Discussione "lunghetta" su whatsApp

Quella che segue è una discussione che oggi ho avuto con l'autore del libro "Le ribelli : otto scienziate che hanno cambiato il mondo"


Avevamo avuto un breve botta e risposta durante la presentazione. Questo il video e io intervengo al minuto '42, sono concitata e gesticolante. Non mi sono piaciuta, ma tant'è.




Scrivo :

Ieri l'altro sono stata dall'endocrinologo. Qualche complimento ( mi ha trovata "carina" ) e poi mi dice che, lavorando lui anche con l'Inghilterra ,  lì c'è un vento di ritorno forte e che qui potrebbero anche levare la gratuità delle terapie (questo è uno che fa commissioni al ministero) . Come vedi, e come ho detto, a voler esagerare con sfacciate esibizioni e rivendicazioni senza senso, la reazione colpisce poi chi non c'entrerebbe niente. 

Risponde :

Continuo a pensarla diversamente. Le rivendicazioni "senza senso" sono in percentuale risibile (vedi quelli che si sentono cani, ma anche in quel caso io sono per il "lasseiz faire"). Nella maggior parte dei casi si tratta di richieste valide e più che legittime.

Scrivo :

Che un tipo come Schwarzenegger si sveglii la mattina e affermi convintA che da oggi lui è Caterina e che perciò deve fare pipì nel bagno delle donne e poi prenota una visita ginecologica e denuncia il medico che rifiuta  sono cose possibili  che qualcuno si ostina a rivendicare "con senso".

Risponde :

Ma questo è l'ennesimo esempio estremizzato. Qual è la storia esistenziale e psicologica della persona con le fattezze di Schwarzenegger che "si sente" una donna? Cosa prova? Quali sono le sue sofferenze?  Secondo me sarebbero queste, al limite, le prime domande da fare. Non credo che questo ipotetico personaggio avrebbe come urgenza più pressante quella di fare pipì nel bagno delle donne. Ma poi, anche fosse, cosa potrebbe accadere? Potrebbe molestare o violentare le donne? Turbarle? Liberiamoci da questi schemi: sono vecchi e non ci aiutano a evolvere. Detto ciò, io abolirei del tutto la suddivisione dei bagni in maschili e femminili.

Scrivo :

Il fatto è che "rivendicare" significa pretendere "diritti". Che significa, per quella società nella quale non si ha il "consenso" su questo (con senso = consenso),  fare leggi e quindi imporre doveri a chi per biologia, cultura, abitudini non è d'accordo. Ciò, se esagerato, è una violenza nella direzione pseudo progressista che produce inevitabilmente reazione. E metteranno nei bagni non la figurina con i pantaloni o la gonna ma direttamente XX e XY e poi io, che non ho problemi di credibilità ad andare nel bagno femminile, non ci potrò andare più. Non capisco questo impulso all'abolizione del genere sessuale con tutti le sue anche giuste differenze, molte derivanti dalla biologia. Ciò per le esigenza di qualche personaggio ( infima minoranza) che fluidamente vuole avere barba e indossare gonna e rossetto? Che lo faccia, ma si deve aspettare in questa società  che non lo arrestino ok - ma qualche fischio sì - e in una società islamica che lo buttano dal 4° piano , però.

Risponde :

Io non voglio che le nostre conversazioni degenerino in litigi (soprattutto via chat), ma sappi che non condivido praticamente nulla di quel che dici. 😅 Esiste una intera branca di ricerca chiamata "gender studies" (purtroppo in Italia c'è in poche università e fa fatica ad attecchire perché il nostro è un paese esageratamente bigotto). Il genere non ha nulla a che fare con il sesso biologico. In natura esistono i maschi e le femmine, nessuno lo mette in dubbio (a parte i molti casi di intersessualità, ma mettiamoli da parte). Tutte le altre differenze sono di matrice puramente culturale e quindi si possono mettere in discussione, non sono scolpite nella pietra. Ha senso ed è giusto che una minoranza (anche molto piccola) chieda più diritti, se questo può aiutare a star meglio qualcuno senza che ciò provochi danni o limitazioni per altri? Assolutamente sì. Non basta che qualcuno dica "mi turba" o "è ridicolo" o "il rischio è un'onda reazionaria", perché in base a questo assunto non cambierebbe mai nulla.

Scrivo :

Ok. Finiamola qui. I gender studies che dici sono opinabilissimi (falsificabili anche da un solo caso di de-transition) come ogni studio di ogni disciplina. E questa manco scientifica è. Io penso che il genere sessuale è invece in gran parte innato e in minor parte derivante dal resto ( educazione, cultura, famiglia, ambiente). In questo siamo troppo distanti. E poi affermate che il "sentire" sia realtà e non illusione cognitiva è una cosa su cui ho scritto, ho fatto conferenze, e che ho  elaborato da  oltre vent'anni. A partire da questo puoi sentirti Marylin, un cane, un pipistrello (ricordi Nagel?) e va bene. Ma imporlo alla percezione altrui ( e costruire doveri) è altra roba.

DOPO UN PO' LUI RIPRENDE LA DISCUSSIONE

Scrive :

Fermiamoci qua, hai ragione. 😅 Intanto dovresti spiegarmi cosa intendi per scienza tu, visto che la stessa definizione di "scienza" è oggetto di diatribe epistemologiche che vanno avanti da decenni e non si è riusciti a trovare una risposta univoca e definitiva (l'antropologia è meno "scienza" della meccanica quantistica? Lo studio degli epigrammi è meno scientifico delle ricerche in ambito biomolecolare?). Senza scomodare Kuhn, Feyerabend o Lakatos, mi limito a dire che è un terreno minato e nessuno (ma proprio NESSUNO) può pretendere di conoscere la risposta finale e ultima. Il falsificazionismo di Popper è superato da tempo. Discorso analogo per quanto riguarda la questione del "genere". Non puoi prendere un ambito di studi complesso che nel corso degli ultimi cinquant'anni ha prodotto una letteratura scientifica molto ampia e ridurlo a una barzelletta. Dire che i gender studies possono essere falsificati dai casi di detransition significa dichiarare apertamente di non sapere cosa sono i gender studies. È legittimo che l'argomento non ti interessi, così come è legittimo e sacrosanto che tu la pensi diversamente da me. È un po' più difficile da capire e accettare, invece, il fatto che una persona intelligente e di ampie vedute come te, che ho sempre stimato e che continuo a stimare, possa esprimere pareri così tranchant su argomenti che chiaramente frequenta poco. Tu vivi sulla tua pelle una forma di disforia di genere e sulla base della tua esperienza e delle tue riflessioni sei arrivata a certe conclusioni, ma questo non implica che il tuo percorso e le tue risposte possano essere estesi all'intero genere umano. Sul fatto che il genere sia un costrutto culturale e sul "sentire" come realtà o illusione cognitiva si potrebbe discutere per giorni, ma bisognerebbe farlo senza partire da verità preconcette. Perché in base a questo presupposto Simone De Beauvoir e Judith Butler (due filosofe) così come Gina Rippon (neurobiologa), sono oggettivamente cretine che sparano cazzate, mentre Steven Pinker o Diego Fusaro dicono la verità. Questo solo perché Pinker e Fusaro (come Rizzo) mi dicono quello che voglio sentirmi dire, in un certo senso mi danno ragione, mentre le altre vanno in direzione opposta al mio pensiero. È ovvio che così non si va da nessuna parte, non è possibile un confronto né un avanzamento del pensiero. È uno scenario simile a quello di chi prova a discorrere con un negazionista climatico o un novax (ha senso farlo? È utile?). Per me possiamo scambiarci consigli di lettura e discorrere amabilmente di questi argomenti, ma senza partire dalla convinzione di avere la verità in tasca. Io non credo di averla e sono certo che anche per te sia così. Se dal punto di vista scientifico e filosofico è corretto cercare di saperne di più e non pretendere di essere detentori del Verbo, dal punto di vista politico è invece necessario prendere posizione. La posizione che tu chiami di "progressismo indefinito" è, a mio parere, l'unica davvero libertaria. Se si comincia a mettere paletti è poi facile tornare indietro a passo di gambero (lo dicevamo l'altro giorno) e giudicare anormale o sbagliato tutto ciò che si discosta anche di poco dallo spirito del tempo in cui si vive: il matrimonio omosessuale (ops, questo in Italia non è ancora legale e chissà se lo sarà mai), la gestazione per altri (ops, questa in Italia è considerata "reato universale"), l'adozione per le coppie gay (ops, anche questa qui in Italia è vietata; sarei curioso di conoscere l'opinione di Rizzo in merito), la libera circolazione delle persone (ma sì, mandiamo i migranti in Libia o Albania), fino ad arrivare al diritto all'aborto.

 Le persone che percepiscono di non appartenere né al genere maschile né a quello femminile (non ho scritto "che non si sentono né maschi né femmine" per non destabilizzarti) esistono. Cosa vogliamo fare con loro? Li vogliamo ignorare o prendere in giro perché non sottostanno alla nostra idea dicotomica di genere sessuale? Li vogliamo paragonare a chi dice di sentirsi un cane o un cioccolatino? Ha senso fare così? Suvvia.

 In UK tolgono la gratuità delle terapie? Lottiamo affinché venga ripristinata, non incolpiamo gente che si limita a essere ciò che è (perché dire di essere nonbinary o genderfluid dovrebbe essere una "sfacciata esibizione"?).

Rispondo :

Le scienze ( quelle sociali e mediche in particolar modo ) purtroppo sono guidate da interessi politici ed economici. Tu dirai di no e dubiti poco ( ti sarai vaccinato, X dosi), io dirò di si (non mi sono vaccinata, 0 dosi) e dubito assai. Quindi su questo non andiamo da nessuna parte. Tesi contrapposte in letteratura autorizzano su queste cose a farsi una propria opinione. Che poi la biologia venga prima della psicologia nel conformarci a me sembra una ovvietà. A te no, ma che uno dica non mi sento ne maschio ne femmina è possibilissimo anzi è la normalità. Perché non ci si può "sentire" maschi o femmine si può "essere" maschi o femmine, nel corpo, nei modi ecc. Quindi costoro semplicemente oscillano ed è quasi naturale. Io lunedì sono andata a farmi una ecografia addominale ( una scemenza rivelatasi inutile ) e ci sono andata in abiti maschili perché ritengo stupido e inutile "sentirsi" donna quando poi devi dire al medico che non hai utero, ovaie ma hai la prostata. Cosa mi sentivo ? Mi sentivo me. Persona umana. Se non avessi avuto consapevolezza e controllo di me e mi fossi "sentita donna" non avrei potuto che fare un casino. Quando sono andata dall'endocrinologo ero vestita bene e lui mi ha detto che ero "carina" e mi sono "sentita donna" perché lo ero.

Inciso di vanità : ero questa 

 

Fine dell'inciso di vanità 

Fissarsi sul proprio genere è il modo principale per dargli un'importanza assoluta. E' la "fissazione disforica". E' la malattia. La cura è non avere fissazioni di nessun tipo. L'ho scritto ma tu non mi leggi ( peggio per te) l'identità non è uno STATO ( io sono così e basta, aggiustatevi voi ) ma è un MOTO ( io vorrei diventare così, e chissà...). E poi tu ( ed io) siamo proprio un esempio di come si può non esser "fissati" e farsi una vita comunque.

Scambiare le "fissazioni" come libertà psicologica è per me un errore, anche grave che, se non corretto in terapia, ti può portare dove non si sa, anche al suicidio. Chi si sente un cane è un fissato che va curato. Se mi piscia su una gamba ha il diritto di non esser preso a calci ? Pretende questo ?

E se uno  è un omone di 2 metri d'altezza e (pur transizionato quindi sarebbe "donna")  vuole  competere a nuoto con delle ragazzine da 45 kg secondo me sbaglia e non dovrebbe essergli consentito. NON è una donna , come non lo sarò mai neanche io, nonostante terapie ed eventuali operazioni. Il giorno che avrò cambiato il nome e dovrò farmi una ecografia addominale la "donna " Marialisa dovrà dire al medico : "Guardi che non troverà utero ed ovaie ma una prostata."

<per le terapie non più gratuite (ndr) > Non in UK. Potrebbero toglierle in Italia e poi valle a recuperare. E se levassero la disforia dal DSM ? Perché dovrebbero darti le cure ? Il tuo è un passatempo, no ? Oggi donna, domani uomo e che vuoi dalla società....


Nessun commento:

Posta un commento