Oggi ho fatto un giro per clienti. Gli abiti erano maschili ma sono magra, il viso glabro, e, a chi non mi ha visto da un po', gli sembro forse malata.
Dal primo cliente infatti stavano per chiedermi che avessi, (era lui e sua moglie, una signora gentile che mi ha pure offerto che la chiamassi per nome) e, se lo avessero fatto, sarebbe stata un'occasione, ma poi il discorso ha preso un'altra piega e non c'è stato modo di rivelarmi. Sarà per un'altra volta.
Dal secondo cliente lavora un mio ex-impiegato, uno che ha vissuto con me vent'anni fa il mio modo di esser "speciale". Mai, all'epoca, disse niente, ne lui ne gli altri 4 o 5 impiegati che avevo.
Alla fine delle discussioni di lavoro, dove avevamo parlato anche di un progettino redatto da una "lei" ingegnere, dopo che mi sono alzata per andarmene, dico, rapidamente, quasi di sfuggita:
Devo farvi ora una rivelazione importante, qualcosa che potrà stranizzare ma è importante per me e per voi. Forse tu può darsi lo sai o forse no , ( rivolgendomi al mio vecchio impiegato), ma anch'io diventerò una "lei" ingegnere. E' una cosa che ho iniziato vent'anni fa, che poi ho sospeso per amore di mia moglie, e che ora ho deciso di ricominciare.
Dopo un attimo, ma proprio un attimo, il giovane dirigente ( quella stessa persona che si fece il trapianto dei capelli proprio lo stesso giorno, proprio nello stesso posto) mi dice che capisce e che è giusto, credo riferendosi alle scelte personali. Il mio ex dipendente non dice niente. Io con un sorriso saluto e prendo il corridoio per uscire.
Ecco. Mi sono sentita sollevata e sono salita sullo scooter con un sorrisetto compiaciuto di soddisfazione.
Cosi si fa.
PS. Sono ditte di trasformazione e produzione di strutture metalliche. Posti che definire di cultura maschilista è poco. La cosa si propagherà in azienda ( mi conoscono e stimano da trent'anni almeno) e chissà che pensieri li attraverseranno. Non mi preoccupa e, comunque, non posso farci niente.
Nessun commento:
Posta un commento