Dialogo dell’Anima con sé stessa: Filosofia e Cura di sé


Io non guardo la TV, ma guardo You Tube ( senza pagare e sorbendomi la pubblicità). Ormai YT, con i suoi algoritmi, sa cosa mi interessa, quindi basta aprire il mio canale e il sistema mi propone un video che al 90% mi piace e che ascolto con piacere.
Stamattina mi arriva questo (sotto il link)
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Le Confessioni di Sant’Agostino - Il Dialogo dell’Anima con sé stessa: Filosofia e Cura di sé
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M'incuriosisce perché di S,Agostino conoscevo le sue affermazioni filosofiche sul tempo, che è un argomento che mi attrae in modo particolare. In questo video, nelle parole del professore (bravo veramente), nelle attente citazioni, ritrovo anche ragione di questa mia tensione intellettuale. Ecco alcune citazioni dal video che riguardano il TEMPO
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Nel libro 11º delle confessioni Agostino offre una delle meditazioni più profonde originali sull'esperienza del tempo, che non può essere compresa attraverso le categorie ordinarie, ma solo attraverso un'introspezione dell'anima. Il tempo, scrive, non esiste se non nel presente. Passato e futuro sono rispettivamente ricordo e attesa, dimensioni che si svolgono nell'orizzonte del presente. Ecco uno dei passaggi fondamentali delle confessioni di Agostino. ( Quideste ..... ...punctum temporis ; non riporto la citazione in latino - Confessioni 11 14 17 22.).
Che cos'è dunque il tempo? Chi può definirlo facilmente e brevemente? Che cos'è il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so, ma se volessi spiegarlo a chi me lo chiede non lo so. Sembrano esserci tre tempi: passato, presente, futuro, ma il passato che non è più, il futuro che non è ancora, il presente che è solo un attimo, non solo tempo, ma come un punto del tempo.
Questa riflessione mette in crisi la concezione comune del tempo come una realtà oggettiva e lineare per collocare invece il tempo all'interno dell'esperienza soggettiva e dell'anima stessa. Agostino prosegue evidenziando che il tempo si misura nel cuore umano, nel modo in cui esso trattiene il passato attraverso la memoria, si protende nel futuro con la speranza e vive il presente come attenzione viva. Il tempo però è nell'anima, infatti la memoria conserva il passato, l'intelletto il presente, la speranza, l'attesa del futuro. Questa profonda intuizione spirituale e filosofica fa del tempo non un'entità indipendente, ma un fenomeno legato indissolubilmente alla coscienza e alla sua relazione con il divino.
Il tempo è così vissuto come una dimensione dinamica interiore, un orizzonte in cui l'anima si muove nel dialogo con se stessa e con Dio in una tensione verso l'eternità che è la vera casa dell'essere. In questo modo Agostino apre un nuovo orizzonte della filosofia esistenziale.
La comprensione del tempo non può essere disgiunta dall'esperienza personale, dalla riflessione sull'io e dalla sua apertura al trascendente.
Questo dialogo non è semplice introspezione, ma una pratica filosofica che si svolge in un tempo sospeso, in cui la ragione, la memoria, il desiderio e la volontà si confrontano in un movimento dinamico e fecondo.
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E poi nel video alcune riflessioni sullo scrivere, e sullo scrivere di se, cosa che io pratico da decenni.
Bella spiegazione sulla sua utilità.
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Tra questi spicca, in modo particolarmente affine alle confessioni l'ESERCIZIO DELLA SCRITTURA DI SE', come nel caso dei pensieri di Marco Aurelio o delle lettere di Seneca.
Scrivere era un modo per ordinare la vita interiore, per riconoscere le proprie passioni, per dare forma e parola a ciò che nell'anima tende al disordine. Anche Agostino, sebbene con una vocazione teologica radicale, si inserisce in questa linea di pensiero e di pratica. Le confessioni non sono solo una narrazione, ma un esercizio spirituale in forma autobiografica, un dialogo con Dio che è anche in profondità, un dialogo dell'anima con se stessa.
Questo tipo di scrittura ha una forza trasformativa, non si limita a raccontare, ma metabolizza l'esperienza, trasforma il vissuto in consapevolezza, il dolore in speranza, la fragilità, in sapienza. Questa prospettiva può essere ripresa e attualizzata anche in chiave laica. Il dialogo interiore non richiede necessariamente un riferimento confessionale.
Può essere esercitato come pratica filosofica autonoma con l'obiettivo di raggiungere una maggiore lucidità di sé, una più profonda coerenza etica, una disponibilità ad aprirsi alla verità.
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Chi vuole, ha tempo(!), e gli interessa approfondire, qui il video.


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