THREAD N.RO 15 - "Ragionamenti mattutini e giornata triste." (dalla Mail -list "Disforia" scritti di vent'anni fa)

 

THREAD N.RO 15

Da:  "Maryliz" 

Data:  Gio Mag 30, 2002  7:48 pm

Oggetto:  Ragionamenti mattutini e giornata triste

 

E' questo un lungo messaggio. Fate meglio a saltarlo.

Sento il bisogno di scrivervi e di raccontarvi delle cose.

E' come srotolare un po’  il gomitolo aggrovigliato dei miei pensieri...

 

Spesso, dopo colazione e prima di vestirci, io e mia moglie parliamo distese ed abbracciate sul letto sfatto. O mi spinge lei ( quasi sempre) o la spingo io e cadiamo sul letto ridendo.

Oggi ho spinto io...Perché è così quando c'è qualcosa che non va... E io lo sento subito.

 

" Che hai ? C'e' qualcosa che non va ?" le dico.

" No. Niente" risponde lei, nel modo flebile e incerto che conosco benissimo e che vuol dire esattamente il contrario.

" Dai.. dimmi. Non tener dentro le cose." replico implorante.

Silenzio.

" E forse per ieri sera... ?" le chiedo.

Ieri sera avevo smesso di chattare con Mirella con lei che guardava il monitor, e non poteva non aver notato alcune frasi di convenevoli che denotavano una certa confidenza...

"No. Non importa." risponde. In quel modo che per me significa "Non ti voglio ferire.. non voglio farti sentir male."

" Ti prego. Non ti preoccupare per me.... E' questo ? C'è qualcosa che ti ha dato fastidio?"

Lei inghiotte, e con una vocina flebile flebile, stretta stretta, parlandomi sul collo senza guardarmi mi dice: "Non devi farti coinvolgere troppo..."

"Coinvolgermi.. Si... Hai ragione. Devo fare attenzione a non farmi coinvolgere troppo. A farmi rapire. A non riuscire più a controllare come, quando e perché fare le cose…" dico.

"Sai.. anche se sono persone speciali come mi hai spiegato… non so.. sono preoccupata. Ti telefoni con loro?"

"Una sola volta. Quando c'è stata quella manifestazione. Ti ricordi? Avevo mandato un SMS e loro mi telefonarono... Poi solo qualche SMS con qualcuna con cui sono in una certa "confidenza".. Scemenze. Ho l'idiosincrasia per gli SMS lo sai.."

E qui le comincio un discorso sul coinvolgimento che vi riassumo nei concetti essenziali e non lo metto in modo colloquiale per semplicità. Le ho detto:

Conosco i meccanismi del coinvolgimento. Del coinvolgimento tanto spinto che porta alla totale assimilazione nel gruppo, che porta all'annullamento di se, della propria particolare unicità di persona, della autodeterminazione del proprio percorso di vita.

Le ho spiegato che di queste cose c'e abbastanza consapevolezza e che nessuno si sogna di dire ad altri cosa fare e come fare... I consigli, quando spuntano, sono sempre disinteressati, privi di spinte imperative ( Si fa così !) e quindi la libertà di essere e di percorrere la propria strada come ci si sente è rispettata da tutti.

Le ho spiegato che mi sentivo abbastanza forte per resistere alla voglia di lasciarsi andare alla ineluttabilità di un destino perchè, per carattere, i problemi miei me li risolvo da me.. E che per età e maturità non era facile che qualcuno mi potesse condizionare e spingere a comportamenti imprudenti e inconsulti.

Ciononostante, le ho detto, sono abbastanza coinvolta. Nel senso che frequento, discuto, dibatto, sono sempre presente. Insomma ci sono. Non sono defilata.

E finisco dicendole : "E poi mi piacerebbe incontrarle. Perché scrivere è una cosa. Ma parlare è un altra. Parlare ( non all'odiato telefono) è guardarsi, comunicare anche con le espressioni, i gesti, il tono della voce. Io parlo con te. Ed ho una fortuna immensa. E per parlare di me del mio essere devo trovare il modo di comunicartelo, di farti capire come mi sento e cosa sento. E non è facile perchè tu non sei simile a me. Con loro, probabilmente, ci si capirebbe al volo."

A questo punto lei, un po’ rabbuiata, triste e lacrimevole, sempre stretta stretta a me, mi dice:

" Lo sento, tu te ne andrai.. lo so.."

Questa frase ( non è la prima volta che me la dice...) mi fa ogni volta sprofondare in un abisso di tristezza ( e ovviamente scoppiai a piangere; come ora, che ne sto scrivendo..)

" Mio dio.... amore. Perché mi dici questo? Come posso vivere senza di te? E dove andrei ? Che farei ? Che senso avrebbe la mia vita ? Che mi frega di tutto il resto.." le dico straziata.

" E con chi parlerei ?"

E in quel momento, in un flash, ho la consapevolezza della immensa fortuna di cui godo e mi sento tristissima sentendomi partecipe come mai mi era capitato prima con chi sta in solitudine, con chi non può avere questa mia meravigliosa possibilità...

Le dico piangendo a dirotto :" Penso ed immagino quelle che solissime non hanno nessuno e si logorano l'anima, non scrivono, non parlano, sono silentemente avvolte in una tenebrosa sofferenza di timidezza, emarginazione, insicurezza, debolezza infinita..."

" No, amore mio... perché dovrei lasciarti. E dove la trovo una come te...." finisco di dirle.

Lei rassicurata dal mio sfogo mi dice, un po’ sorridente." Io non riesco a pensare a me stessa senza di te" inghiotte le lacrime e continua dicendo : " E comunque, se dovesse essere, vorrei qualcuno come te... "

E allora io, finalmente ridendo." Allora hai capito il trucco allora... Lo puoi spiegare a tua sorella e alle tue amiche che non sanno perchè ai loro occhi sono così speciale e ti invidiano tanto..."

Mai frase mi ha dato tanto conforto. Sapere che la persona a cui tieni di più sulla faccia della terra ti ama per quello che sei e non per quello che sembri è quanto di più fantastico ti possa capitare.

Già erano le 9:30 passate ! Un'ora buona di discussione. Ma neanche per sogno a smetterla. Mi godevo tutto il privilegio di essere "il capo" e quindi poter ritardare a mio piacere (non lo faccio quasi mai...)

Continuo: " Incontrarle. Mi piacerebbe si. Però ora che ci penso : Qual è il problema che porterei con me in un incontro con loro? "

Avevo avuto un'altra illuminazione...

Tento di spiegarle : " Se andassi ad un raduno di un gruppo di appassionati di motociclismo quale sarebbe la mia preoccupazione principale ? Ovvio. La motocicletta. Cioè, metterla a punto, rombante e luccicante nelle cromature.

Quindi, in un raduno dove chi si raduna è accomunato dalla discrepanza tra la propria immagine esteriore e quella sentita interiormente, qual è la cosa più importante che preoccupa chi si incontra ? Ovvio. L'immagine. Cioè il desiderio ( a volte purtroppo irrealizzabile se non con risultati penosi) di presentarsi con l'immagine vera di se e non con l'immagine del proprio alter ego, maschera indossata in tutti i giorni normali. Ecco perché è difficile incontrarsi e ci sono tante remore e dubbi. Però una volta capito qual'è l'inghippo è facile trovare la soluzione: bisogna fregarsene, se non è possibile decentemente, di essere adeguate alla propria immagine interiore. Se l'accettazione nel gruppo potesse prescindere da questo requisito anche qualcuna che ha l'immagine di un ometto calvo con barba e pancia dovrebbe essere bene accetta..."

Ho riportato qui il ragionamento fatto a voce alta per sottoporvelo ( se qualcuna è arrivata a leggere fin qui...) e sapere che ne pensate.

Non è finita. Ve lo avevo detto che era lungo il messaggio....

Insomma parlando parlando si erano fatte le 10:00 ed in un lampo mi vesto, la bacio sulla porta di casa, e scappo in ufficio. Mia moglie si prepara nel frattempo perché avevamo un appuntamento in banca.


Scena nella stanza del Direttore.


Io che discuto con tono convincente con il direttore : battute, ragionamenti, paragoni, mercanteggiamenti vari. Mia moglie che mi guarda silenziosa, ammirata dal mio tono assertivo, ammiccante e allo stesso tempo risoluto.

Ed ho un' altra illuminazione...

Mi vedo con altri occhi : Chi stava parlando era la mia maschera.. Non ero io. Mi sono sentita molto male. Mi sono accorta che quello che facevo ( così bene ...pare dai risultati) non me ne poteva fregare di meno. Che tutto quello che ero e che sapevo fare non ero io...

Una tristezza infinita mi prende e che mi porto fino ad ora...che sto scrivendo qui.

E mi rimbombano in testa le parole di mia moglie : " Lo sento, tu te ne andrai.. lo so.."

E piango a dirotto....sperando che non entri nessuno nella mia stanza ora.

Vi lascio ai vostri problemi sapendo che i miei sono i miei ma che mi capite benissimo.

Grazie e un bacio, a chi ha resistito ed è arrivata fin qui...

E un bacio anche alle altre....

Mary

moderatrice in un abisso di tristezza....

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