A Roma contro la guerra

Sono andata a Roma, per un corteo contro la guerra di DSP, in buona compagnia degli amici di partito. Siamo partiti con l'aereo per tornare in giornata e, stavolta, invece di adottare un look semplicemente androgino me ne sono un po' fregata. In siciliano si dice : "comu finisci si cunta" cioè "come finisce si racconta", per i leggenti di questo blog non siculi. Diciamo che mi sono vestita da viaggio ma senza rinunciare a capelli, orecchini, abiti stretti, ecc. Certo non ho messo la gonna ma nessuna donna sull' aereo l'aveva : poco pratica per viaggiare, evidentemente. Ero così.


Io in questa immagine - come quelli "che mi sanno" - vedo distintamente il maschile emergente ma - e questa è un po' una mia fortuna -mi pare che questo maschio abbia un bel po' di anni meno dei miei. Gli altri, quelli "che NON mi sanno", non mi degnano di uno sguardo in più : credo che io a loro sembri una signora piuttosto alta, non bella, non giovane ma neanche anziana, con fattezze un po' mascoline, ma non dubitano del mio sesso apparente, in definitiva.

Quindi alla fin fine, tutta questa transizione intanto mi fa apparire ringiovanita, anche perché le foto nei miei documenti altro mostrano. E infatti il problema con il viaggio aereo si pone all'imbarco, momento dove devono controllarti i documenti, cioè controllare che sei tu, che la foto ti somigli. 

E non è il mio caso. 

Faccio la fila e arrivo alla postazione. Davanti a me una signora in jeans,  con una cappa nera svolazzante, con un trolley e due borse, capisce che probabilmente la faranno pagare per il trolley ( per una delle solite trappole di marketing nel venderti il biglietto, in cui lei era caduta).  E' incazzata un bel po' e prima di intavolare una discussione, mi porge una delle sue borse, facendomi  complice del suo esagerato ( si fa per dire) trasporto di bagagli. Gliela prendo e le passo avanti, sentendo che lei comincia a lamentarsi : " Non finisce qui! Io sono una legale" ( o lavora in uno studio legale , non ho captato bene). L'addetta è impassibile, anche perché è una scena che si ripete un sacco di volte e sono abituati ; un suo collega accanto a lei staccava ricevute di pagamento, inesorabilmente.

Tenendo a spalla il mio zainetto, e in una mano la borsa a sacco delle signora, porgo il mio documento, con la foto del mio IO del 2021 : un'altra persona ( non  riporto qui la foto per decenza ). L'hostess guarda la foto del documento, legge il nome. Poi alza gli occhi e mi guarda. Poi torna a guardare il documento  e io, in quel momento dico: " la foto è un po' vecchiotta". Lei ha un guizzo negli occhi - ha capito - e mi fa un ampio sorriso,  restituendomi il documento e augurandomi buon viaggio. Anch'io sorrido  e vado per entrare nel corridoio. Poi ricordandomi della borsa, vedendo che la signora sta ormai per pagare, torno un po' indietro e gliela restituisco e l'hostess esclama : "Ah, pure...". La signora la riprende e mi ringrazia (della complicità).

Mentre prendevo posto in aereo riflettevo sull'accaduto e sulle mie sensazioni. Mi capita che,  invece che provare imbarazzo, provo soddisfazione, cioè  la cosa mi esalta un po'. Mi piace pensare che, nella mente altrui, oltre al  meccanismo di ri-conoscimento, scatti un po' di apprezzamento, tenendo conto di com'ero e di come sono ora. Naturalmente sarebbe potuta andare diversamente, ma non mi fa paura uscire dalla "comfort zone" e penso che  me la sarei cavata comunque. 

Guarda caso, con la signora dei bagagli siamo dirimpettaie di corridoio. Lei torna a ringraziarmi e mi dice che le hanno fatto pagare 80€ e quindi per vendetta non so che cosa vuole ordire contro la compagnia. Dopo un po', prima di partire, mi invita a leggere sul suo telefono, condizioni e vincoli del volo come se volesse organizzare lì su due piedi un ricorso contro l'ingiustizia. Durante il viaggio, scambiamo alcuni  convenevoli e, tanto per dire, non credo che lei abbia dubitato minimamente che io non fossi una signora gentile, sua compagna di viaggio. 

Arriviamo a Roma e veniamo portati da un'auto con conducente da Fiumicino fino alla piazza di partenza del corteo . Non c'è moltissima gente ma è sufficiente per fare una bella figura, mi pare.

C'era pure una piccola rappresentanza di russi, con bandiere, magliette e adesivi. Evidentemente questo "gemellaggio" tra la Russia ( i russi che vivono in italia ) e questo partito è una realtà concreta, molto bella.

 


Il corteo si avvia e noi siciliani, per merito di Leonardo, sfoggiamo una bellissima bandiera con la Trinacria che attrae l'ammirazione e la simpatia dei siciliani e non siciliani, tutti che amano la nostra isola.


In queste altre foto ci sono pure io che, stranamente,  non sono venuta malissimo. Probabilmente chi mi sa "mi vede", e chi non mi sa non "mi vede". E va bene così, per ora.





Il corteo corteo finisce ai Fori Imperiali e su un bassissimo palchetto di legno ( i potenti mezzi....) si tiene il comizio del partito. Parlano anche Rizzo, Toscano e poi Pennetta conclude.


Ci riportano in aeroporto abbastanza presto, ma lì ceniamo e ci riposiamo prima dell'imbarco. 

E quest'altro imbarco ? Come mi è andata ? Passo quasi in modo indifferente, come se la tizia non avesse visto la foto ( ma l'ha vista ). Penso che non devo esser l'unica persona che gli capita  con un abbigliamento non proprio corrispondente al  genere dei documenti e quindi, di base, se ne fregano. 

Bella esperienza di partecipazione politica, comunque. Ti senti parte di una "comunità  pensante", di una "coscienza collettiva", ed è una bella sensazione. Per me, che altrimenti sarei stata  una persona destinata ad un solitudine disperante, ha un ulteriore  valore aggiunto a cui ormai non posso rinunciare. 

Grazie a tutti, ed alla prossima.


 

Nessun commento:

Posta un commento