Oggi è venuto a trovarmi a casa, mentre facevo giardinaggio, un vecchio amico, ingegnere anche lui, e manager d'industria. Ci conosciamo da 40 anni o più e abbiamo fatto molti lavori insieme anche molto complessi (in Russia per esempio).
Lui ha subito il mio stesso trauma esistenziale molti anni prima di me.
Uscivamo spesso al sabato sera insieme alle nostre mogli. Un giorno, improvvisamente, lui mi telefonò dicendo che loro non potevano più uscire, quel sabato. Sua moglie aveva avuto un malore ed era caduta. Dopo qualche giorno seppi che le avevano diagnosticato un tumore al 4 stadio, che era andato fin su nel cervello. Nel giro di sei mesi ci lasciò. Lui restò solo con due ragazzi adolescenti, due ragazzi d'oro che, a volte , uscivano anche loro con noi.
Insomma subì un reset di vita ancor più duro del mio e reagì, dopo un po', andandosene all'estero e in 10 anni girò Arabia, India, Australia e non so quanti altri paesi, facendo il suo lavoro di manager d'industria. Ogni tanto mi chiamava, da lontano, con Skype, per chiedermi qualche cosa e per sentirci.
Quando arriva, il mio cane lo considera un estraneo e, per farlo entrare, lo devo legare perché è molto nervoso, abbaia ed è aggressivo. Gli faccio visitare la casa e il giardino, qualche convenevole e poi, dopo un po' mi chiede : " Ma esci ? O stai sempre a casa ? " immaginando forse una vita ritirata da vedovo solitario.
Inciso
Ero in abiti da lavoro, una felpa larga e pesante, con berretto, guanti, e quindi di Marialisa non c'era traccia visibile.
Fine dell'inciso
E allora, con la mia solita faccia tosta, rispondo : "Devo dirti una cosa particolare: io sto cambiando genere sessuale. Anzi ormai è da un pezzo, un anno praticamente, che l'ho fatto. E quindi esco sì, ho nuovi amici e la mia vita ha preso una svolta insperata. Era una cosa che ho sempre voluto fare, che avevo iniziato- forse ti ricordi quando avevo i capelli lunghi - ma a un certo punto, per rispetto di Cristina che sapeva tutto comunque, per non farle del male, misi tutto in un cassetto della mia coscienza e passarono vent'anni fin quando, purtroppo, non accadde anche a me lo stesso tuo dramma".
Non si scompone e accetta la cosa con molta serenità. Dice che comunque la nostra amicizia resta intatta, almeno da parte sua. Ovviamente anche da parte mia, rispondo. Gli faccio veder qualche foto di Marialisa, tanto per dimostrare che non racconto balle.
Anche lui aveva sempre desiderato vivere la sua professione ad un più alto livello rispetto a quello che aveva in una ditta - pur importante - qui nel catanese. Ma, se sua moglie non avesse lasciato questa terra, lui probabilmente non avrebbe vissuto quelle esperienze che - mi racconta - sono state veramente arricchenti.
In questa medesima torsione del destino, e con un cambio di vita decisivo, siamo accomunati.
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