Accadimenti 24 maggio 2026

Ieri, 24 maggio 2026,  è stato un giorno intenso.

La mattina

La mattina sono andata l'incontro con l'Ambasciatore Bruno Scapini tenutosi nella splendida cornice di Villa DiBella a Viagrande. L'Ambasciatore ha illustrato con la sua consueta chiarezza la proposta di modifica della costituzione per inserire la neutralità dell'Italia in costituzione. Attraverso al raccolta di 50000 firme in un periodo di 6 mesi si depositerà questa proposta di legge da discutere in parlamento. Noi tutti, in quanto aderenti a DSP, stiamo promuovendo questo progetto e ci impegniamo nell'arduo compito della raccolta di firma autenticate ai banchetti, ma si può anche firmare nel sito del ministero, cioè qui, con lo SPID o CIE.

https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6500011

Dopo l'Ambasciatore sono intervenuti alcuni astanti per domande e considerazioni sistemiche. E' anche intervenuto un avvocato che, nel raccontare il suo percorso di consapevolezza, si è anche commosso coinvolgendo nella sua emozione lo stesso Scapini, dimostratosi persona sensibile e di grande umanità.

Poi, ho parlato io.

Sono sicura che i miei amici di partito si saranno preoccupati di un mio eventuale lungo eloquio, pensando "chissà che dice questa, ora si porta la testa...".

Invece io ho solo raccontato un breve stralcio del diario giornaliero di guerra di mio padre che ho travato qualche giorno fa a casa mia, rovistando e sistemando roba.

Eccolo:

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8 settembre 1943 :
Alle ore 20:30 la radio annuncia che l'Italia aveva aderito all'armistizio e che la guerra era terminata. Grande giubilo e tristezza da parte di tutti noi. Gli ufficiali sono costretti ad intervenire per calmare i soldati. Si aspettano intanto ordini. Si va a dormire senza ricever ancora nessuna notizia.

  9-10-11-12-13-14-15-16 settembre : resoconti giornalieri di grande confusione.


Poi, dal diario del giorno 17 settembre 1943, accadde questo:
..... Alle 21:30 viene fatta l'adunata. Entrano dentro il campo d'aviazione carri corazzati e auto con mitragliatori e tedeschi. Veniamo circondati. Un capitano italiano, passato con i tedeschi, tiene un discorso in cui ci obbligava ad aderire per combattere a fianco dei tedeschi o, diversamente, venivamo considerati dei traditori.
Due ufficiali escono fuori dalle file e apertamente dichiarano che loro mantenevano fede al giuramento fatto al Re e perciò non potevano essere considerati traditori.
Nessuno voleva aderire.
Quando i tedeschi si accorsero che con le buone non ottenevano niente fecero uscire dalle file alcuni sottufficiali e soldati e li misero da parte. Se li portarono via subito dopo, insieme ad altri tre ufficiali. Rotte le righe, fecero rimanere solo quei soldati che assolutamente non volevano combatter con i tedeschi.
Fu una nottata terribile. Si era in pensiero per la sorte dei colleghi portati via. Tutta la notte fummo circondati dei tedeschi che da quel momento non ci lasciarono più.
L'indomani si seppe che tutti i trentacinque uomini, compresi gli ufficiali, erano stati fucilati dai tedeschi dietro l'ospedale militare di Corizza.

 ----------------- QUESTA E' LA GUERRA ---------------

Che comunque è finita con l'epilogo felice, per mio padre e quindi anche per me.
27 giugno 1945 :
Si viaggia tutta la notte, adagio adagio, e solo verso le 14 del pomeriggio si arriva a Villa S.Giovanni. Alle 18 si passa lo Stretto di Messina e ale 19 si arriva a Catania.
....
Alle 23 sono a casa e finalmente riabbraccio mia madre. Prima di andare a letto faccio un bagno e mangio.
28 giugno 1945:
Mi alzo alle 11.30, mangio e poi esco. Passo da mio cugino Orazio e poi vado da Melina. Sto da Melina fino alle 23.
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Melina sarà mia madre.

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Non sono riuscita a non commuovermi leggendo e poi ho saputo che questa emozione, fino alle lacrime, è stata condivisa con molti presenti, che mi hanno dopo pure ringraziato della preziosa testimonianza storica. 

Storia di tutti, e storia mia, della mia famiglia.

Dopo siamo andati a pranzo e, caso volle, sono seduta accanto a Scapini, con Leonardo di fronte. Piacevole dialogo, ascoltando il racconto della sua esperienza diplomatica ultradecennale in paesi non proprio tranquilli dal punto di vista della convivenza civile e della sicurezza. E abbiamo anche discusso di politica, di sociologia, e di filosofia, discipline intellettuali che personalmente mi spingono, forse, ad essere carismaticamente attraente.

Alla fine, dopo il prezioso spunto di Leonardo che ci ha spiegato del suo essere capace di "percezione aumentata" concentrandosi anche sugli oggetti più semplici, a me è venuto in mente una "illustrazione acustica" che mi aveva pure commosso, la mattina prima ascoltando un video YouTube durante la colazione. Riguardava il senso della vita, che è quello che tutti non ricerchiamo, forse fino alla morte.

E' tratto da un libro di Thich Nhat Hanh, La pace è ogni passo.

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Un giorno d’autunno mi trovavo in un parco, assorto nella contemplazione di una bella fogliolina a forma di cuore. Era rossiccia, quasi sul punto di staccarsi dal ramo. Rimasi a lungo in sua compagnia, rivolgendole molte domande.....
Ho chiesto alla foglia se aveva paura dell’autunno, di veder cadere le sue compagne. E la risposta è stata: “No. Per tutta la primavera e l’estate ho vissuto pienamente. Ho fatto del mio meglio per nutrire l’albero, e adesso una gran parte di me è lì. Questa forma non mi racchiude interamente. Io sono anche l’albero, e una volta tornata alla terra continuerò a nutrirlo. Perciò non mi preoccupo. Quando lascerò questo ramo, volteggiando nell’aria lo saluterò e gli dirò: “Arrivederci a presto”.
Quel giorno soffiava il vento; dopo un po’, vidi la foglia abbandonare il ramo e lasciarsi cadere a terra in una danza gioiosa, perché cadendo già si vedeva nell’albero. Era davvero felice. Chinai il capo in segno di rispetto, perché sapevo di avere molto da imparare da lei.

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Metafora del senso della vita, la foglia sembra suggerirci che questo senso non coincide con la  sua forma, ma con la sua funzione e con ciò che essa continua a nutrire anche dopo il distacco. 

Quindi noi dobbiamo - cioè abbiamo il dovere -  ESSERE quello che la natura, la nostra stessa storia, ci ha portato a divenire, fisicamente, intellettualmente, anche ideologicamente, fino a staccarci dal nostro "picciolo" corporeo per poi danzare nel vento di altri piani esistenziali.

A Scapini la citazione è piaciuta ed ha pure trascritto il nome dell'autore.

La sera

La sera vado da Rossella, che mi ha invitato ad un incontro durante il quale un suo amico psicologo, analista, ci parlerà del sogno. Argomento che,  come da lui stesso affermato, non può che essere affrontato in modo superficiale, viste le implicazioni oltre che psicologiche, neurofisiologiche, mitologiche, esoteriche, e anche mistiche, volendo.

La disamina sull'argomento ha anche sfiorato queste implicazioni che ho citato, ma senza addentrarsi troppo per prudenza perché - mi è sembrato -  il terreno dialogico poteva diventare forse un po' accidentato per la accettazione più o meno materialistica o spiritualistica degli astanti.

Alla fine  destando, forse, le solite preoccupazioni sul mio dire (ingiuste a mio avviso) ho fatto questa domanda, che mi premeva, perché è tra le domande che mi sono posta nelle ricerche che a volte perseguo, così estemporaneamente. Un esempio è in  questo post di questo blog.

 https://ifilidimarialisa.blogspot.com/2025/11/discussione-complicata-sul-tempo-di.html

Domanda :

Qualcuno mi pare abbia detto : "Sognare equivale a rovistare nell'immondizia della memoria ". Quindi, se fosse così, per capirne di più, dovremmo chiarirci cos'è la memoria. Anzi dove risiede la memoria visto che esiste  anche una memoria di specie, questo inconscio collettivo che ci ha illustrato ? E' un mistero ?

Non ho avuto risposta. 

Credo proprio per quella prudenza nell'addentrarsi in territori della conoscenza (non della comprensione) che, cozzando spesso con il senso comune, sono impraticabili in un contesto amicale di persone mature, intelligenti ma con solide convinzioni e forsanche - peggio - stabili credenze.

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Mangio, bevo, ringrazio Rossella della sua solita impeccabile ospitalità, e torno a tarda sera dall'unico essere vivente che, sicuramente, mi ama. 





 




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