Questo è il racconto rinnovato di un viaggio tra i generi. La percezione del nostro passato non è mai chiarissima, mai perfettamente definita. I ricordi, i sentimenti e le emozioni vissute si affastellano, si aggrovigliano come fili di un unico gomitolo che sembrerà poi impossibile svolgere e districare. Scrivere per ricordare servirà a tirare i fili di quel gomitolo, per riannodarli ad uno ad uno, e così tèssere una nuova trama per il proprio futuro.
Essere ed esistere
L'ho scritto sulla mai povera pagina Facebook. Lo riporto qui.
Stamane, in fase ipnopompica (tra sonno e veglia, si chiama così), mi sono chiesta che differenza c'è tra "esistere" ed "essere" ? Traendo frutto dalle mie ultime letture e visioni, mi è spuntata in mente questa risposta :
Esistere ha la stessa radice di de-sistere, per-sistere, re-sistere cioè dal verbo latino "sistere" che vuol dire "fermarsi", "stare fermo" o "posizionarsi". Quindi esistere è un momento di arrivo, è realtà percepita da te e dagli altri: sei lì, sei quello.
"Essere" è altro, è molto di più, e questo non è facilmente spiegabile, lo senti dentro che l'ampiezza dell'essere va oltre il percepito.
E mi è venuta una frase che, forse, spiega :
MARIALISA, pur imperfettamente, esiste; IO sono.
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