Una giornata " letteraria"

In casa ho i muratori che stanno distruggendo per ricostruire. 


In questo terribile momento edilizio la padrona di casa non può distrarsi. Deve provvedere alle loro esigenze di materiali e di altra roba ( lavorano in economia, a giornata, quindi devo procurare tutto io, più o meno). Infatti ieri Marialisa, nelle vesti di Mario, è andata nel negozio di materiali edili, si è caricata da sola 12 ( anzi 6 ,perché qualcuno l'aiutata) sacchi di sabbia lavica in macchina e poi è tornata a casa. Poi, nel pomeriggio, si è accorta che il lavatoio che aveva comprato era da 60 cm e invece doveva essere da 45 cm e quindi, di corsa, doveva tornare al brico e sostituirlo. Ancora non sapeva se andare a questo spettacolo, che Luisa l'aveva invitata.


Lo spettacolo era alle 20, erano le 17 quindi il tempo c'era. Solo che dovevo vestirmi consonamente ad un evento di mezza sera (definizione estetica formale che mi sto inventando ora, così, e che non so se manco esiste) ma sarei dovuta andare, prima, in un posto tutt'altro che adatto a quell'abbigliamento, per caricare e scaricare cose sporche e pesantucce. Insomma mi vesto così. Un minimo, consentitemi.


Arrivo al Brico e vado al desk dei resi a chiedere, intanto, se il lavatoio da 45, bianco, c'è. La tizia, una ragazza ( meglio una giovane donna, simpatica, sposata , l'ho visto dalla fede) si prodiga al telefono e mi dà una informazione sbagliata : si c'è, ma è color mogano. Uno schifo, penso, e faccio una smorfia di disgusto. La commessa, sorride, si rende conto del problema, e comincia con me una breve chiacchierata al femminile che culmina nella mia decisione di cambiarlo comunque : " Vuol dire che lo colorerò rosa shocking" le dico. E lei divertita è d'accordo. "Siii, qui i colori non mancano !". Insomma  cambio il coso (che poi bianco c'era), ma il fatto per me piacevole, anche emozionante, è che questa tizia che vedete in foto, NON INVISIBILE perché alta più di 1.80 ( ho messo dei sandali con 4 cm di tacchi vista la lunghezza della pantagonna) passa come una signora, piacente, forse anche elegante, e NESSUNO, NESSUNO, dubita minimamente che io possa avere altri cromosomi che XX. Non so come sia possibile, ma è così.

Carico il nuovo lavatoio in macchina ( cercando di non sporcarmi...) e mi fiondo in città per andare al Castello Ursino, dove si terrà il caffè letterario. Fortunatamente conosco bene le strade di Catania e dintorni e arrivo nelle vicinanze verso le sette e mezza. 

Scopro che la piazza del Castello Ursino è zona a traffico limitato e quindi mi immetto in una strada laterale e, mentre procedevo, un ragazzo, ben vestito in fondo, si avvicina e mi fa : "Signora, deve posteggiare ? " . "Si ", prontamente rispondo a questo consulente di parcheggio, non proprio un parcheggiatore, il quale mi indica un bel posticino a cavallo di una striscia pedonale e con una ruota sulla banchina. Perfetto per lo standard medio dei posti in quella zona. Gli chiedo quando gli devo. E lui " Al suo buon cuore". Io, che ero molto soddisfatta di quella soluzione, prendo il borsellino e gli rifilo 3 euro "Bastano ?". Lui si illumina e mi dice " Mi ha pagato 3 macchine, certo, grazie !" E io, gentilissimamente : "Grazie a te, ti voglio bene !" .  Ero veramente contenta del posto e del momento. Mentre scendo dalla macchina, un po' più lontano, sulla strada,  una giovane donna che andava a piedi mi guarda da lontano sorridendo, compiaciuta, quasi ammirata, e  mi è sembrato che facesse anche un segno di saluto. Aveva assistito a tutto il mio discutere con il posteggiatore e deve esserle piaciuto il modo come è andata la cosa, e come mi sono atteggiata, con gentilezza. Magari era una parente del tizio, chissà.

Aspetto un po', pago il biglietto, ed entro nel Cortile del Castello dove è allestito un piccolo palcoscenico ( è vietato fare foto, ma l'ho fatta lo stesso, mi arresteranno ?) 

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Ah, già prima di partire sapevo che sarei stata sola. Ne Luisa ne Leonardo sarebbero stati presenti. Mi dispiace un po' , ma va bene  lo stesso. 

Mi siedo di lato, che sono alta e se dovessi andar via prima non darei problemi, tanto si vede e si sente bene ovunque. Più o meno quando il pubblico è al 50% delle sedie, comunque in orario, comincia lo spettacolo. 

Si tratta della lettura di un racconto di uno scrittore russo Ivan Sergeevič Turgenev intitolato "L'Appuntamento" che io non conoscevo ( ma la mia conoscenza di letteratura russa e non solo russa è ai minimi termini, perciò...). Chi vuole ascoltarlo lo trova su you tube ( cosa non si trova su you tube ?) 

L'appuntamento di Ivan Turgenev

Ma questa lettura su you tube è incomparabilmente più scadente di quella che ho ascoltato io. L'attore che ha letto il racconto riusciva a modulare tre voci, il narratore, il protagonista maschile ( una persona descritta come orribile, piena di iattanza) e la protagonista femminile ( una contadina semplice ed innamorata persa). Mi gusto tutti i dettagli di descrizione di ambiente, fatti, persone, emozioni, di cui questo scrittore è veramente un maestro assoluto. E me le gusto meglio perché spiegate e descritte dal prologo fatto da un altro attore ( dalla voce impostata mi è sembrato  così) .

La serata è stata molto piacevole, arricchente ma, come esperienza sociale (Marialisa cerca un po' questo, diciamocelo), ha avuto un  valore minore dell' incontro al desk dei resi del brico, in fondo. Ma non si può avere tutto.

La prossima volta devo portare un ventaglio, che tante signore lo avevano, e una spettatrice a teatro senza ventaglio è imperfetta, disadorna 😀😉.

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PS. Qualcuno dice che io scrivo bene, ma se si legge quello che scrive un VERO scrittore come questo Turgenev,  io, in proporzione, sono da tema delle elementari. Tuttavia, specialmente la descrizione dell'ambiente, della pioggia e del sole che si alternavano, mi ha fatto tornare in mente una cosa che scrissi,  22 anni fa e che a qualcuno piacque, diciamo, dal punto di vista letterario, lusingandomi.

Ecco è questo il Thread n. 23 - Le vetrine , che scrissi il 10 luglio del 2002.





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