La vittoria dell'invisibilità

Ci sono sfide il cui esito non è sicuro fino a quando non te ne accorgi.

Oggi sono stata in farmacia ASL a ritirare i farmaci che servono a mantenere il mio stato e non farmi ritornare a quello precedente. Da qualche anno questi farmaci vengono dati gratuitamente alle persone come me e si risparmia non poco. Qualcuno dirà : " E' un tuo capriccio, li devi pagare ! ". Non saprei che rispondere a chi la vede in questo modo. Sarebbe una specie di Silvana De Mari che mi obbligherebbe ad andare nel bagno degli uomini ( a rischio stupro)  qualunque sia la mia apparenza. 

Apparenza, appunto. 

Oggi, aspettando, tutti mi hanno visto come una signora ( altina ok 😏). Una tizia al telefono : ho una signora davanti (cioè io) ; la farmacista : prego signora, s'accomodi ; ecc. Quindi la mia apparenza è tale da rendermi invisibile come persona trans-qualchecosa.

La stupidità, l'ignoranza e la malafede di questo mondo a cui NON mi onoro di appartenere pretende invece di celebrare questo


Non c'è proprio niente da celebrare.
Questo è l'opposto di quello a cui aspira una persona sinceramente in transizione. Vuole arrivare dall'altra parte, restarci e, per quanto possibile, non esser riconosciuta più come persona che ha guadato il fiume tra i generi.
Quindi questi "transumani" aspirano a creare una società distopica, non più duale e quindi, secondo me, instabile, che richiede strutture legislative, sociali, regole di convivenza alterate rispetto a quelle che conosciamo.
Questo è il progressismo, indefinito e indiscriminato, e di maniera, che vogliono spacciare per progresso.

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