Stamane, al solito, mentre ero in fase ipnopompica ( tra il sonno e l veglia, si dice così) mi è venuta in mente una estensione alla metafora che utilizzo per descrivere la mia transizione esistenziale.
Scrissi questo :
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E' come se, nel viaggio che ho intrapreso alla ricerca del mio vero se, io avessi cambiato veicolo in uno che trovo più confortevole, più capiente di relazioni, di sentimenti e di emozioni e, perché no, di una spiritualità che prima snobbavo e misconoscevo. Però ho lasciato, in un bagagliaio accessibile, anche la razionalità, l'attitudine all'azione, l'assertività dialogica, e quelle caratteristiche che, più o meno giustamente, si attribuiscono all'essere maschile. --
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Ora sto vivendo un periodo nel quale di questo veicolo sto guardando meglio il quadro dei comandi.
- Il tachimetro è la misura del mio flusso di vita : cosa faccio e quanto tempo ci spendo, cioè la velocità della mia vita.
- Il contagiri invece misura quanti pensieri ci metto, che forza psicologica devo applicare per fare sia il normale che il superfluo.
Come mi insegnarono al corso di "Meccanica applicata alle macchine" (ora le anime belle urleranno : Ahhh, ovvove, tu non sei una macchina sei un esseve umano !!! e vabbè stateci) le due grandezze, velocità e numero dei giri, sono associate alla potenza erogata. Con il cambio regoliamo questa potenza applicata e riusciamo a partire , ad andare in salita, o a viaggiare velocemente in autostrada.
Torniamo alla metafora.
In questo periodo sento di consumare più energia.
Come quando, pur essendo in autostrada, restiamo in terza. Lo senti che la macchina è imballata, che sarebbe necessario "cambiare". Per stare nella metafora spiegando, il contagiri è alto (un sacco di pensieri) ma la velocità è bassa (non concludo niente o quasi niente).
Ma forse è colpa del veicolo.
Forse Marialisa ha solo tre marce mentre Mario ne aveva cinque : non penso sia così e vi spiego perché.
La mia vita è stata piuttosto complicata ed oltre a cambiare veicolo da Mario a Marialisa io sono stata capace vent'anni fa, volontariamente, di tornare dal concessionario dove stavo per comprare Marialisa ( a chi non piacciono le metafore per favore non mi legga più e vada a quel paese...) e dire guardi non se ne fa niente. In quel passaggio io sentii, dopo un po', l'energia rifluire in me. I pensieri si ridussero al necessario, l'attività cominciò ad andare di nuovo senza intoppi.
La strada che ho percorso in questi anni è stata in salita, piena di curve e buche, ma il cambio funzionava bene, il carburante c'era e, soprattutto, avevo la mia compagna di viaggio. Lei leggeva il navigatore (della vita insieme), mi aiutava a capire il percorso, soprattutto mi dava le forza per guidare fino alla prossima tappa di un viaggio che doveva essere, potenzialmente, senza fine.
Solo potenzialmente senza fine : finché morte non vi separi, ritualmente si dice.
E quel viaggio finì. Lei scese e sparì dalla mia vita, per sempre. Io dopo un po' tornai dal concessionario e cambiai veicolo. E nacque Marialisa.
Conobbi nuova gente, mi si aprì una AUTOSTRADA DI RELAZIONI, mentre prima ero anche in una trazzera con LEI e non mi fregava niente di avere l'asfalto spianato a tre corsie.
All'inizio, come alla gita di Caltabellotta, praticamente stavo con il cambio in prima. Motore imballato, partenza a scatti come gli imbranati in autoscuola : contagiri fondo scala ( pensieri turbinanti) e velocità ( relazioni, immagine, esistenza) a zero.
Poi, piano piano, ho cominciato a capire come funziona questo nuovo veicolo, che esigenze ha, come lo devo trattare e quindi che marcia mettere nelle relazioni con gli altri. Dalla prima sono passata alla seconda e arrivo anche a mettere la terza senza problemi. Spero che possa metter la quarta e poi anche la quinta quando si concretizzeranno alcune cose cruciali ( come le mie acconciature e i documenti).
Nel frattempo, come in questo periodo, può capitare che per fraintendimenti, o giudizi mal interpretati, io debba scalare marcia sebbene sia in questa AUTOSTRADA DI RELAZIONI. Il contagiri sale, sento di consumare energia psicologica per conciliare la mia razionalità ( fregatene !) con i miei sentimenti ( disagio!).
In certi momenti mi vien voglia di uscire al primo casello e prendere una strada di relazioni meno ampia, meno diritta, un bel tornante in salita, dove sperimentare le qualità del mio nuovo veicolo e scoprire se esse ci sono e quanto devo armeggiare per farle venir fuori.
Pensieri.
Pensieri, come questo scritto, pensato tra sonno e veglia, ma completato prima di cominciare a lavorare perché così il contagiri si abbassa e posso viaggiare meglio con minore spreco di energia.
Grazie per chi ha avuto la pazienza di leggermi.
Prova a dotarti di cambiarlo automatico. Più semplicemente regolerà contagiri e cambio adattandosi alla natura dei percorsi. Certi automatismi sono utili a superare la necessità del controllo razionale e cosciente.
RispondiEliminaGrazie Leonardo, sei sempre gentilissimo. Il cambio automatico funziona nelle condizioni normali ma anche questo tipo ha la leva per aggiustare qualcosa per esempio mettere il "freno motore" in discesa. Proprio questo è quello che metaforicamente sento.
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