Mi sveglio, sudata, alle 4 di notte, con un pensiero lampeggiante, infuocato.
IL GELATO !
Ho dimenticato di offrire il gelato ! Avevo comprato le coppette di vetro, l'aggeggio crea-palle, e due vaschette grandi di gelato, quello buono, erano in freezer.
E me lo sono scordato. Enorme frustrazione.
Dopo qualche istante di riflessione notturna decido di non suicidarmi subito. Vedrò poi.
L'antefatto
Nei giorni prima di Ferragosto mi ero sentita più volte con Luisa, per ragioni inerenti la scrittura e la revisione del programma regionale di DSP. Nel parlare del più e del meno, del per e del diviso, come si confà ad una che fa l'ingegnere, le dico che ho raccolto i fichi del mio albero dopo tre anni che non maturavano più. Ora, con rami secchi, corteccia accartocciata, si è rimesso a fare i fichi con i quali negli anni scorsi riempivamo cestini.
Mi dice che ne va pazza e vorrebbe assaggiarli.
Le offro di venire a prenderli, che io in questi giorni non mi muoverò da casa. Magari vieni con gli altri e così visitate il casino di casa mia, conoscete il mio cane e passiamo una serata.
E così è stato.
Luisa, Antonio, Leonardo e Marilena, i quattro che, in una lontana serata di luglio del 2024, incontrai dopo la mia rivelazione a Luisa sono venuti a casa mia questa vigilia di Ferragosto 2025. (nel P.S. Il link al racconto di quell'evento).
Avevo un bel po' di preoccupazioni.
1) casa mia è poco meno che un cantiere, sia fuori nel terreno circostante, e - ancora peggio - dentro. Quando ci trasferimmo ( inizio pandemia, e fu una fuga ) iniziammo i lavori di ristrutturazione ma, con la malattia di Lei, quel film ebbe un fermo fotogramma ed io praticamente vivo in quella immagine bloccata. Solo da poco, con fatica soprattutto psicologica, ho ripreso quelli che io chiamo " i compiti a casa ", il dovere in memoria di andare avanti, di finire quello che è stato cominciato.
2) non sono abituata né attrezzata ad avere ospiti. Fino a non molto tempo fa, in questa casa, avevo solo tre forchette e tre cucchiaini, per dire. Le altre posate e tutto il resto stanno nell'altra casa di Gravina, quella che abbandonammo nella fuga, che è disabitata e che dovrò vendere, prima o poi. Qualcosa l'ho integrata, in questi mesi, ma sono sempre lontanissima da avere servizi da 24, come conviene alle vere padrone di casa, di quelle regine, che conosciamo bene.
3) Ho un cane che conosce solo me e i miei parenti. Non so come potrà prendere l'incontro con estranei. Lui è abbastanza possessivo delle sue zona di dominio ( tutta la casa dentro e fuori, perché non ha limiti) però è un cucciolone amante delle coccole e dei bocconcini gustosi, quindi ho speranze.
4) Sarò vestita da casa. La Marialisa perfettina, che ama curare un'immagine decente e abbastanza femminile, non sarà. O meglio sarà quello che sarà, senza finzioni e complicazioni. Soprattutto indosserò i miei capelli naturali, ormai cresciuti abbastanza, e che governo con un cerchietto. Non penso che, vedendomi, avranno reazioni di disgusto, almeno spero. Eccomi.
5) Io non so cucinare, se non per me ed il mio cane. Se io fossi una vera padrona di casa dovrei saper cucinare, invece mi manca l'esperienza, non ho l'attrezzatura di cucina adeguata, e perciò non posso improvvisare alcunché : la malacumparsa sarebbe epica. Quindi compreremo delle pizze, fortunatamente non troppo lontano da casa.
Il fatto
Arrivano tardi, che per strada c'era traffico, oppure hanno preso il tragitto peggiore, fatto sta che arrivano dopo le 21, col buio.
Il mio cane, all'inizio abbaia perplesso, poi io, trattenendolo con il guinzaglio, lo faccio avvicinare e lui comincia ad odorarli. Ogni tanto riabbaia e io allora mi abbasso lo abbraccio e lo tranquillizzo e lui pare capire che può fidarsi di questi nuovi umani, ignoti alle sue mappe mnemoniche.
Avevo già sistemato la tavola fuori, sotto il gazebo, con i piatti, i bicchieri e le posate. Non ho ancora calici per il vino e dovrò presto colmare questa grave lacuna di non raffinatezza (conosco e amo chi, giustamente, ci tiene)
Ordiniamo le pizze verso le dieci, prendo la borsa e scendo in pizzeria a prenderle con Antonio.
ERRORE !!! - Non ho messo subito le varie bevande a tavola, per tenerle fresche. Me ne sono andata per mezz'ora circa e chi è rimasto non ha potuto bere niente.
Inciso -
Questo non è stato solo un giorno qualsiasi, pur allietato dai miei ospiti. Alle dieci di sera del 14 agosto 2025, per la prima volta, Marialisa è uscita fuori casa, con i suoi capelli naturali, senza un filo di trucco, in versione BASIC, che più basic non si può. Mentre aspettavo che facessero le pizze, appollaiata con le gambe strette su uno sgabello, guardavo gli astanti, uomini tutti, e loro non mi degnavano di uno sguardo : ero assolutamente non appariscente e praticamente insignificante, come può esserlo una signora che esce da casa sua, in fretta e furia, a ritirare le pizze per i suoi ospiti. Galantemente mi offrono pure di portare le pizze in macchina, ma declino, già contenta di questa emblematica gentilezza. Per me è stato un momento da ricordare e perciò ho aggiunto questo inciso.
Fine dell'inciso
Quando torno, con i cartoni, li trovo boccheggianti e corro a prendere birra fresca e vino.
E il cane ? Mentre ero in pizzeria l'ho legato alla catena e non so che cosa abbia fatto, ma non potevo fare altrimenti. Appena ci sediamo, lo lego con il suo guinzaglio alla mia sedia e lui, che sentiva l'odore del cibo, comincia ad avere quella eccitazione canina, tipica della vicinanza al mangiare. Gli do un pezzettino di pizza che avevo comprato anche per lui e gradisce. Anche gli altri gli danno pezzettini o parti del condimento di prosciutto. Insomma lui prende confidenza ( cioè si fida ) e alla fine della cena lo libero dal guinzaglio. Gira tra di noi, si prende altri bocconi e qualche carezza, lecca tutto e tutti, insomma Half ha fatto nuove amicizie.
E sono contenta.L'epilogo
Sarà perché ho bevuto troppo lambrusco, sarà perché sono proprio una frana di padrona di casa, non offro né un liquorino (avevo dello zibibbo), né (gravissimo !!!) il gelato che avevo preparato con tutto il servizio, proprio con piacere.
Non solo, nel parlare, nel congedarci, dimentico di dare a Luisa ( ma anche lei, 'ntronata che era venuta apposta, se li scorda) i fichi.
E vabbè, sarà occasione di tornare e potrò farmi perdonare offrendo in quella occasione il gelato (che Antonio suo gradisce tanto tanto).
Scusatemi, non lo dimenticherò mai più.
Come tutti sappiamo, le malecumparse servono a questo: puro apprendimento.
Nella mia vita non mi sono mai tirata indietro per paura ed ho imparato tante cose così.
P.S.
In questo post il racconto del primo incontro con Luisa, Antonio, Leonardo e Marilena https://ifilidimarialisa.blogspot.com/2024/07/per-partito-preso.html

Siamo stati felicemente e piacevolmente ospiti del vero padrone di casa: il carissimo, particolarissimo e simpaticissimo Halfiuzzo.
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