Natale con i tuoi, pasqua con chi vuoi. Proverbio significativo e di piena applicabilità.
Pasqua 2025
Le mie due cognate, la cui famiglia è fatta da loro stesse e nessun altro oltre me, mi hanno proposto di andare a mangiare fuori, un pranzo a base di pesce dicono. E infatti organizzano, prenotano e domenica mattina alle 11 partiamo da casa mia per Giardini Naxos, dove avevano prenotato questo pranzo. Io mi vesto così, che mettere la gonna per le donne sta diventando sempre meno frequente, così io cerco di compensare, nel mio piccolo alternativo.
Lunga passeggiata per arrivare a "Le Vele", uno dei tanti ristoranti sul lungomare, ma che mia cognata ha selezionato tra quelli con le migliori recensioni. Nel tragitto facciamo una foto, così per ricordare
Abbiamo mangiato bene e con piatti abbondanti, e senza lesinare alcunché. Alla fine ho pagato io, anche se loro volevano dividere, e hanno gradito il mio dono. E con 154 € me la sono cavata. Dopo pranzo, per finire la giornata, siamo salite su a Taormina per fare una passeggiata sul corso. In mezzo a una confusione ancora modesta, perché di primo pomeriggio, abbiamo visitato qualche negozio e guardato vetrine. All'andata della passeggiata sul corso, avevo adocchiato delle borse di pelle intrecciata e, al ritorno, ho deciso di comprarmene una.
Giornata complessivamente piacevole e, soprattutto, non hanno mai sbagliato nel chiamarmi, come invece facevano sempre all'inizio del mio percorso ( ad esempio quando andammo all'IKEA).
Pasquetta
Il lunedì di Pasqua è tipicamente dedicato alle uscite fuori porta. La comitiva, nella quale ormai mi sono ritrovata, aveva deciso di andare a Buccheri in un locale molto rustico e caratteristico che era stato già da alcuni visitato in una precedente occasione.
Inciso ----
Devo esser sincera, io non volevo andare.
Ero venuta a conoscenza di un fatto che mi aveva turbato abbastanza: la percezione altrui di parole offensive, da me mai pronunciate, che, quando capita, senza testimoni, è impossibile da dipanare senza che qualcuno ceda, in un modo o nell'altro. Il fatto - pur provandoci - non è stato dipanato, e l'unica soluzione, in una comitiva grande come la nostra, è ignorarsi tra i protagonisti ed evitare di riprendere il discorso. Però, questo dover pensare al come, al quando, ed al dove viaggiare, o dove sedersi, a non scambiarsi parole, tutto in modo ipocrita, fintamente disinvolto, io lo trovo sinceramente insopportabile. Per questo avevo pensato anche di abbandonare il gruppo, forse come predestinato epilogo dei miei sporadici sentimenti di disagio nel sentirmi un'intrusa, diversa tra normali.
Poi mi hanno telefonato e mi hanno convinta a venire, perché potevo superare la cosa come una delle tante prove che ho superato e che so superare, che tanto solo pochi sanno cos'era successo. E così sono andata soprattutto per non fare un danno alla serenità della compagnia, perché la mia assenza sarebbe stata pesante ed evidente, non perché io sia indispensabile, ma perché la mia assenza sarebbe sembrata la risposta della persona presuntuosa che vuole avere ragione girando le spalle. Quindi non ho girato le spalle, anche perché non mi sento offesa ma solo un po' amareggiata. Mi passerà, spero.
-----Fine dell'inciso
Come mi capita spesso, sono passata da casa di Rossella per prenderla e portarci all'appuntamento a Catania. Era con noi anche Antonella, nuova entrata nel gruppo, tra l'altro iscritta a DSP anche da poco.
In macchina, con la mia faccia tosta, le chiedo se, come penso, lei sappia di me, della mia identità. Mi conferma che le prime volte non aveva realizzato, ma dopo un po' si.
Arriviamo all'appuntamento e, in sette, partiamo in due macchine. Il posto non è lontanissimo ma l'ultimo tratto per arrivare é su una strada orribile, stretta , piena di curve e con i cigli invasi di erba che restringevano ancor più la careggiata.
Questo casale antico è ben curato ed accogliente, con stanze per dormire, grandi sale e terrazze. Ci raccogliamo seduti in gruppo per parlare (io non tanto, lo ammetto) prima che si faccia l'ora di pranzo.
Siamo 17 e ci dividiamo quindi in due tavoli, e ci portano il pranzo. Tutto molto gustoso e con sapori originali : questo era il menù
Mi è costato anche meno del pranzo a Taormina, in definitiva.
Alla fine del pranzo c'è stata la sorpresa, ed io ne sono stata la protagonista.
Luisa, che mi tratta male apposta in pubblico per dissimulare l'affetto che ha per me, aveva parlato della sottoscritta, forse della mia storia inconsueta, ad una coppia di amici che vive a Buccheri. Lui è Aldo, quello di del terzetto Aldo, Giovanni e Giacomo, attori umoristici ma non solo, che negli anni scorsi, in TV e al cinema ci hanno allietato. Lei è Silvana, donna simpaticissima e gentile, compagna di Aldo.
Luisa con vari giri di parole e battute mi introduce a loro due che si sono seduti al nostro tavolo. Finisco per spiegare e raccontare di me, così, in modo estemporaneo, e loro sono molto gentili ed aperti e ne ho percepito la grande umanità che deriva dalle loro esperienze di vita e professionali.
Stiamo ancora un po' a parlare e scherzare (io non tanto) in una terrazza coperta, perché piovigginava, e poi ci avviamo al ritorno.
Una foto di gruppo: donne normali e una, quella più alta a destra, "tra virgolette"
Sto al gioco, me la cavo ma, sotto sotto, non vorrei che questo avvenisse.
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