THREAD N.RO 11
Da: "Maryliz"
Data: Dom Apr 21, 2002 8:59 pm
Oggetto: Ristampa
Riposto qui quello che ho scritto in un
messaggio su un altro forum: “Per Noi Transessuali”
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
"Care amiche,
sono appena venuta a conoscenza di questa comunità e, leggendo la
domanda di Mara, mi sono sentita in dovere di raccontare la mia
storia. Alcune mi conoscono perché frequento la chat #transeuropa e
il gruppo di discussione "Disforia" su Yahoo.
Si, sono disforica e, come tutte o quasi tutte, so di esserlo
dall'infanzia. Il desiderio di essere una bambina, di essere una
ragazza, di essere una donna, è cresciuto con me ed ora, come me, ha 40 anni passati.
Nel frattempo ho fatto le solite cose : travestimenti e
trucchi di nascosto, letture, morbosa attenzione alle poche
manifestazioni che le riviste, giornali e televisione riservavano al
mondo transessuale (da Tula ad Amanda Lear, per finire al librettino,
comprato di nascosto, della biografia della Pina Bonanno, per
intenderci). Questo per anni, per decenni. E' inutile raccontare
queste esperienze: credo siano quelle di tutte noi.
Il mio orientamento sessuale è sempre stato però eterosessuale (se
fossi maschio) o omosessuale ( in quanto femmina). Insomma mi
piacevano e mi piacciono le ragazze. Sarei lesbica quindi. Non è che
mi manchino fantasie e pensieri erotici di languida passività
femminile nelle mani di maschi più o meno prestanti (più è meglio) ma
essi sono, più che altro, una specie di ciliegina di complemento al
mio desiderio di femminilità inespressa, non una attrazione sessuale.
Anzi diciamo che dei maschi, del maschile, non amo niente, proprio
niente: ne il fisico, ne i modi, ne i presupposti esistenziali. Sono
antitestosteronica. Questa premessa è utile per capire.
Io sono da 20 anni in amore con mia moglie e che ho sposato 13 anni
fa.
La domanda è : Come ho conciliato la mia disforia con lei ?
Estensione alla premessa. Io non avrei sposato mia moglie se non avessi
raggiunto la consapevolezza interiore di una compatibilità tra me e
lei in quello che io, allora, consideravo una mia debolezza
esistenziale.
Per questo, piano piano, durante il nostro fidanzamento non feci
mancare alcune occasioni di farle apprezzare la parte femminile
( prevalente) di me.
Il padre di lei era ( è morto da due anni ) un
uomo scorbutico, arteriosclerotico dalla nascita, credo anche
violento, e , supponendo che il complesso di Edipo o di Elettra non sia una cavolata gigantesca,
deve avere prodotto in lei un inespresso risentimento verso i maschi
in genere.
Che fortuna, direte. Può essere. Però, in effetti, un po’ me la sono
cercata. Infatti avendo scoperto questo aspetto recondito della sua
personalità, mi lanciai con piacere a manifestarle , prima per scherzo
poi prendendoci gusto, molti aspetti di un rapporto di vita
possibile "al femminile". Conserviamo lettere appena precedenti al matrimonio
(ci piaceva scrivercele anche se ci vedevamo tutti i giorni),
nelle quali fantasticavamo di mie trasformazioni femminili, sia
nell'abbigliamento che nel corpo alle quali lei partecipava con
fantasia e trasporto.
Ah, dimenticavo. Il momento rivelatore per lei e liberatorio per me
sta in un romanzo di fantascienza che le diedi a leggere
(intenzionalmente). Si tratta di " Il signore dello spazio e del
tempo" di Rudy Rucker, romanzo nel quale, ad un certo punto, il
protagonista, che aveva la possibilità di realizzare magicamente un
desiderio, sceglie di diventare donna. E, nel farlo, spiega le sue
ragioni, il suo desiderio esplorativo dell'altra metà dell'essere e
la diversità tra desiderare di essere donna e desiderare gli uomini.
Insomma la differenza tra preferenze sessuali e genere.
Inciso - riporto qui quel brano del romanzo
Credo a questo punto di dover dare delle spiegazioni.
Voi magari penserete che un uomo che desidera essere una donna
deve per forza essere un omosessuale. Ma questo non era il caso mio...
almeno per quello che mi risultava. Il mio desiderio di diventare
come la bionda Sondra anzi aveva una causa profondamente eterosessuale,
perché tendeva alla fusione ultima con l'oggetto dei miei istinti sessuali di uomo.
Ma cosa avrei fatto adesso ? Mica potevo passar la vita a guardarmi allo specchio
o a fare la doccia. Ora cominciavo a rendermi conto di averla fatta grossa.
Fine dell'inciso
Quella sera, molti anni fa, mentre lavoravo al computer, lei completò
di leggere quel capitolo incriminato. Ebbene, sapete che fece ? Prese
i suoi trucchi e si mise a giocare truccandomi. Aveva capito che
nell'essere io donna, o nell'apparirlo, non mettevo in pericolo il mio
amarla e lei poteva continuare ad amarmi. Assecondandomi non sarei
diventato omosessuale e quindi, essendo lei donna, non più adatto a
lei.
Insomma, ci sposammo.
I primi anni furono anche anni strani, di intenso lavoro,
preoccupazioni, ma anche travestimenti miei con lei abbastanza
accondiscendente. Mi regalava abbigliamento femminile, spesso intimo.
Arrivammo a festeggiare il nostro terzo anniversario di matrimonio
(da sole) con me in gonna e camicetta bianca e lei in tailleur
pantaloni bianco. Due pazze. Ho ancora le foto.
Dopo le cose scemarono. Non so come, non ricordo neanche quando.
Forse litigammo o forse no. Fatto sta che passarono anni e io mi
immersi nel lavoro cercando di negare me stessa.
Poi venne Internet. E con Internet venne la consapevolezza del "you
are not alone", la conoscenza scientifica e psicologica del tuo
malessere, della sua ineluttabilità, venne l'amicizia e lo scambio di
esperienze con altre nella tua stessa situazione e con i tuoi stessi
turbamenti.
E, a un certo punto, arrivò il crollo. Un paio d'anni fa, mese più
mese meno. La certezza che dovevi fare qualcosa, che gli anni
passavano e che la persona allo specchio non eri tu. Non cercai
psicologi, nè medici, nè consultori ecc. La rete supplì. Cominciai ad
assumere fitoestrogeni e cure per i capelli (propecia). Di nascosto.
Nel frattempo mettevo minoxidil. I risultati non si fecero attendere.
I capelli ricrescevano. Ma accadeva anche che amiche di rete facevano
passi più decisi e intraprendevano con molta più risoluta decisione
la transizione. E la cosa mi angosciava. Mia moglie di questo non
sapeva nulla e quando scopriva, per sbadataggine mia, le capsule di
fitoestrogeni finiva a scenate, pianti e promesse di non farlo più.
Litigi soprattutto incentrati sulla mia scarsa sincerità e che io
giustificavo con la mia debolezza ed insicurezza.
Arriviamo ai giorni nostri. Da un anno sono passata alle "real
things" e mi è cresciuto pure un bel seno che faccio fatica a
dissimulare in abiti maschili. Ho diradato la barba a pochi peli da
pinzetta usando una attenta tecnica di depilazione e moderatori di
ricrescita. Sono sempre più convinta della ineluttabilità del mio
divenire. Ma non ho pianificato niente. A mia moglie ho spiegato
tutto, abbiamo letto insieme pagine tradotte dal web sulla disforia
di genere, tra pianti e infinite emozioni. Lei, che si riteneva la
causa del mio essere "particolare", si è resa conto che non è colpa
sua se sono così. Mi ama e io amo lei. Sul serio.
Con le particolari condizioni al contorno ( lavoro, ambiente ecc.)
che abbiamo non crediamo che un mio "outing" definitivo sia al
momento opportuno. A entrambe piacerebbe sparire, partire,
ricominciare. Ma non è possibile ora, e forse non lo sarà mai. Questo
è tutto. O forse è niente. Non so.
Spero che la storia possa essere utile a qualcuna almeno quanto può
essere stato utile a me, psichicamente, raccontarla.
Baci
Mary
Nessun commento:
Posta un commento