Il mio è un pensiero ricorrente. Cosa vuol dire, cosa significa, restare soli ?
Mi pare che non sia una risposta semplice perchè esistono tanti tipi di solitudine.
Ne individuo almeno tre tipi.
- La solitudine emotiva.
La mancanza di affetti, di relazioni intime penso che sia, nel mio caso, inevitabile. Troppo eterodossa è la mia nuova natura e trovo arduo quindi coltivare una qualsiasi relazione.
E - in fondo- neanche la perseguo perchè non cerco sesso, passioni, e poi infatuarmi alla mia età è praticamente impossibile. Mi resta l'affetto per il mio cane, che lui ricambia a suo modo, e che gli amici considerano esagerato perchè condiziona i miei comportamenti sociali. Sarà pure un difetto, un disagio mentale, ma mi resta poco altro per colmare questo umano bisogno.
- La solitudine sociale
Con qualche scelta impulsiva, forse anche coraggiosa, sono riuscita ad essere parte di una rete di amicizie.
Definisci rete e definisci amicizie, direbbe qualcuno.
La rete dovrebbe essere caratterizzata da una trama di interessi comuni, di desideri da soddisfare insieme (viaggiare, balllare, andare al cinema, culturali, politici, ecc.) e l'amicizia dovrebbe essere invece una relazione che deve necessariamente avere il requisito della reciprocità. Ma tutti ( specie ad una certa età...) hanno ritmi diversi, legami familiari propri e una quotidianità già strutturata. Quello che resta è una forma leggera di convivialità, pur gradevole, ma sicuramente superficiale che non mi sento di definire "antidoto" risolutivo alla mia solitudine. A volte può anche peggiorarla.
- La solitudine esistenziale
Questo è un sentimento profondo, direi filosofico. Per quanto io possa coltivare affetto, amicizia o addirittura amore, sono consapevole che sempre sola resterò nei miei pensieri, nella consapevolezza del mio esistere, nel rapporto che ho con la vita e - perchè no - con la morte. Quello che ho vissuto, la lacerazione dolorosa e totale del rapporto di una vita, di un microcosmo di coppia, mi ha lasciato un senso di fatalismo che - merito anche di letture ed ascolti più o meno recenti - è forse il viatico migliore per questo sentimento di solitudine esistenziale. Non posso farci niente, e procedo con doveri, bisogni e qualche piccolo desiderio, e tutto ciò, in fondo, mi basta.
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