Lino, quel mio caro amico con il qual mi vedo e sento ogni tanto, l'altro giorno mi ha detto : "Finalmente, con te, posso aver una donna per amica ". O forse meglio al maschile "una donna per amico", come nel titolo della canzone di Battisti
Quelle parole mi hanno divertito e anche lusingato, anche se penso di non esser capace di dare quel supporto emotivo, di consiglio al femminile, di cura ed attenzione che le donne vere - non quelle assolutamente imperfette come me - sanno dare.
Però mi sono chiesta perché lui non ha mai avuto una donna per amico ? Anzi perché gli uomini hanno raramente una donna per amico e, simmetricamente, le donne un uomo per amico ? La spiegazione deve risiedere nella differenza tra amicizia ed amore , visto che se non è amicizia cos'altro è se non amore o, al minimo, attrazione affettiva ?
Certo non posso fare qui (non ne sarei capace) un trattato sull'argomento che è stato oggetto di riflessione filosofica, psicologica e, naturalmente, letteraria da secoli e secoli.
Però una spiegazione, forse banale, del perché un amicizia tra una donna ed un uomo può formarsi e restare ce l'ho.
Ognuno di noi, in qualche modo, ha bisogno di dare e ricevere affetto. Chi non lo trova in qualche altro essere umano si accontenta dei gatti, del cane, del vivere storie immaginarie in qualche realtà virtuale : romanzi, film o, peggio, social online.
Se qualcuno questo bisogno d'affetto lo ha già soddisfatto ( il mio amico è felicemente sposato con una donna intelligente, ha due belle figlie da marito, un sacco di casini ma per il resto penso abbia una bella stabilità affettiva) egli o ella, può senza traumi avvicinarsi, anche ad un'altra persona di sesso diverso (che abbia la stessa stabilità) per instaurare un sentimento d'amicizia. Nel mio caso io ero già suo amicO e quindi restare amicA è molto semplice, automatico per me , in modo anche gratificante.
Dal mio lato, anch'io, in quanto essere umano ( sì, anch'io lo sono), ho bisogno di dare e ricevere affetto. Non posso che accontentarmi del mio cane che, lo confesso, a volte abbraccio con un certo sentimento.
Sentimento. Parola che merita un approfondimento.
Mi viene in mente una differenza che ho ascoltato tra sentimento e sensazione. Secondo una spiegazione filologica ed etimologica entrambe le parole hanno radice nel "sentire" ma il sentimento è "volontario" mentre la sensazione è "involontaria". Se ciò è vero l'amore può essere sia di sentimento che di sensazione ( il colpo di fulmine, per intenderci) mentre l'amicizia può essere solo di sentimento, come atto volontario di condivisione di tempo e spazio, attività comune e dialogo.
L'amicizia di sentimento, se ci sono le circostanze e le affinità umane necessarie, può trasformarsi in amore di sentimento e poi anche di sensazione, preludio di passione e di preliminari.
Ma può anche entrare in un limbo di incertezza, di impossibilità, di paura delle proprie sensazioni, che può, purtroppo, rovinare anche la più semplice amicizia. Se si è capaci di percepire consapevolmente le ragioni di questa impossibilità, forse, si può salvare quell'amicizia. Potrebbe essere però necessario adottare (per un po' o per sempre) una qualche lontananza per evitare l'occasione di "sensazioni" involontarie. Resterebbe così -se si è fortunati- una amicizia alimentata da un piacevole "magnetismo" che, in quanto tale, è un campo ( anche telepatico ?) che esiste a distanza, e che però sparirebbe con il contatto, diventando altro.
Ho fatto troppe elucubrazioni sul tema. inutili banalità, penso.
Per ora cerco di godermi la mia semi-solitudine affettiva con qualche amicizia sincera e qualche altra meno sincera. In fin dei conti, per come mi va, non mi posso lamentare.
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