferenza in un post che, ora che mia moglie non c'è più per sempre, riacquista un peso emotivo per me straziante. 

Non dovrei alimentare questi sentimenti, lo so, ma la tristezza è un emozione che può dare valore aggiuntivo ai momenti di gioia. 

Ve lo riporto, asciugandomi qualche lacrima.


THREAD N.RO 9 

Data:  Gio Mag 16, 2002  10:18 pm 

Oggetto:  Solitudine

Sono sola. Solissima.

Mia moglie è stata ricoverata per accertamenti in ospedale per una strana sindrome vertiginosa che periodicamente la affligge.

E sono sola.

Forse scriverò tutta la notte riflettendo sulla solitudine.

Se ci penso bene senza mia moglie io sono solissima....

Non ho amici veri... Di quelli con cui ti confidi, che gli racconti i tuoi problemi. Di quelli a cui si raccontano i problemi d'amore o le gioie vissute.

Ho sempre odiato le comitive... maschili, o miste. A quelle femminili, come è ovvio, non ho mai partecipato. E perciò gli amici erano e sono i compagni di scuola e di università. Che veri amici non sono mai stati. Perché erano soprattutto interessati ad avere passato il compito od ad ottenere una spiegazione aggiuntiva a quello che loro non avevano potuto o voluto capire.

Ed ancora adesso colleghi "amici" telefonano e dopo i pochi convenevoli ti chiedono il favore, il consiglio, l'aiuto disinteressato. Che io non ho lesino mai. Ed ho così tanti, ma tanti "amici".

E perciò se non avessi mia moglie sarei solissima....

L'ho conosciuta su un autobus e mi piacque tanto. Ero appena laureato ma non sembrava per niente. Andavo su e giù come un qualsiasi studente ma in realtà bazzicavo ancora l'università trasformando la mia tesi in una pubblicazione che il caro professore relatore poi presentò a Southampton.

Ero strano, magro, allampanato … E la affascinai con le mie discussioni strane e la mia originalità. Quando le dissi che ero già laureato ingegnere non ci volle credere. Le sembravo troppo giovane e troppo matto.

E un bel giorno di febbraio del 1983 ci baciammo e ci mettemmo assieme.

Mi ricordo quel giorno. Entrai al centro di calcolo dell'università camminando ad una ventina di centimetri d'altezza. Non mi sembrava vero. Mi dissi: " Ecco sono guarito. Mi piacciono le donne". Nessuno mi aveva ancora spiegato la differenza tra identità di genere e preferenze sessuali. Di internet neanche l'ombra.

Per anni avevo desiderato di essere una ragazza. A volte vivevo settimane pensandomi femmina. In ogni cosa che facessi: lavandomi, guidando, guardando la televisione. E guardando qualche scena mi infilavo mentalmente nel corpo della protagonista e mi immedesimavo con lei. Da ragazzo 16enne comprai per mesi Playboy. E che ci facevo? 

Ricopiavo con il pantografo il corpo bellissimo delle playmates del mese e con un sapiente collage lo fondevo con i lineamenti del mio viso ricavati da una foto tessera : autoginefilia artistica.

Ma adesso ero guarito. Avevo la mia ragazza. E che ragazza...Bella, alta, occhi verdi, sembrava, e sembra, una straniera non una siciliana....

E invece no.. niente da fare. Durò poco. Molto poco.

Per San Valentino che arrivò dopo pochi giorni dovevo farle un regalo. Andai al reparto intimo della Rinascente a comprarle un completo: mutandine e reggiseno neri. Mai e poi mai lo avrei fatto prima. Ma ora ero un uomo. Non avevo nulla da vergognarmi, no?

E in effetti lo comprai. E glielo donai insieme ad un’originalissima scritta che ancora oggi lei conserva. C'era scritto: Mario ama Cristina che appena veniva capovolta si leggeva invece Cristina ama Mario. Un capolavoro…

 


 

Ma la sera prima di quel giorno...nel silenzio della mia cameretta… non resistetti alla tentazione di provarmi il completo mutandine e reggiseno. Alla faccia dell'uomo… non c'era niente da guarire. Tutto era come prima. Solo che amavo quella ragazza. 

Neanche lei amava le comitive e diventammo una cosa sola. Affinità elettive. Simbiosi.

E non ebbi più bisogno di amici. Non ne cercavo. Che mi importava. Avevo lei e lei aveva me.

E adesso, che lei momentaneamente non c'è, rifletto sulla solitudine.

E le lacrime vengono giù…

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Cristina, la mia amica estetista, questa cosa del suo nome che resta uguale anche capovolgendolo, le è parsa molto particolare e originale. Le prometto perciò di farle un regalo.

 E - non so da dove mi è venuta l'ispirazione - le regalo questo biglietto da incorniciare.




Ah, io da lei sono Mario. E' la cosa non mi pesa per niente anche perché, come ho spiegato, la mia immagine da lei è necessariamente maschile : devo andare con la barba bianca lunga. Anche se sono vestita nel modo che vi ho fatto vedere, sarebbe ben strano essere appellata come Signora Marialisa alla reception. 

Non riporterò qui il racconto dei nostri innumerevoli incontri, ma è facile immaginare tutte le parole e le risate che ci facciamo. 

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