Oggi mi è capitato di usare la parola "archetipo". L'ho fatto secondo il significato che conosco di questa parola, che è non proprio aderente al significato da vocabolario psicologico.
Io uso questa parola come sinonimo di "maschera". Quindi come sovrastruttura psicologica che cela dietro di se una qualche altra natura, un altro IO che ha una sua ragione di ESSERE, e non solo di ESISTERE ed APPARIRE.
Nel mio peregrinare nel labirinto delle declinazioni della mia identità, ad un certo livello della mia evoluzione psicologica, ho avuto chiaro che la mia "maschera" era appunto tale e che potevo riconoscerla e perciò neutralizzarla come e quando volevo, compatibilmente con il bisogno altrui (c'è anche questo) di continuarla a vedere così come era sempre stata.
Questa maschera che indossiamo tutti ( si, si, anche tu che leggi...) è fatta di parti, di zone, di strati, che sono associati al nostro ruolo sociale e professionale. Si è ( o meglio si crede di essere ) : maschi, femmine, ingegneri, mogliettine, maritini, mammine, paparini, avvocati difensori, magistrati accusatori, giudici imparziali, filantropi, modelle, salvatori della patria, ecc. ecc. Ognuna di queste descrizioni verbali ha una definizione precisa che ne caratterizza i comportamenti tipici, l'immagine mantenuta, e la risposta sociale ed individuale ad ogni domanda.
Non è facile vedere la propria maschera ( e le sue numerose sfaccettature, anche contraddittorie a volte) perché essa si fonde spesso e profondamente con il proprio IO ( l'altro, quello che sta dentro, in verità altrove). C'è gente che si sente INGEGNERE fino al midollo spinale, ed i suoi comportamenti ed atteggiamenti, dettati da una rigida razionalità, ne caratterizzano, appunto, l'archetipo.
Ma non posso, in questo mio ameno diario, non parlare dell'archetipo di fondo, quella maschera che indossiamo nell'infanzia che, anche in modo esagerato, ci DEVE caratterizzare secondo il sesso che la biologia ci ha assegnato alla nascita. Io ho strappato questa maschera in tarda età (per indossarne un'altra, è così), tuttavia sono stata consapevole della sua esistenza per decenni ( anche con disagio, ma non con sofferenza). Perciò mi sento molto consapevole della esistenza degli altri strati delle maschere che indossiamo, ognuno dei quali caratterizza un tratto della nostra personalità. La maschera nel complesso, è la "persona", dal latino Persōna, Persōnam, ovvero la maschera che gli attori solevano indossare durante le rappresentazioni sceniche .
E quindi si arriva all'archetipo secondo JUNG, almeno così ho capito. Secondo lui sono 12 gli archetipi base. e sono quelli in questa figura.
In senso orario :
INNOCENTE : è un ottimista con un’incrollabile fiducia nel mondo, la parte di noi un po' infantile che si aspetta dagli altri sempre comportamenti puri e genuini.
SAGGIO : è un pensatore libero che cerca di capire il mondo e il suo significato usando la sua intelligenza e le sue capacità analitiche.
ESPLORATORE : Questo archetipo incarna nella nostra personalità quella parte di noi che ama la libertà, quella parte di noi mossa dalla curiosità che è costantemente rivolta a scoprire qualcosa di nuovo.
RIBELLE: Il ribelle è quella parte della nostra personalità che è distruttiva, che ama sconvolgere, ribaltare trasformare lo status quo verso il quale nutre un profondo rancore.
MAGO: rappresenta la parte religiosa e visionaria della nostra personalità, quella che ama dare un senso più profondo al mondo.
EROE: è la parte coraggiosa della nostra personalità, quella che ama dimostrare il suo valore, il suo coraggio e combattere per difendere ciò che gli è caro.
AMANTE: è molto sensibile, si prodiga per gli altri, la sua grande felicità è quella di sentirsi chiaramente amato.
BURLONE: Gli piace ridere, anche di se stesso. Tende subito a rompere le barriere con gli altri, non si prende mai troppo sul serio, perché il suo obiettivo è quello di godersi la vita.
UOMO COMUNE: Il suo desiderio principale è quello di connettersi con gli altri ad un livello più profondo, il suo obiettivo è quello di appartenere a qualcosa di più grande. La sua più grande paura è quella di essere escluso o di essere diverso rispetto alla massa, la sua strategia è quella di avere i piedi ben ancorati a terra, anche troppo.
ANGELO CUSTODE: è la parte altruistica della nostra personalità, quella che ama dare affetto e protezione agli altri.
SOVRANO: Il sovrano è un leader nato, crede di essere capace di mettere ordine in qualunque situazione. Il sovrano punta all’eccellenza e vuole che tutti lo seguano, ma nel suo desiderio di imporre la propria volontà sugli altri, può facilmente diventare un tiranno.
CREATORE: Il creatore ha un profondo desiderio di trasformare le cose per renderle nuove, più belle e diverse.
Senza prender le classificazioni troppo sul serio, perché intrinsecamente imperfette, mi sono interrogata ed ho piazzato un punto interno al grafico per ogni archetipo, disegnando una figura che mi assegna, prevalentemente, nei quadranti della LIBERTA'e INDIPENDENZA e SFIDA e CAMBIAMENTO.
Più o meno ci indovina, almeno per come mi vedo io. Altri potrebbero non essere d'accordo.
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