Avere un cane è bello, ma è anche una grande responsabilità. Il cane dipende da te perché gli devi dare il cibo, il ricovero per l'inverno, lo spazio per muoversi e, se si ammala, lo devi curare.
Tutto ciò se hai un cane e lo vuoi tenere con te civilmente, da esser vivente con dei diritti che TU gli riconosci, anche se lui non sarebbe in grado di rivendicarli ( mai visto cani fare scioperi, cortei, ed a tirare su cartelli : DATECI PIU' CIBO ! VOGLIAMO PIU' BOCCONCINI E MENO CROCCANTINI ! )
Quando il cane è piccolo, tipo così
ci sono altre complicazioni perché non ha ancora capito che la cacca e la pipì non si fa ovunque, appena gli viene. E quindi giù a sgridare, e pulire, con lui che magari, nel frattempo, ti guarda con curiosità e innocenza senza alcuna consapevolezza del guaio che ha combinato.
Quando il cane non è più un cucciolo, o per razza un cagnetto adulto da 5 kg, ma un animale che pesa oltre 30 kg, tutto si complica.
Il cibo si quadruplica, lo spazio a lui necessario cresce molto, e qualunque cosa combina può fare vero danno. Scava buche profondissime, alza la gamba e fa la pipì in ogni angolo, o albero, o pianta, o ruota d'automobile, degna della sua attenzione. Ha fortunatamente ormai capito che il giardino è il suo bagno, non la casa, ma la sua cacca non è piccola e bisogna camminare con attenzione nelle zone che ha scelto (chissà con quale criterio canino) per espletare i suoi bisogni.
Mi rimproverano che io non l'ho saputo educare. In effetti il mio cane è molto indipendente, nel senso che non è come quei cani che gli dici "FERMO!" e lui sta fermo. Lui non sta fermo. Se è nel suo momento di esuberanza giocosa, qualunque gesto o comando per lui è una specie di conferma che stiamo giocando e quindi ti guarda, agita la coda, magari sta un attimo perplesso, e poi ricomincia a saltare, correre o ti invita a tirare qualcosa.
Dicono che la colpa sia mia. Io, che ho avuto altri cani nella mia vita, comunque non ho mai seguito un corso per addestratori e poi, sinceramente, lo AMO. Anche quando combina guai, lo guardo con una indulgenza che definirei "materna" ( le mamme umane mi perdonino questa appropriazione indebita dell'aggettivo ) e difficilmente riesco ad aver quel tono aspro e deciso di condanna del mal fatto che potrebbe - forse - indurgli un futuro cambio di comportamento. E lui se ne approfitta.
L'evento più complicato da superare è però quando mi accorgo che sta male. Che ha qualche fastidio insuperabile a lui stesso, e che ha bisogno d'aiuto.
Una volta, nel suo fervore di spolpare e rompere l'ultimo pezzo d'osso che gli avevo dato, una scheggia gli si incastrò nel palato, tra i denti, di sopra. Fortunatamente ero con lui, seduta sul divano mentre rosicchiava ai miei piedi, e lo vidi alzarsi, e agitarsi, aprendo spasmodicamente la bocca, con fastidio e sofferenza. Di primo acchito non capii, pensai che qualcosa gli si fosse incastrata in gola, ed ero terrorizzata. Lui si avvicinava a me, e si faceva mettere la mano in bocca, e poi si allontanava di nuovo. L'ultima volta di questo andare e tornare, guardai giusto, mi accorsi della scheggia e gliela levai. Fui felice della sua tranquillità successiva, e mi parve pure che lui esprimesse una qualche forma di riconoscenza: l'avevo salvato, piccolo mio.
Per due volte, nei mesi scorsi, un forasacco
Il problema non è tanto levarglielo ( il veterinario lo fa in un minuto ) ma portarlo in ambulatorio e soprattutto convincerlo che lo stiamo aiutando, che tutto questo è per il suo bene, e che sarebbe meglio stesse calmo. Lui non sta calmo. Anzi diventa abbastanza nervoso ed aggressivo e non vuole toccato, specialmente nelle parti che gli stanno dando fastidio.
In pratica è necessario addormentarlo: prima sedazione con una puntura alla coscia di scapocchio, e poi, dopo avergli messo la museruola (operazione impossibile, se fosse completamente sveglio) una iniezione in vena. E crolla addormentato, così
Chiamo mia cognata ( la veterinaria è sua amica) e ci diamo appuntamento in ambulatorio : io, il cane, e lei.
Il mio viaggio con lui, da casa fino al vicino ambulatorio, è stato drammatico.
Avevo comprato quella rete di protezione che si mette in macchina per dividere l'abitacolo, in modo che il cane non possa interferire con la guida. Mai acquisto (dai cinesi) fu peggiore di questo. La rete troppo morbida ed elastica non poteva mai impedire ad un cane di 32 kg, quasi tutti di muscoli, di cercare di attraversarla e di venire a guidare con me.
Neanche a 500 metri da casa, era già tutto avvolto in quella rete, ansimante, bloccato senza alcuna speranza di potersi liberare da solo. Mi sono dovuta fermare.
Lo libero con una fatica immane, sudo come una spugna, e poi riparto a tutta velocità, proprio correndo a zig zag nelle stradine, perché così lui era distratto dal dover stare in equilibrio.
Arrivo dal veterinario e, dopo un po' di attesa, durante la quale lui sale con le zampe sul bancone della reception per vedere cosa c'era dall'altra parte, comincia la solita routine : sedazione (stavolta doppia, che una non è bastata) museruola, e anestesia. Gli trovano una otite e l'operazione stavolta è un po' più complicata : lavaggio e gocce di antibiotico cortisonico, per quanto ho capito, una tantum.
Il costo dell'operazione è stato più del doppio delle altre volte. Ormai è la terza volta, che vado da questo veterinario e, sono registrata nel loro database. La prima volta, pagando con il bancomat, loro dovevano fare fattura e quindi mi chiesero il codice fiscale.
Dilemma.
Se gli avessi dato le mie generalità e il mio attuale codice fiscale, la "signora con il maremmano" improvvisamente sarebbe sparita per diventare altro, un altro che ognuno avrebbe definito in funzione delle sue percezioni e anche, purtroppo, pregiudizi.
In pratica, io stessa avrei rotto a martellate il secondo specchio (chi mi legge sa cos'è).
Troppe spiegazioni.
Siccome queste situazioni avevo già previsto da tempo potessero accadere, avevo creato con un generatore su internet, il codice fiscale che - un giorno spero non troppo lontano - sarà di Marialisa. E infatti gli diedi quello e nel farlo forse, anzi sicuramente, commisi qualche reato.
Nel caso mi scoprissero (difficile) penso di avvalermi di un collegio di penaliste molto brave, che conosco: riuscirò così ad ottenere la riduzione della pena, da scontare agli arresti domiciliari, che non mi cambia quasi niente nella vita.
E fu così che salvai l'identità della "signora con il maremmano".
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