Il vento é il destino

Sono certa che considerare la barca a vela come metafora della vita e considerare il vento come metafora del destino qualcuno deve averlo già fatto. Magari un navigatore solitario, di quelli che fanno il giro del mondo in 80 giorni, 80 tanto per dire.

Io non conosco i termini, cioè quel glossario dei velisti che ha termini  strani come "strambare", "cazzare", "bolina", eccetera, e non ne conosco il significato, ma non è detto che io debba usarli con la proprietà di linguaggio esatta. 

Veniamo alla metafora.

La vita è come un viaggio su barca a vela, sospinti dal vento del destino. A volte questo vento è una brezza leggera e il mare è calmo, navighi tranquilla, manovrando poco, all'inizio in direzione di qualche porto conosciuto, ma anche, con coraggio, verso il mare aperto. 

Per tanti c'è  sempre bonaccia. Cioè assenza di vento. Momenti in cui la vita si ferma. Non succede più niente, neanche un refolo. Tutto si ripete in una routine senza tante sorprese, per anni, anche per decenni. 

Poi improvvisamente, il vento gira, il mare si fa mosso e il tuo navigare, la tua vita, si fa difficile devi manovrare le vele per cercare di resistere al destino che ti porta altrove dall'obiettivo che tu pensavi, appunto, pre-destinato. 

Non solo. Può accadere che il vento si rafforzi ancora, e spinga la barca a vele spiegate  verso dove non sai. Puoi, con coraggio, affrontare la tempesta, sperando di cavartela. Ma se hai qualcuno in barca, se il tuo destino è legato a quello di qualcun altro a cui tieni, non puoi fare come ti pare. Hai una responsabilità condivisa e,   quindi,  potresti esser costretta ad ammainare, togliere spinta, ed aspettare che il vento si calmi.

A me è successo così quando, oltre vent'anni fa, improvvisamente ammainai la vela della mia transizione, per amore di LEI che soffriva - lo sentivo - un forte mal di mare,  anche se non me lo diceva proprio per amor mio.

Tornò il vento normale e la navigazione per vent'anni fu senza troppe "virate" o "strambate". 

Poi, improvvisamente, quattro anni fa, tornò la tempesta. E, dopo due anni di lotta contro il vento impetuoso del cancro, LEI mi lasciò, e la mia navigazione divenne solitaria. 

Dopo un po', con mare piatto e senza meta, sentii il refolo antico tornare, alzai la vela ammainata anni prima, e il viaggio della mia vita ricominciò, con coraggio, verso un mare aperto di stranianti emozioni, di sentimenti mai provati prima, e di nuove sensazioni e percezioni.   



 




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