Un dono o una disgrazia ?

Alla fine della giornata, prima di andare a letto, si passa dal bagno e lo specchio è lì. Guardarsi allo specchio, nella mia situazione, è abbastanza importante. Scruto cambiamenti del viso, assenza (quasi) di peli, crescita dei capelli, ecc. E' un rito che, come ho detto a Emanuela l'altra volta, mi serve per vedere se esisto. Effettivamente esisto, mi vedo, nonostante quello che mi disse una volta Cristina la mia estetista : "Il tuo pregio principale è che sei trasparente " ma evidentemente non si riferiva alla luce che rimbalza sullo specchio dopo avermi illuminato.

Mentre mi guardavo mi sono fatta anche una domanda esistenziale : 

"Ma la disforia è un dono o una disgrazia ? " 

Per rispondere a questa domanda mi è tornata in mente un'altra domanda che, vent'anni fa, nella mail-list che amministravo qualcuno inoltrò : 

Se esistesse una cura, una pillola, la prendereste per tornare "normali" ?

Le risposte si persero quando la mail-list fu cancellata ( i miei fili di discussione li avevo conservati a parte) ma mi ricordo che la risposta non fu unanime: ci fu chi disse sì e ci fu chi  disse no.

Io non mi ricordo cosa risposi all'epoca ma ora so cosa rispondere, ed è NO.

Ma è un NO piuttosto complicato da spiegare, anche se molto legato ai miei post precedenti,  perché non riguarda la parte esteriore di questa mia trasformazione, anzi. Io non vorrei tornare indietro non perché mi piace mettere gonna e rossetto,  ma  per un altro motivo, penso molto più importante.

Io sento che l'elaborazione interiore che ho fatto e continuo a fare produce  evoluzione della mia coscienza, del mio SE autentico. Riesco a sentire come mai prima che IO non sono né Mario né Marialisa, ma non nel senso di una qualche fluidità tra i sessi che aborro, ma proprio di quasi inutilità del concetto se non per fatti esteriori legati ai rapporti umani, amicali, amorosi od affettivi che siano.

Insomma mi è molto più facile sentirmi semplicemente essere umano, e con una vena di spiritualità che mai prima avevo sentito in me così presente.

Quindi, per un disegno del destino, la disforia per me è stata un dono e non una disgrazia.

 


 

Nessun commento:

Posta un commento