Un piano in più (di eleganza)

Oggi, mentre andavo alla visita di controllo per il trapianto dei capelli, pensavo che la mia immagine femminile, che spesso viene definita elegante, sia messa così per una forma mia di insicurezza. In sostanza , nel vestirmi per uscire, io costruisco quell'immagine e, costruendo costruendo, finisce che faccio un piano in più ( da ingegnere non dovrei preoccuparmi ) per paura che possa da qualche parte emergere un'ombra maschile. 

Per questa visita ad una clinica che fa trapianto dei capelli mi sono vestita così :


per niente elegante, senza un filo di trucco, senza coperchio peloso, con i peluzzi bianchi del viso manco rasati che devo andare da Cristina bruciarli. 
Questa immagine corrisponde ad una signora che soffre, per terapie, per genetica, per qualche accidente, di alopecia e quindi porta quella cuffia aderente.
Accade che, al desk della clinica la tipa che mi accoglie, segna il mio cognome e, nel chiarire una cosa sul nome del medico, mi chiama "signora". Non è che non me l'aspettassi, anche la mia voce era giusta, e un po' mi compiaccio.
Faccio la visita e sembra che vada tutto bene, che il primo mese non conta e che tra quattro mesi ci rivedremo perché ora comincia la crescita e qualcosa di evidente apparirà. Speriamo, perché questo aspetto è per me fondamentale, come per ogni donna.

Nel tornare a casa, con spirito esplorativo sulla mia immagine, decido di andare a fare la spesa. L'immagine con la cuffia desta immediatamente un certo rispetto, la cassiera mi chiama "gioia" con affetto perché mi costringe a tirar su la busta dell'acqua due volte e, quando chiedo ad un addetto per un gazebo in offerta, anche lui, molto gentilmente e senza tentennamenti, mi appella "signora".

Deduco che l'immagine mia "esageratamente elegante" sia  praticamente inutile dato che passo tranquillamente senza trucco, gonne, ecc.  e penso che i fattori principali siano  l'assenza dell'ombra della barba ( la famosa 5 O'clock shadow = l'ombra delle cinque ) frutto del laser e del certosino lavoro di Cristina e, manco a dirlo, la mascheratura della calvizie (peggiorata dalla rasatura fatta un mese fa).

Non è che ora mi vestirò senza cura alcuna ma proverò a trovare un nuovo equilibrio estetico più semplice. 

Forse. Perché, lo ammetto, vestirmi bene mi piace.

 





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