Oggi hanno montato una pompa di calore
nella grande stanza che sto - provvisoriamente - trasformando in cucina-soggiorno. Mia cognata, che si è occupata di ordine, pagamento e appuntamenti, ha dato il mio numero di telefono agli installatori.
Ma non mi ha detto come mi ha presentato : l'ingegnere o la ingegnere. Insomma non sapevo come mostrarmi a questi due - comunque molto gentili - bravi operai.
Nel dubbio ho deciso di vestirmi da casa, come sempre, ma senza nascondere ne enfatizzare nulla, indossando solo un berrettino. Insomma ero androgina: ero così.
I due tipi arrivano e do indicazioni. E, ad un certo punto, mi chiamano.
"Signora !" e mi chiedono qualcosa su dove e come. Non hanno notato il mio sottile sorriso di compiacimento dovuto al fatto che così, semplicemente, e senza volerlo, ero passata.
Il fatto è che la mia proprio-percezione è severissima ed ha bisogno di un certo numero di significanti femminili abbastanza efficaci da allontanare ad una certa distanza la MIA percezione del maschile. Per gli altri, evidentemente, basta molto meno per definire con quale genere sessuale hanno a che fare.
L'altra sera, ad un convegno con cena, sono andata così :
Mentre andavo via, sentendo i miei scherzosi commenti sulla eventualità che fossi ingrassata dopo la cena, Elvira mi dice : " Macché, sei una bonazza !". Era un complimento - sicuro - e per me significava che quella distanza dal maschile che cerco, quella sera, era di qualche chilometro.
Mi chiedo : ma non è che esagero ? 😏
Infatti accade - ed oggi è accaduto - che posso essere "signora a prescindere" , come ogni donna naturale che, a casa sua, in ciabatte, senza trucco e con vestiti qualsiasi, sempre donna è.
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