La seduzione, le luci intellettuali e una falena

Ieri sono andata al "Caffè Letterario" . Passo prima a prendere Rossella e, mentre attraversiamo la città per prendere  Emanuela, chiacchieriamo un po' di un video che le avevo invitato a guardare su you tube. Si tratta di spiegazioni sul concetto, fisico e anche filosofico, di TEMPO che intriga le nostre menti da sempre. Io parlo e lei pure e, nel farlo, mi invita con dolcezza a starla a sentire, frenando un mio difetto, cioè la mia foga nell'argomentare quasi senza ascoltare il mio interlocutore. Ha ragione e, pensandoci, leggo quest'invito come un segnale di interesse ad avere un rapporto dialettico permanente, non sporadico, con me. E' una cosa che mi piace, mi emoziona e mi arricchisce. Non è facile trovarsi in risonanza, intellettuale e non solo, e per la mia situazione di vita ne ho proprio bisogno.

Prendiamo Emanuela a bordo e,  puntuali, arriviamo al teatro. Ero vestita così e riporto la foto per rallegrare (si fa per dire) il blog


La lettura era dedicata a brani da "Le relazioni pericolose" , romanzo epistolare di Choderlos de Lascos del 1782. La storia del libertino Valmont che seduce la marchesa di Merteuil mi ha ispirato alcune riflessioni che, all'uscita dal teatro, ho condiviso con Emanuela e che riporto qui, oltre ad  una mia ulteriore, breve,  elaborazione mnemonica.

Le quattro chiacchiere fatte in auto con  Emanuela vertevano su come la "seduzione" , cioè i meccanismi seduttivi del 1782 , possano essere diversi da quelli dei giorni nostri. Nell'epoca  di internet, degli emoticon, dei messaggi su WhatsApp come metodo di comunicazione istantanea di parole, suoni, simboli, immagini, video tutto può esser diverso. O meglio, QUASI tutto può esser diverso. Infatti il prof. Garrera, nelle sue spiegazioni illuminanti, è riuscito ad illustrare che nella statica dello scritto ( altrimenti movimentata  dalla bella interpretazione dell'attore Francesco Foti) quello che manca è il suono delle parole del "seduttore". La musicalità di parole, frasi, silenzi, intercalati da occhiate, sfioramenti, possono solo stare nell'immaginazione del lettore o dell'ascoltatore ma sono certamente il VEICOLO finale, indispensabile, della seduzione tra un uomo ed una donna, almeno nella società in cui viviamo (anche quella di WhatsApp). Infatti questo romanzo è stato soggetto di molte trasposizioni cinematografiche, perché la storia ha una trama molto intrigante, si presta bene a queste rappresentazioni amorose e poi ha un finale drammatico, che non guasta mai.

Mi torna quindi in mente, a sprazzi, non come un film, ma comunque chiaramente, quando io mi incontrai con la mia compagna di una vita e come  - posso dirlo ? - sono riuscita a sedurla, ed affascinarla di me. Al solito, queste mie memorie hanno il supporto di quello che scrissi in tempi più vicini a quegli accadimenti. Non so se, senza il ritrovamento di queste mie memorie, sarei stata in grado di riprodurle con la stessa precisione.

Scrissi vent'anni fa questo:

L'ho conosciuta su un'autobus e mi piacque tanto. Avevo 24 anni ed ero appena laureato ma non sembrava per niente. Andavo su e giù come un qualsiasi studente ma in realtà bazzicavo ancora l'università trasformando la mia tesi in una pubblicazione che il caro professore relatore poi presentò a Southampton.

Ero strano, magro, allampanato... E la affascinai con le mie discussioni strane e la mia originalità. Quando le dissi che ero già ingegnere non ci volle credere. Le sembravo troppo giovane e troppo matto.

E un bel giorno di febbraio del 1983 ci baciammo e ci mettemmo assieme. 

Mi ricordo quel giorno. Entrai al centro di calcolo dell'università camminando ad una ventina di centimetri d'altezza. Non mi sembrava vero. Mi dissi: " Ecco sono guarito. Mi piacciono le donne". Nessuno mi aveva ancora spiegato la differenza tra identità di genere e preferenze sessuali. Di internet neanche l'ombra.

Per anni avevo desiderato di essere una ragazza. A volte vivevo settimane pensandomi femmina. In ogni cosa che facessi: lavandomi, guidando, guardando la televisione. E guardando qualche scena mi infilavo mentalmente nel corpo della protagonista e mi immedesimavo con lei. 

Ma adesso ero guarito. Avevo la mia ragazza. E che ragazza...Bella, alta, occhi verdi, sembrava, e sembra, una straniera non una siciliana....

E invece no.. niente da fare. Durò poco. Molto poco.

Per San Valentino che arrivò dopo pochi giorni dovevo farle un regalo. Andai al reparto intimo della Rinascente a comprarle un completo: mutandine e reggiseno neri. Mai e poi mai lo avrei fatto prima. Ma ora ero un uomo. Non avevo nulla da vergognarmi, no?

E in effetti lo comprai. E glielo donai insieme ad un’originalissima scritta che ancora oggi lei conserva. C'era scritto: Mario ama Cristina che, se veniva capovolta, si leggeva invece Cristina ama Mario. Un capolavoro... ( di seduzione ndr

Ma la sera prima di quel giorno...nel silenzio della mia cameretta... non resistetti alla tentazione di provarmi il completo mutandine e reggiseno. Alla faccia dell'uomo… non ero guarito per niente.  

Tutto era come prima, solo che amavo quella ragazza.

 
Anche nel mio caso , che ero tutt'altro che un seduttore, l'affabulazione, le parole, le chiacchiere piazzate bene costruirono la magia della nascita di un rapporto ( vabbè, c'era anche che non facevo schifo ...).

Alla fine dello spettacolo un gruppetto di noi decide di recarsi in un locale per mangiare qualcosa e, possibilmente, ascoltare un po' di musica. Siamo 7 : io, Rossella, Emanuela, Luisa e suo marito Antonio, Maurizio ( tutta gente della comitiva di Caltabellotta) e Benedetto, il mio collega ed amico ingegnere a cui mi ero rivelata per caso (racconto in questo post).

Stiamo al tavolo, a spiluccare antipasti fritti in olio non proprio nuovo, attendendo le pizze e chiacchieriamo più o meno di tutto. Quando comincia la musica - non so perché - ho un momento di commozione e, al solito, le mie amiche si accorgono, mi confortano in quell'attimo e  passa.

Ho scritto "le mie amiche" perché sento e ricambio il loro affetto ma io, che porto con me "la mia debolezza esistenziale", ho anche una enorme riconoscenza per esser entrata nei loro sentimenti. Sono donne una diversa dall'altra e per me emanano una luce intellettuale  e personale differente : quella di Emanuela è colorata, caleidoscopica, ti infonde allegria e gioia di vivere ; quella di Luisa è chiara, semplice, solare e sincera ; e poi Rossella che per me emana nell'infrarosso, perché sento un calore particolare, ma la sua luce, secondo me, emana anche in frequenze al di la del visibile e ciò mi attrae particolarmente.

E la falena del titolo ?

Con licenza poetica la falena sarei io, che sono attratta da queste luci inesorabilmente, e così andando ci vorrà un insetticida potente, o un geco gigante, per liberarsi di me.






 








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