Più di un mese fa, presi in malo modo il mio forno a microonde e l'oggetto, che è pesante non poco, mi cadde su un piede. Sull'alluce sinistro per la precisione. Dolore inenarrabile e, come conseguenza, unghia nera pestata. Non era ancora periodo di sandali e quindi, con le scarpe chiuse, non ebbi problemi.
Ma, quando fui invitata alla gita a Caltabellotta, il problema si pose. Non potevo non indossare i sandali. Quindi, mio malgrado, mi dipinsi le unghie dei piedi con uno smalto rosa anonimo che copriva quel nero dell'unghia che, altrimenti, sarebbe sembrato sporcizia. Ho scritto "mio malgrado" e quindi mi soffermo a spiegare perché sono un po' restia allo smalto sulle unghie.
La prendo larga.
L'immagine femminile, nella nostra società ed ai nostri tempi, è costituita da un insieme piuttosto vasto di "significanti" che, ognuno con una sua particolarità, esprime il significato " femminile". Molti di questi significanti sono nell'abbigliamento : il taglio di pantaloni, la gonna in se, maglie, camicette, bigiotteria, eccetera se indossati segnalano il carattere "femminile". Importantissimo é il trucco che, con sostanze varie, colora, enfatizza, ricopre il viso e gli occhi. Per non parlare della capigliatura la cui lunghezza e il cui taglio - anche in quello cosiddetto "alla maschietta" - contorna il viso in modo emblematico per il genere femminile.
Tutti questi significanti, però, hanno una ragione d'esistere e mi spiego : l'abbigliamento nasce per coprirsi e poi viene declinato in quel modo; il trucco nasce per enfatizzare pregi o ridurre difetti del viso; la capigliatura c'è - pure naturalmente abbondante - e va sistemata.
Detto questo, tornando allo smalto, scopriamo che esso è un significante "puro". La sua ragione d'esistere è solo per segnalare : " queste sono le mani ( o i piedi )di una donna " . E' pura rappresentazione di se, che poi si declina a sua volta nella lunghezza delle unghie, nei colori o addirittura, per le esagerate, nei disegnini artistici.
Ora a me piacciono le unghie dipinte, ammiro molto quelle ben fatte e sono consapevole di quanto esse richiamino in me un desiderio emulativo. Il fatto è che, per me, il desiderio emulativo è una "bestia" da tenere sotto controllo. Secondo me è quello che spinge a "travestirsi" e non a vestirsi. Tacchi a spillo, mini vertiginose, unghie finte corallo non sono forse super-significanti di un femminile esagerato, irreale ?
Ora io so che delle belle mani curate sono assolutamente compatibili con un modo di porgersi sobrio e normale ma, guardandomi dentro, è come se avessi una specie di freno tirato che mi rallenta nell'adottare "significanti" di più alto livello.
Insicurezza, consapevolezza da costruire, anzianità ? Può darsi.
Ma non è una cosa di oggi. E' quella cosa che definisco "E' troppo. E' troppo ". Frasetta che è riportata in una racconto che scrissi 20 anni fa e che descriveva la notte di capodanno e i sentimenti che provai nel "vestirmi" per cenare insieme alla mia compagna. Trovate il racconto qui.
PS. Oggi Cristina, la mia dolce amica estetista, mi ha visto le unghie dei piedi ed è inorridita per il colore (che avevo cambiato rispetto al rosa anonimo) definendolo colore "da morta". Le ho promesso di levarlo e - FORSE - cambiarlo se l'alluce dovesse essere ancora pestato.
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