L'IO NARRANTE, SCRITTURA, MEMORIA E IDENTITÀ.

Stamattina, durante la solita corsetta sul tappeto mobile, ho ascoltato su YOUTUBE una delle scorribande filosofiche del prof. Francesco Di Palo. Il titolo del video/lettura è : 

Giacomo Casanova — perché il desiderio è una forma di libertà

e illustra quanto la figura di Casanova sia stata travisata e considerata superficialmente, assimilandolo ad un libertino.

Nel testo mi ha colpito particolarmente un pezzo, che mi ha emozionato e commosso, che voglio fare mio e affermo che , con un po' di presunzione, mi ritrovo completamente in queste parole, che vi riporto qui:

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L'IO NARRANTE, SCRITTURA, MEMORIA E IDENTITÀ. 

Se c'è un luogo in cui Casanova si rivela oltre il mito, quel luogo è la scrittura. Le memoir non sono un semplice archivio di avventure, ma un laboratorio dell'io. Casanova vi sperimenta la possibilità di ricreare se stesso attraverso il racconto, come se la vita dispersa nei suoi 1000 episodi avesse bisogno di divenire narrazione per acquistare senso.

IL TESTO È IL LUOGO IN CUI L'INDIVIDUO RITORNA A SÉ STESSO, MA ANCHE QUELLO IN CUI SI SDOPPIA, DIVENTANDO OGGETTO DELLA PROPRIA OSSERVAZIONE. 

In questo senso Casanova precorre la grande stagione dell'autobiografismo moderno. Rousseau con le sue Confessions condivideranno la stessa intuizione.

L'IDENTITÀ NON È UN DATO, MA UN'OPERA, PERCHÉ LA MEMORIA NON È UN DEPOSITO NEUTRO, È UN ATTO CREATIVO

Casanova costruisce personaggi, seleziona episodi, intreccia tempi diversi. La sua autobiografia è una forma di auto-drammaturgia dove l'autore è insieme attore e regista della sua stessa vita, ma c'è di più.

LA SCRITTURA DIVENTA UNO SPAZIO DI AUTOSALVEZZA.

La scrittura per Casanova è anche un atto etico. Raccontarsi significa assumersi la responsabilità del proprio percorso, riconoscere errori e desideri, far emergere la complessità di un'identità che non si lascia ridurre ad un ruolo, né a quello del libertino, né a quello dell'avventuriero.

È un io che si mette a nudo non per esibizionismo, ma per comprendersi nel tempo.

E forse la lezione filosofica più profonda è proprio questa: 

L'IDENTITÀ NON È UN'ESSENZA, MA UNA NARRAZIONE CONTINUA, UN DIALOGO TRA CIÒ CHE SIAMO STATI E CIÒ CHE POSSIAMO ANCORA DIVENTARE

Casanova nello scrivere ci mostra che vivere significa interpretare se stessi e che 

SOLO CHI SA RACCONTARSI PUÒ DAVVERO CONOSCERSI.

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Per chi volesse ascoltare il pezzo così illuminante ecco il link.








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