L'edificio della conoscenza

Oggi, domenica, ho fatto giardinaggio. Ho estirpato erbacce e, mentre lo facevo, essendo questa una attività che non richiede un grande impegno d'attenzione, pensavo.

Pensavo alla difficoltà che c'è nel trasmettere conoscenza, qualunque essa sia , anche un  semplice constatazione, un'informazione diversa, un concetto nuovo, una idea. 

E perciò pensavo a come accolgo la nuova conoscenza in me, quando capita o per caso o quando la cerco proprio deliberatamente, per  curiosità o studio. Mentre lavoravo, sotto un piacevole sole, ho costruito una metafora a me congeniale, essendo io ingegnere strutturista. Magari qualche illustre filosofo od epistemologo mi avrà preceduto ma io non lo so e quindi qui  la illustro.

La conoscenza, il nostro sapere, quello che risiede nella nostra memoria - e che è indispensabile perché noi si sia quello che siamo -  è come un edificio.
Come un edificio ha le sue fondamenta,  la sua struttura d'elevazione ( parola che funziona bene nella fattispecie), i suoi piani a vari livelli, fino all'ultimo da cui è possibile costruire altre elevazioni quando si vuole o capita di poterlo fare. Alcuni - non pochi - hanno messo il tetto e non c'è verso di convincerli a sopraelevare.

Naturalmente questa struttura è diversa per ognuno di noi e per alcuni è costruita veramente male. Potrebbe essere tutta sbilanciata da un lato ( per esempio per fissazioni politiche o religiose) e quindi non avere proprio i pilastri su cui costruire nuove convinzioni alternative. Potrebbe anche esser molto debole, tanto da non potersi elevare senza prima rinforzare le fondamenta fatte da alcune conoscenze di base.
Soprattutto, per molti, è difficile costruire a sbalzo. Costruire a sbalzo, nella mia metafora, significa esser pronti ad accettare informazioni, notizie, narrazioni, completamente spostate rispetto all'allineamento dei pilastri che reggono la nostra conoscenza. In questo caso la struttura di quest'ultima deve essere particolarmente robusta perché, se lo sbalzo è molto pronunciato, si rischia il ribaltamento del nostro edificio cognitivo. Questo fatto è quasi automaticamente percepito ed infatti, per chi può, lo sbalzo viene aggiunto con gradualità controllando man mano la stabilità delle proprie convinzioni per non perdere un qualche equilibrio preesistente

Per fare un esempio, usando questa metafora, nell'ultimo post che ho scritto sul tempo ecc., ho aggiunto almeno un altro piano alle mie conoscenze, rinforzato alcuni pilastri e messo in opera qualche sbalzo inaspettato.  Una vera "foga edilizia" si è scatenata in me !

Inoltre può capitare che le strutture portanti invece che da una prevalenza di pilastri di razionalità (come quelli che prevalgono in me, ad esempio) abbiano una prevalenza di pilastri fatti di intuizione. Così lo stesso materiale (un libro, un racconto, una informazione ecc.)  è utilizzato per la costruzione di piani di nuova conoscenza con diverse modalità e il risultato può esser alla fine diverso per ognuno di noi.

Basta, il mio delirio finisce qui. 




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