Ma ancora ce l'hai, no ?

Oggi, sabato, al solito viene mia sorella a trovarmi. Io, ormai, per abitudine, mi faccio trovare tipo così

 


e loro, tranquilli, non fanno una piega. Anzi, mia sorella sempre, gentilmente, mi chiede come sto e mi abbraccia e bacia. 

Mio cognato si piazza in cucina e gli offro il caffe e i biscotti ( senza zucchero) che ho comprato più per lui che per me. Si parla di tutto, anche dei massimi sistemi e io, al solito, faccio le mie filippiche politico-sistemiche che mi sono congeniali. In qualche momento della discussione, mio cognato, inevitabilmente, sbaglia e mi appella al maschile. Io, come mia regola, glielo faccio notare e lui, va in difensiva ed esclama : " Ma ancora ce l'hai, no ? "  giustificando il suo errore per il fatto che io, ancora, non ho provveduto alla asportazione delle mie protuberanze sessuali.

L'espressione, fortunatamente, non è fatta con serietà e io, con altrettanta giovialità, rispondo per le rime, sorridendo : "Si, per ora ce l'ho, ma ciò non toglie che dovresti un po' elevarti da questo livello di così bassa considerazione".

Ecco. L'episodio mi ha fatto pensare , o ripensare, a come avere o non avere gli organi genitali giusti possa negli altri, più che in me stessa, determinare l'accettazione definitiva di un cambiamento. Io, per me, ci penso ma, come mio solito, non mi faccio travolgere da impulsi irrefrenabili. 

Però ci penso.



 



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