Un secondo compleanno nel giro di due mesi.

Un secondo compleanno nel giro di  due mesi merita spiegazioni. 

Comunque questa modalità finisce qui- per il resto dell mia vita - perché certi passaggi possono fondersi quando sono così ravvicinati. Per quest'anno è andata così. In verità, con questo sdoppiamento, volevo  celebrare quegli aspetti della mia personalità che quel simpaticone dello psicologo, quello che ha scritto la relazione per il cambio di nome nei documenti, definisce  "un sé espanso ".  Ha redatto una relazione lunghetta, risultato della lettura di questo blog che equivale, per lui, ad un centinaio di sedute (ne ho fatte tre di rito, poi lui ha gettato la spugna...).

Stavolta, per caso, Leonardo e Marilena ci hanno invitati a cena da loro, proprio il 31 maggio. Io, un po' proditoriamente (spero mi abbiano perdonato..😌),  ho fatto coincidere questo evento conviviale con la celebrazione del mio compleanno naturale, offrendo di portare il dolce, la torta insomma.

Su Facebook (social che non amo frequentare, ma nel quale da qualche mese ho aperto comunque una pagina) quando il sistema ha avvertito tutti che "è il compleanno di Marialisa !!!"  tutti, prontamente, mi hanno fatto gli auguri. Allora  ho scritto qualche parola, con le quali iniziavo a spiegare la mia ( e non solo mia) visione della mia identità ( Eh... uso questa parola, per la cui definizione è stato molto scritto e molto pensato, e senza venirne a capo, secondo me).

 Da Facebook :

Oggi è il mio compleanno.
Mio.
Mio di chi ? Cristina, la mia amica estetista, intrigante come sempre, mi chiede : Chi fa il tuo compleanno : la farfalla o il bruco, chi dei due ? Per me è stato facile rispondere : il compleanno lo fa l'insetto che è in loro. L'insetto, il concetto vitale, che ha usato le loro sembianze per vivere un primo tratto e poi un secondo tratto di vita, senza perdere niente se non una forma per assumerne un'altra. Un fatto, questo, che in natura sembrerebbe stupefacente per la enorme differenza tra le due forme ma che, in realtà, ciò è vero per tutto e tutti. Cambiamo istante per istante, in età, in pensieri, in memorie, in emozioni e crediamo erroneamente di avere un'unica identità. Appunto identità, parola creata che spiega illusoriamente se stessa.

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Sembro fissata con questa cosa dell'IDENTITA' ma io, vi ricordo,  ho una DIAGNOSI psicologica e una psichiatrica (credo di essere unica  ad averne due in due momenti diversi a distanza di vent'anni) sul tema e quindi potete - a scelta - 1) compatirmi, 2) aver paura di me ( una pazza disturbata può strangolarvi, chissà...) oppure considerarmi semplicemente 3) DIVERSA. Che è quello che sostanzialmente accade. Ma potete pure elogiare la mia follia che, come Erasmo insegna, è utile per criticare e rianalizzare le debolezze umane e del mondo.

Rientra in questa mia follia celebrare due compleanni in due mesi. Mi è piaciuto farlo per rappresentare il mio sentire, cioè la NEGAZIONE di questa parafrasi biblica, che perciò mi piace tanto :

NON AVRAI ALTRO IO AL DI FUORI DI TE

Insomma, penso sia chiaro abbastanza : il primo compleanno voleva celebrare un anno dall'inizio della mia trasformazione ( da bruco a farfalla, esagerando assai in bellezza raggiunta) , questo secondo compleanno è quello dell'insetto, cioè di me, del "se espanso", del mio io autentico, e via di questo passo, che è nato 67 anni fa.

Veniamo al racconto dell'evento, con gli ulteriori risvolti ai concetti che ho qui espresso. Nota di vanità, ma serve ai lettori per figurarsi di me. Ero vestita così : un po' troppo seria ed elegante, ma ho l'inesperienza/difetto di eccedere nelle varie declinazioni del vestire femminile.


Dopo il "Caffe letterario" - una piacevole rappresentazione teatrale con lettura e spiegazione di un brano di letteratura -, ci rechiamo a casa di Leonardo e Marilena. Una tavola imbandita sotto un gazebo ci aspetta. Il gazebo è proprio uguale al mio, che si vede in foto in questo vecchio post. Appena sistemo un po' , potrebbe esserci anche da me un posto così accogliente ( insomma, ho qualche speranza...😏).

Ci siamo tutti . Anzi no, manca Rossella, un po' indisposta, ma qualcosa di lei è presente con me...👠 , e Franco e Carmela per un incidente che vede lui in ospedale : auguri, se mi leggi ! La cena è gustosissima e leggera : la maestria di Leonardo nel cucinare la pasta e la frittata di patate è insuperabile. Il tempo trascorre veloce e arriva il momento dei dolci : pasticcini e torta, quest'ultima la mia, con tanto di candeline.

Come preannunciato recito il mio solito discorsetto (che prometto non ripeterò mai più, ormai è stantio).

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Mario ha smesso di compiere gli anni, e non solo lui.
Marialisa ne ha appena fatto uno.
Chi compie oggi gli anni è la mia coscienza
Che ha traslocato con scatoloni
Pieni di emozioni, di nuovi sentimenti,
Di nuove percezioni, e anche nuove amicizie.
Queste siete voi, che mi donate
la vostra vicinanza e comprensione.

Grazie di cuore

31 maggio 2025,
Marialisa

  



 Post Scriptum prima di spegnere

La candela accesa si consuma,
piano piano, come la vita.
Soffio per spegnerla, augurandomi
di non consumarmi anch’io
nel vivere la mia nuova vita,
come potrò, anno dopo anno,
che 67 sono già tanti.

Speriamo bene.

Fuuuuuuu…

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La volta prima avevo chiesto un regalo un po' speciale : rispondere ad una mia domanda esistenziale: trovate tutto nel post dedicato. Furono tutti talmente gentili da appannare la mia percezione del rapporto con loro, come se il mio secondo specchio ( quello che ho spiegato cos'è qui, nella mia epopea di Caltabellotta) si rivestisse di vapore zuccherino e mi impedisse di leggere chiaramente la realtà della mia immagine presente nella mente altrui.

Questa seconda (ed ultima) volta ho cambiato strategia, sperando di avere più successo. "Ognuno di voi mi faccia una domanda", ho chiesto. "Può darsi che capirò di più dalle vostre domande che dalle vostre risposte." 

Non avevo calcolato che fare domande è più difficile che dare risposte. Infatti ne ricevo solo due, in fondo collegate da quel filo di ricerca introspettiva che è quello che ho sempre praticato. Leonardo ( dietro di me nella foto)  mi chiede : "Quanto la tua consapevolezza può condurti alla serenità ?" . Gli rispondo che consapevolezza e serenità possono essere due facce della stessa medaglia. Non c'è l'una senza l'altra e che per questo, vantandomi io di avere consapevolezza, posso sentirmi anche serena. In quasi tutte le circostanze, aggiungo ora. 

Elvira (a sinistra di Leonardo nella foto) mi rivolge una domanda altrettanto profonda, che denota la sua sensibilità e anche una certa curiosità, e credo apprezzamento, che trovo anche emozionante. Guarda caso è la stessa domanda che mi rivolse Rossella ( altra amabile sensibilona...) qualche mese fa ed alla quale risposi con un piccolo post cha non pubblicai, ma che ora riporto qui, dato che è l'occasione giusta.

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L'altra sera, davanti al cancello di Rossella, lei, prima di scendere, nella breve chiacchierata che facciamo quasi sempre, mi dice : " Tu, ho notato, che spesso stai pensierosa, distaccata dal gruppo, dalla discussione".  

E' vero, lo ammetto, ed abbozzo una spiegazione basata sul mio vivere consapevolmente la mia realtà esistenziale e concludo che io, forse, ho un deficit di naturalezza che ancora non ho colmato.

Sento il bisogno di elaborare meglio una spiegazione.

La mia transizione, pur dettata da un bisogno antico, profondo, è un processo consapevole, nel quale io riconosco che MAI la mia identità femminile desiderata sarà compiuta (per quanto asintoticamente io possa avvicinarmi), mentre quella maschile aborrita sarà comunque persa. Sarò per sempre una persona DIVERSA.

Nel gruppo di cari amici  sono stata accettata, ormai. Ma già l'usare il verbo accettare è emblematico del fatto che qualche prova l'ho dovuta superare. Ho dato prova di autenticità, di un qualche spessore intellettuale, di simpatia, e tutti mi hanno perciò considerata persona degna di amicizia. C'è chi lo ha fatto con semplicità e sincerità e chi con minore facilità e, forse, con un pizzico di sincerità in meno, ma questo è poco importante.

Fatto sta che la mia diversità nel gruppo - per colpa mia, per difetto percettivo - io la sento e questo mi fa esser meno naturale, un po' distaccata, intrusa tra normali, a volte. Non posso usare le parole timida o timorosa perché io non sono così in nessuna circostanza.

Paradossalmente, mi sento più naturalmente Marialisa  quando la cassiera del supermercato, che ovviamente non sa niente di me, mi porge lo scontrino dicendo : "Ecco, signora"

Non c'è soluzione, così stando le cose, perché è un mio problema.

O meglio, una soluzione ci sarebbe.

Quando, tra sei mesi, un anno, i miei documenti saranno coerenti con la mia nuova immagine, quando i miei capelli saranno cresciuti  e niente - o quasi niente - di artificioso farà parte di me, se vendessi tutto e mi trasferissi altrove, la mia nuova identità sarebbe completamente reale e con essa potrei sciogliermi, senza dover mescolare alcunché, come un alka-seltzer nell'acqua della società. 

E, tanto per dire, un qualche altro caffè letterario da frequentare - per fare amici - lo troverei certamente.

Difficile. 

Purtroppo la mia consapevolezza, che sarebbe forza psicologica, poi si trasforma in una debolezza esistenziale, che ho portato, mi porto e porterò dietro per tutta la vita.

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Mi hanno fatto anche regali materiali - secondo me non dovuti ,ad una matta come me - che apprezzo tantissimo e quindi  i miei ringraziamenti valgono il doppio.


Qui Elvira e Salvatore ( compagno mio di classe alle elementari : i casi della vita )

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Per concludere, che il post è già lungo. 

Il giorno dopo questi eventi conviviali, specialmente questi in cui, per mia follia, mi metto al centro dell'attenzione, vivo  una vena di tristezza. La memoria di quelle ore,  nelle quali io, nonostante l'affetto del quale sono circondata, mi sento DIVERSA,  è purtroppo presente e dura un bel po'.

Come ho scritto, è un problema mio e non posso fare come dice Marilena ( che è un tipo pratico,  che di più non si può : "Fregatene !" ) perché io sono una persona complicata e non riesco a resettare i miei pensieri e le mie elucubrazioni comparative tra l'essere e l'apparire. 

Penso che ci vorrà del tempo, perché il mio deficit di naturalezza risiede molto in alcuni aspetti della mia immagine che io trovo pesantemente artificiali. Nel frattempo, per non subire questa tristezza post-incontri potrei diradare la mia partecipazione agli eventi  e vivere un po' più in solitudine, che quest'ultima può essere un viatico nel mio viaggio - che è anche meta, come recita sapientemente Leonardo - di cambiamento e rielaborazione esistenziale.

Ci devo pensare, però.

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Grazie a tutti e tutte. Vi voglio bene.







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