Questo che scrivo è un po' il seguito del post precedente, quando spiegavo di me.
Ma, avendolo scritto io, quel post non conta. Sei di parte, qualcuno potrebbe dire.
Perciò ho riletto la relazione psicologica, che dovrebbe servire in tribunale per il cambio ufficiale del mio nome, per intravedere riscontri nel mio sentire.
Lo psicologo, che si occupa prevalentemente di persone mie simili, deve aver riconosciuto una qualche particolarità positiva in me, e lo scrive con un linguaggio professionale, forse un po' ermetico.
Una parte descrittiva importante è la seguente :
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Questo lavoro di apertura, da lei stessa denominato "esperimenti di coscienza" ha a che fare con il bisogno profondo di riconoscersi ed esser riconosciuta e con la consapevolezza del bisogno di ricever conferme da parte degli altri, ma soprattutto da sé stessa. Questo processo di apertura, che è ancora in atto, non è privo di difficoltà né di dispiaceri, al contempo, tuttavia, è portato avanti con determinazione e tenacia e con l'intelligenza sottile di chi sa cogliere nelle interazioni con gli altri elementi positivi e di stima.Marialisa è ben consapevole del fatto che l'altro rappresenta uno specchio, ma anche nel rispecchiarsi possiamo ritrovare noi stessi e il modo in cui ci percepiamo.Le consapevolezze consolidate di Marialisa le consentono di percepire e sperimentare l'identità di genere come una vera e propria attitudine, come una parte fondamentale della sua esistenza. Il lungo percorso, poi sospeso, ma mai abbandonato interiormente, ha permesso a Marialisa di compiere un ulteriore passo evolutivo nello sviluppo della coscienza di sé, in cui la propria identità di genere non è vissuta come un elemento totalizzante, ma come una dimensione del sé interiorizzata ed integrata in una sintesi armoniosa e personale all'interno di un percorso evolutivo che mantiene una coerenza interna e diventa espansione del proprio sé.
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Ho chiesto all'AI di spiegarmi meglio l'ultima frase. Mi ha scritto questo (non ho detto che si riferiva a me, quindi la risposta è neutra) :
------------- inizio AI
Questa frase, pur essendo scritta in un linguaggio tecnico tipico delle relazioni psicologiche, descrive un traguardo molto positivo di benessere e consapevolezza.In parole semplici, significa che la persona non vede la propria identità di genere come l'unica cosa che la definisce, ma come un pezzo di un puzzle più grande che si incastra perfettamente con tutto il resto.Ecco una scomposizione dei concetti chiave per spiegarlo meglio:1. "Non è un elemento totalizzante"Significa che l'identità di genere non "ingombra" tutta la vita della persona. Non è un’ossessione o l’unica lente attraverso cui guarda il mondo. La persona è consapevole di essere molto altro: un professionista, un amico, un artista, qualcuno con degli hobby e dei valori, oltre al proprio genere.2. "Dimensione del sé interiorizzata ed integrata"Invece di sentire l'identità di genere come qualcosa di "esterno", strano o in conflitto con il resto della personalità, la persona l'ha fatta propria. È diventata naturale come respirare. È integrata, cioè convive serenamente con tutte le altre parti di sé (il carattere, la storia personale, i desideri).3. "Sintesi armoniosa e personale"Non è un'identità "copiata" da modelli esterni o stereotipi. La persona ha creato il proprio modo unico di vivere il genere, trovando un equilibrio (armonia) che funziona per lei.4. "Percorso evolutivo che mantiene coerenza interna"Questo punto è fondamentale: suggerisce che, nonostante i cambiamenti o le scoperte fatte nel tempo (il percorso evolutivo), la persona sente di essere sempre la stessa. C'è un "filo rosso" che unisce chi era ieri a chi è oggi; non c'è stata una rottura traumatica, ma una crescita continua.5. "Espansione del proprio Sé"Questa è la conclusione più bella. Accettare e integrare la propria identità di genere non ha "tolto" nulla, ma ha aggiunto valore. Ha permesso alla persona di fiorire, di essere più autentica e di avere più energia e spazio mentale per vivere appieno la propria vita.In sintesi, potresti spiegarlo così:"La persona non è definita esclusivamente dal suo genere, ma ha accolto questa parte di sé con naturalezza, inserendola nel proprio carattere in modo unico e sereno. Questo processo non ha creato confusione, anzi, ha permesso alla sua personalità di espandersi e di diventare più completa, coerente e autentica."
------------------ fine AI
Non metto questa roba qui per esibizionismo o per fregiarmi di chissà quali qualità caratteriali speciali.
Mi sento normale e in pace con me stessa.
Però questo può servire a chi, eventualmente, fosse sottoposto alla pressione della mia denigrazione, che è utile ad alcuni per la conferma di certi loro comportamenti e giudizi.
Spero che, leggendo quanto sopra CHE NON HO SCRITTO IO, possano avere qualche dubbio, tutto qua.
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