Ma ancora ce l'hai, no ?

Oggi, sabato, al solito viene mia sorella a trovarmi. Io, ormai, per abitudine, mi faccio trovare tipo così

 


e loro, tranquilli, non fanno una piega. Anzi, mia sorella sempre, gentilmente, mi chiede come sto e mi abbraccia e bacia. 

Mio cognato si piazza in cucina e gli offro il caffe e i biscotti ( senza zucchero) che ho comprato più per lui che per me. Si parla di tutto, anche dei massimi sistemi e io, al solito, faccio le mie filippiche politico-sistemiche che mi sono congeniali. In qualche momento della discussione, mio cognato, inevitabilmente, sbaglia e mi appella al maschile. Io, come mia regola, glielo faccio notare e lui, va in difensiva ed esclama : " Ma ancora ce l'hai, no ? "  giustificando il suo errore per il fatto che io, ancora, non ho provveduto alla asportazione delle mie protuberanze sessuali.

L'espressione, fortunatamente, non è fatta con serietà e io, con altrettanta giovialità, rispondo per le rime, sorridendo : "Si, per ora ce l'ho, ma ciò non toglie che dovresti un po' elevarti da questo livello di così bassa considerazione".

Ecco. L'episodio mi ha fatto pensare , o ripensare, a come avere o non avere gli organi genitali giusti possa negli altri, più che in me stessa, determinare l'accettazione definitiva di un cambiamento. Io, per me, ci penso ma, come mio solito, non mi faccio travolgere da impulsi irrefrenabili. 

Però ci penso.



 



Ginnastica vocale

Oggi ho fatto la prima lezione di Riabilitazione logopedica della voce. Credo che il titolo sia lo stesso per chiunque abbia subito un intervento o abbia qualche problema alla voce.
In effetti io non mi sento proprio "sciancata" nella mia voce, ed Elisabetta ( la mia bravissima insegnante "ginnica") me lo ha confermato. Infatti, da misteriose elaborazioni da lei fatte sui campioni di voce che le ho dato nella prima lezione "Valutazione della voce" ( che si è avvicinata ad un visita otorinolaringoiatrica),  pare che me la cavo abbastanza bene e che posso permettermi  un risultato di 220 Hz (A3= terza armonica del LA) come frequenza media del mio parlato, che sarebbe abbastanza dentro l'intervallo femminile.
Mentre la lezione con Silvia è stata sulla "mente" questa è stata sul "corpo". 
Cioè sugli esercizi da fare con le mie corde vocali ma anche badando alla vibrazione della bocca, delle labbra in modo da abituare i miei organi di fonazione a sollecitazioni -e anche a qualche sforzo un po' innaturale - per superare le inevitabili imperfezioni. 
Usiamo anche il kazoo. Chi legge male pensa subito male. No. Il kazoo è questo.


Sembra un fischietto ma non lo è. E' uno strumento ( musicale, 
a tutti gli effetti) che mi pare di capire abbia la funzione di vibrare con frequenze più isolate ( quella della membranina che c'è nel foro) rispetto a quelle di una voce parlata che è invece il risultato di uno spettro di frequenze (cioè tante frequenze che si sovrappongono). Infatti se ci si parla dentro non si capisce niente, mentre se si emettono suoni isolati il risultato è più netto, e perciò più leggibile anche agli strumenti di rilevazione (o ad un orecchio addestrato).
La lezione si è svolta intanto con un riscaldamento ( infatti ginnastica è...) pronunciando consonanti e vocali tutte partendo dalla frequenza "target" di 220 Hz - alla quale mi accordavo usando un preziosissima App sul telefonino  - e poi modulando in frequenza, in crescendo, decrescendo ed in oscillazione. Il tutto leggendo sulla stessa App che frequenza raggiungevo, sempre sotto l'orecchio attento di Elisabetta.
Poi, fatto il riscaldamento,  si intonano vocali e sillabe sempre partendo ed attorno alla frequenza target ed usando il kazoo.
Pare che me la sia cavata benino, ma è ovvio che certi "esercizi" richiedono allenamento, non ti riescono a primo colpo.
Anche questa lezione mi è piaciuta, mi è congeniale, perché sono pur sempre un'ingegnere (notate l'apostrofo), tra l'altro per caso esperta in dinamica strutturale (mastico frequenze per professione).
E poi è tutto una sfida, e questa della rieducazione vocale è di quelle che aggiungono non poco a quel risultato di completezza al quale aspiro.

Grazie Elisabetta (e grazie a Dorella del Centro Italiano di Logopedia)

Andiamo avanti.