Del Tempo, del Destino e del Senso della Vita

Questo è un post molto impegnativo.  Nel farlo seguo un impulso che mi spinge, come se fossi arrivata ad un punto di convergenza di molti accadimenti e sentimenti che hanno costellato la mia vita. Come sempre scrivere mi serve per districare il groviglio di pensieri ed emozioni che pulsa nella mia mente, in modo da poterne esser padrona -goderne anche - invece che esserne vittima impotente. Chi mi legge, forse, potrà anche trovarne beneficio. Ma se vi infastidisco per saccenteria e prolissità, basta smettere di seguirmi in quello che scrivo. Non ve ne vorrò.

Del Tempo

Ci sono domande che - se abbiamo un minimo di attività intellettuale di tipo speculativo - tutti ci poniamo. Una di queste è : cos'è il tempo. Per trovare la risposta leggiamo di tutto (filosofia, fisica, interi trattati) ma, quasi sempre, restiamo con incertezze, deboli convinzioni, con la fastidiosa percezione di non aver colto del tutto (o per niente) il significato e l'essenza del TEMPO.

Non sarò certamente io a risolvere questo eterno problema umano ed  esistenziale, ma ho bisogno di mettere ordine nei risultati delle mie letture e visioni ( lo chiamiamo studio ?) che faccio da decenni su questo argomento. 

Cominciamo.

La fisica è la scienza che studia i fenomeni naturali, ovvero tutto ciò che accade nell'universo. La fisica si basa sull'osservazione e sulla sperimentazione. I fisici osservano i fenomeni, fanno delle ipotesi su come funzionano e poi le verificano attraverso esperimenti. Se le ipotesi sono corrette, diventano leggi fisiche, che descrivono come funziona la natura. 

Cercherò sintetizzare  la concezione che la fisica, nel tempo (!), ha avuto del tempo. 

Per Newton, e per molti di noi - diciamo tutti - il tempo è considerato qualcosa di assoluto e immutabile, che scorre uniformemente. Passato, presente e futuro sono idealizzati in una linea che percorriamo in una direzione, senza possibilità di invertire questo moto ideale. Questa concezione del tempo era strettamente legata alla  visione di Newton dello spazio, anch'esso considerato assoluto e indipendente. Insieme, spazio e tempo costituivano il palcoscenico immutabile su cui si svolgeva l'universo. La visione newtoniana del tempo rimase dominante per oltre due secoli, fino all'avvento della teoria della relatività di Albert Einstein.

Einstein, con la teoria della relatività ristretta  e generale, ha completamente cambiato la concezione del tempo nella fisica. Ma questa concezione, seppur dimostrata completamente ed utilizzata in tutti i dispositivi che usiamo ogni giorno (cellulari, GPS, telecomunicazioni), non appartiene al senso comune di tutti noi, che continuiamo a vivere "nel tempo" esattamente come prima.
Non potrò fare una trattazione della relatività di Einstein ma chi vuole può trovare trattati, video, articoli, anche dello stesso Einstein, che la spiegano a livello divulgativo. Mi interessa però evidenziare un aspetto particolare che è diretta conseguenza della scoperta di Einstein.

Tutto deriva dal fatto che la velocità della luce nel vuoto è una costante ( diciamo circa 300000 km/s) e che essa non dipende dal sistema di riferimento in cui la misuriamo. La cosa è ben strana perché tutti noi abbiamo la percezione della relatività della velocità, per esempio, quando sorpassiamo qualcuno in automobile ( lo sorpassiamo, per il sorpassato, ad una velocità più bassa) . Invece la luce sorpassa sempre alla sua velocità e  l'oggetto sorpassato non la vede un po' più lenta ,  sempre un lampo è. 
Questa strana verità fisica ha un impatto sul concetto di simultaneità e quindi sul tempo nella forma effettiva con il quale noi lo misuriamo: il treno parte alle 17:00 cioè simultaneamente con il fatto che la lancette del mio orologio segnano le 17. Ebbene  Einstein ha dimostrato che la simultaneità è relativa e dipende dall'osservatore e dalla sua velocità. Ciò ha implicazioni importanti per la nostra comprensione del tempo e dello spazio. Ad esempio, significa che non esiste un "presente" universale. Ciò che è  il "presente" per un osservatore potrebbe essere il passato o il futuro per un altro in moto rispetto al primo.

Ciò ha una conseguenza dirompente per la concezione del tempo. Voglio soffermarmi su questa frase " Il presente di qualcuno è il futuro di un altro". Il futuro di quest'altro non è nella sua immaginazione (sempre  se lo immagina) è proprio già esistente! E' lì immutabile così come è immutabile il passato di un altro (sempre se se lo ricorda), ma come realtà di qualcun altro. Chi vuole approfondire può guardarsi questi dieci minuti di video.


Einstein, era convinto che questo fosse il modo corretto di vedere le cose. Ecco cosa scrisse quando morì il suo più caro amico, il matematico Michele Besso: «Egli mi ha preceduto da poco nel congedarsi da questo strano mondo. Ma ciò non significa niente. Per noi che crediamo nella fisica, la divisione tra passato, presente e futuro ha solo il valore di un’ostinata illusione».

Per la fisica moderna quindi si dovrebbe concludere che IL TEMPO NON ESISTE.  Esso è solo un'illusione della nostra mente e viviamo il presente come il passaggio su un fotogramma di una  pellicola di un film nel quale i fotogrammi, passato, presente e futuro, sono già tutti lì, immutabili.

Come dovremmo chiamare se non "DESTINO" la nostra linea di vita immersa in questo blocco di tempo ( e spazio) che è inalterabile, determinato ed eterno  ? E se esiste il destino, con tale forza dimostrativa, che fine fa la nostra libertà di scelta, quello che si definisce "libero arbitrio"? 

Del Destino

Prima ancora che si arrivasse alla conclusione che il tempo non esiste, la possibilità che la sequenza della vita, degli accadimenti attorno a noi e, in definitiva,  di tutto l'universo fosse predeterminata era stata già ipotizzata.  

In filosofia, il determinismo è l'idea che tutto ciò che accade, comprese le nostre azioni, sia causato da eventi e condizioni precedenti. La vita è come una lunga catena di eventi, dove ogni anello è collegato a quello precedente e ne causa quello successivo. Questo determinismo casuale è di fatto supportato dalla fisica, perché le leggi fisiche proprio questo comportano : date certe condizioni iniziali, quello che succede, se descritto da leggi fisiche, è già predeterminato e, al contrario, se quello che è successo è governato da leggi fisiche, possiamo risalire ai momenti precedenti.

Se riprendiamo l'immagine del presente come un fotogramma di una pellicola, il determinismo delle leggi della fisica, genera l'ordine dei fotogrammi che non possono che essere in una sequenza, appunto "determinata" e non casuale.

Comunque, posta l'ipotesi filosofica del determinismo come vera, il libero arbitrio, cioè la nostra libertà di decidere svanisce senza speranza. Unendo questo determinismo e l'illusione mentale del tempo che scorre, resta inesorabile, ancor più,  un DESTINO (fisicamente ordinato) già scritto, per noi, per gli altri, per l'intero universo.

Questa conclusione ci appare poco sopportabile (almeno, a me, genera disagio) e tendiamo a non accettarla. Infatti la mia ricerca sull'argomento è continuata, ma prima di addentrarci in qualche possibile alternativa con relative spiegazioni, chi vuole approfondire può ascoltare questo video di 16 minuti.



Dato che il trascorrere del tempo appare essere una illusione cognitiva, dovrebbe accadere che una azione ordinata dal cervello ( per esempio alzare un braccio)  risulti  in anticipo rispetto alla consapevolezza di volerlo fare ( cioè nessuna  scelta, seguiamo il destino di farlo). Qualcuno ha fatto  esperimenti in tal senso ( Benjamin Libet ). Ed ecco il risultato :

Il risultato dell'esperimento è controintuitivo: il potenziale di prontezza motoria comincia circa 1 secondo prima dell'avvio del movimento del dito, ma i soggetti divengono consapevoli dell'intenzione di agire solo 200 ms circa prima del movimento, quindi molto dopo (circa 800 ms) l'inizio dell'attività cerebrale.

Ovviamente ci furono critiche e altre spiegazioni (non molto convincenti a mio avviso), e le trovate nel link che vi ho indicato sopra.

Del Tempo Alternativo

La meccanica quantistica ha dato una botta al determinismo, almeno al livello microscopico delle particelle elementari. Secondo questa disciplina scientifica (che nessuno capisce ! e lo dicono i fisici), usata ovunque con una precisione inaudita, il futuro non è deterministico ma è probabilistico, cioè quello che possiamo dedurre dalle formule è la probabilità che qualcosa accada. Per portare a livello macroscopico questa verità scientifica ormai acclarata il fisico Schoridnger immaginò di mettere un gatto in una scatola con un gas velenoso che si sarebbe attivato se una particella radioattiva fosse decaduta. Quest'ultimo evento microscopico era previsto avesse la probabilità del 50% quindi, finche non si fosse aperta la scatola, il gatto era sia vivo che morto, con la stessa probabilità. 
Questa condizione è definita "sovrapposizione di stato". Solo quando c'è una osservazione che risolve la casualità questa sovrapposizione sparisce e il gatto è vivo o morto.
Di fatto i fisici non capiscono perché sia così,  e si sono inventati varie interpretazioni, alcune per spiegare ma senza comprendere (che è il paradosso epistemologico attuale della meccanica quantistica).
Un fisico di nome Hugh Everett  ha prodotto una "interpretazione" di questa fenomenologia in modo piuttosto originale. La sua interpretazione afferma che quando costruiamo una occasione di casualità o di scelta per il futuro - sentite sentite - l'universo si divide. Quando, come osservatori, apriamo la scatola la nostra coscienza sta in uno solo degli universi, quello del gatto vivo o quello del gatto morto e poi prosegue come prima. 
Pare una stupidaggine, sinceramente. Ma questa cosa ci da una via d'uscita per poter avere ancora libertà di scelta. Ogni volta che facciamo una scelta l'universo si dirama e noi seguiamo il ramo dove questa scelta (purché essa non contraddica le leggi della fisica) produce le sue conseguenze.
Se fosse vero la pellicola del tempo, dove ogni fotogramma è il presente, si sdoppia - anzi è sdoppiata fin da prima che noi facessimo la scelta - e poi noi proseguiamo su una delle due pellicole. E poi si sdoppia di nuovo e poi di nuovo, infinite volte tante quante sono le possibilità degli eventi. 
Il tempo per noi scorre quindi in modo "alternativo" dentro un "multiverso", un universo multiplo che contiene tutte le possibilità di tutto e di tutti. 
Vertigine. 
Per approfondire potrete guardare questo video ( dura un'oretta, e che mi illuminò su questa possibilità) 



o leggere questo libro ( c'è anche in italiano "La trama della realtà" - Einaudi) 


E' possibile provare se questa interpretazione sia vera ? No (più o meno). Ma intanto sta lì, descritta è anche utilizzata in qualche applicazione più moderna della meccanica quantistica.

Poi, stranamente, per un caso, o per destino,  ho trovato altri video. Si tratta di video complicati, difficili, ed offrono risposte "esoteriche" al tempo e non solo, anche alla natura della nostra esistenza in questa vita e anche oltre. Illustrerò  qualcosa di ciò  con i riferimenti di approfondimento. Potrebbe darsi che, per convinzioni profonde sia nel credere che nel non-credere, possiate giudicare quel che vi scrivo non arricchente e forsanche disturbante. Oppure no.
La curiosità però è l'attività mentale primaria che permette di accrescere la propria conoscenza.

Il senso della vita

Ne ho fatto cenno nel post precedente a questo. Ho trovato disponibile online il materiale di questo CERCHIOFIRENZE77. Ripeto qui la brevissima spiegazione di cosa questo fosse. 

" una realtà nata e cresciuta attorno al medium Roberto Setti (1930 – 1984) che a Firenze dal 1946 al 1984 è entrato in contatto con numerose entità attraverso la trance profonda e la telescrittura.  Le sedute spiritiche guidate da Setti hanno raccolto un numero sempre crescente di interessati anche se da parte di Setti e degli organizzatori degli incontri non c’è mai stata volontà o desiderio di fare proseliti. Sebbene il numero delle persone intervenute aumentasse ad ogni seduta, gli intenti che animavano gli incontri non sono mai cambiati e le persone che accorrevano sempre più numerose lo facevano per ascoltare Roberto e gli spiriti – presto definiti Maestri - che entravano in contatto con lui."

Vabbè, direte, figurati se ci mettiamo a credere a questa roba. Infatti lo scetticismo è d'obbligo ma ora vi spiegherò il percorso intellettuale che mi spinge a dare credito a quello che leggo e ascolto in questi siti.

Quando morì la mia compagna io caddi in uno stato di impotente frustrazione. Quelle teorie sul tempo e sul destino che vi ho illustrato facevano parte della mia conoscenza da molti anni, decenni, ed ho sentito il loro peso fin dalla diagnosi del suo  male. Ho fatto tutto il possibile, abbiamo lottato senza nessun fatalismo ma, ora che il peggio era avvenuto, restavo in solitudine con un pensiero pesantissimo : perché questo destino ?
Non ho mai seguito ne praticato la religione, che ho sempre considerato una versione semplicistica, infantile, della risposta  ai  problemi esistenziali della vita e della morte. Ma,  fin da giovane, ho coltivato con interesse e dedizione le filosofie orientali e la loro visione olistica dell'umana realtà con l'universo tutto. 
La possibilità che LEI fosse non morta ma trapassata in altri piani esistenziali, la sentivo forte. Cominciai a fare letture esoteriche e vedere video di personaggi più o meno credibili  che si trovano, cercando, su YouTube. Comprai un libretto intitolato : " Come sdoppiarsi e viaggiare nei mondi soprasensibili " di tale Tommaso Palamidessi. Da questo acquisto potete capire cosa mi spingeva e provavo in quel periodo. Feci pure un sogno, non molto tempo dopo la sua morte, e lei mi apparve, di sfuggita. Le chiesi "Come va ? Come stai ?  Non mi rispose, ma  fece  una smorfietta come quando una vuol dire, "Così, così" e  il sogno finì.
Lessi ( in parte) anche Steiner e la sua Teosofia. Un trattato  complesso dove, con un dettaglio degno di un libro di testo, illustrava le manifestazioni dei vari livelli che costituisco la vita : livello fisico, astrale, mentale e akasico o coscienziale. Seppi poi che questi insegnamenti ( fatti nei primi anni del secolo scorso)  gli derivarono anch'essi da esperienze medianiche. 
Quel periodo finì e, piano piano, cominciai a ridare forza alla mia vita, fin quando, seguendo l'impulso del destino (o della mia volontà, apparente o reale fate voi), cominciai a seguire il mio percorso di transizione. Altri momenti che considero topici ( predestinati ?) sono : l'incontro con l'estetista che si chiama Cristina come LEI, il mio iscrivermi a Democrazia Sovrana Popolare e poi rivelarmi a Luisa, ed essere introdotta in un gruppo di nuovi amici - che mai avrei cercato e trovato altrimenti - ognuno dei quali ha spessore di umanità e intelligenza. 
Poi, qualche giorno fa, casualmente ( o per destino) capitai a leggere e vedere roba di questo CERCHIOFIRENZE77. 
E cosa ritrovo ? La stessa struttura esplicativa, più chiara e con molti dettagli della Teosofia di Steiner ( questa in tedesco poi tradotta) e anche di altre esperienza medianiche (come Seth di Jane Roberts, questa fatta in America) .
Come hanno fatto ad inventarsi in epoche differenti, persone differenti, in lingue differenti grosso modo la stessa roba ? Che, tra l'altro, si trova anche, in modo molto più fantasmagorico, nel "Libro Tibetano dei Morti" del buddismo tibetano.
Questo è il sito You Tube dove si possono ascoltare questi insegnamenti e qui dove si possono leggere. E, tra gli altri video , per restare fedeli al titolo di questo post c'è questo.



Troverete  la spiegazione del tempo (che non c'è)  con la stessa metafora dei fotogrammi di come il tempo procede e come è diramato per cogliere la possibilità delle nostre decisioni. Somiglia maledettamente alla teoria del multiverso che vi ho illustrato prima.

Concludendo

Che cosa ho appreso da queste letture e visioni ( che ancora ho fatto solo parzialmente, qua e là) ? Cioè qual è il senso della vita ?

Saremmo individui ( appartenenti al regno minerale, vegetale, animale, umano) in evoluzione e che, per evolverci, percorriamo la nostra esistenza su questa terra in una sequenza di vita, morte e reincarnazione, ogni volta elevando la nostra coscienza un po' più su, fin quando arriveremo ad un livello tale che potremo fare a meno di ritornare sulla terra e resteremmo sui piani "soprasensibili" (come quelli del libro) per procedere ancora  ad altra evoluzione fino ad unirci all'assoluto.

Crederci o non crederci ?

Aggiorno la scommessa di Pascal.
Mi conviene scommettere che tutto sia vero o verosimile. Ed è molto più semplice e meno impegnativo della religione che richiede, per eventualmente vincere la scommessa sull'esistenza di Dio, la partecipazione ai suoi riti e preghiere. 

Spero che quanto io abbia scritto sia in qualche modo illuminante, o quanto meno vi incuriosisca. A me scriverlo è giovato perché convinzioni così ardite non sono facili da assumere e richiedono impegno intellettuale,  ragionamento e sentimento per il loro mantenimento.

Grazie per essere arrivati fin qui.


Post Scriptum 

Il sabato insieme alla comitiva dei miei nuovi amici frequentiamo un "Caffe letterario" ( che, in effetti, dovrebbe esser chiamato "Vino letterario" perché nel prezzo è compreso un mezzo bicchiere di vino, e mai ci hanno dato un  caffè... ). In questa occasione un eruditissimo professore di letteratura introduce un brano a tema tratto da un testo piuttosto famoso, ne spiega il significato e ne mette in evidenza gli aspetti più interessati e pregevoli, in modo che la lettura successiva del brano, fatta da un attore o da un'attrice, possa essere gustata consapevolmente.
La serata si conclude, in genere, andando a cenare insieme. E così è stato anche l'altro ieri.
Quando la tavolata supera le 6 persone - ed è il nostro caso- inevitabilmente si creano più gruppi di discussione e di condivisione di vino, acqua, patatine ecc. 
Per qualche ragione Luisa mi invitò a sedermi accanto a lei e di fronte a Vincenzo, il giovane medico che conobbi all'epoca della mia epopea di Caltabellotta
Dopo ho capito perché ero seduta lì. Mi raccontano che, qualche giorno fa, dovettero andare  a Pedara per lo smarrimento del portafoglio di Vincenzo. Luisa mi aveva detto che, passando davanti a casa mia, avevano visto la mia macchina. Ma la mia automobile però è invisibile, a meno che non ci si avvicini e si sbirci dagli spazi della cancellata.
Quindi mi spiegano meglio.
Mentre viaggiavano, a Vincenzo venne in mente un episodio toccante che qualche anno fa gli accadde di vivere professionalmente, lavorando lui come guardia medica a Pedara. Racconta che andò a visitare una donna, dice bellissima -sebbene sciupata dalla malattia - grave, in fin di vita, con il marito al fianco, straziato dall'impotenza e dal dolore. La coppia- questo disse- gli restò impressa per il rapporto speciale che traspariva in loro, e il marito gli raccontò del dramma vissuto, dei tentativi fatti, anche del viaggio in Germania per tentare una terapia immunitaria che, purtroppo, si  rivelò tardiva rispetto alla progressione del male. 
Luisa quando sentì quel racconto, avendo letto tutto di me, disse immediatamente : " Ma è Marialisa ! " Sgomenti cercarono perciò la mia casa e, sbirciando dal cancello, ebbero la conferma che ero io, vedendo la mia macchina.
Io ero attonita ad ascoltare ma, già alle prime parole,  ho ricollegato. 
E mi sono ricordata della sua voce, mi sono ricordata di lui. Vincenzo, che ora è dimagrito di 20 kg e quindi per me era un'altra persona, fu il medico che chiamai in un momento disperazione (non mi ricordo neanche per cosa) ma avevo, avevamo bisogno di trovare qualche appiglio, anche momentaneo, nella situazione che precipitava.

Sono scoppiata a piangere.

Due persone diverse, lui dimagrito moltissimo, io diventata altro da quell'uomo disperato,  che si riconoscono e si ritrovano per una serie di straordinarie coincidenze attorno ad un tavolo a ricordare quei momenti drammatici. 

Qui ho scritto del destino.
 
Non potevo non aggiungere questo post scriptum.
 



















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