THREAD N.RO 53 - "Forse..." (dalla Mail -list "Disforia" scritti di vent'anni fa)

 

THREAD N.RO 53

Da:  "Maryliz" 

Data:  Mer Ago 6, 2003  6:54 pm

Oggetto:  Forse…

 

Il messaggio è lungo... a chi sto antipatica e a chi va di fretta dico : non leggetelo !

 

Io ho 45 anni fatti. Ma la mia disforia non è mica nata l'altro ieri. C'è sempre stata come potete leggere in altri post di questa lista, dove c'è tutta la mia vita riversata. Per cui basta cercare e ne leggerete quasi ogni dettaglio.

Ricordo il periodo dei miei diciotto, vent'anni. All'epoca la mia disforia era galoppante, intensa e straniante. Ricordo giornate in cui simulavo con la mente di essere una ragazza, quasi come se volessi forzare psicosomaticamente una qualche impossibile trasformazione.

Nonostante quei forti sentimenti non impazzii, non scappai di casa, forse perchè ero (e sono) una persona NON SEMPLICE. Avevo anche mille pensieri per la testa e mille affari per le mani e restavo comunque capace di compensare quelle sensazioni, che erano assolutamente clandestine e vergognose, con altri piaceri, con altri interessi.

Il contesto, cioè la Sicilia di venticinque anni fa ( non che ora le cose vadano molto meglio.....) , non mi forniva certamente occasioni di sperimentare dal vivo, conoscere, vedere da vicino, una realtà transessuale scandalosa e inarrivabile.

 

E allora, come per tante di noi, anche per me gli anni cominciarono a susseguirsi.

Ogni impulso e ogni desiderio " perverso" ( o ritenuto tale) fu occultato e soffocato.

Tempi andati. Anni di crescita professionale, di azzardi, di decisioni, di vittorie, di traguardi raggiunti.

Ma, con alti e bassi, la disforia era sempre li, nella testa, come una specie di struggente necessità, una arsura cerebrale, che non si placava neanche con le fantasie culminanti in pratiche onanistiche.

Forse, se a quel tempo avessi avuto altre occasioni, incontri, conoscenze, ambientazioni, magari sarei diventata una giovanissima transessuale. O forse no... chi lo può mai sapere ?

Altrove doveva esser già diverso, tanto che transizionò un mio mezzo parente coetaneo (cugino di cugine mie messinesi) che abitava però a Bologna ( magari andò proprio al MIT che, mi pare, a quei tempi faceva i primi passi...). Quando mi raccontarono che era diventato una ragazza bruciavo dalla curiosità. Ma, per timidezza, vergogna, invece di chiedere per saperne di più, simulai indifferenza e distacco.

 

-inciso -

Vabbè... direte : ma perché ci racconti queste cose? Lo faccio per cercare di dimostrare che quando qualcuna qui parla con un certo fervore esclusivista di "sentirsi donna in un corpo di uomo" io so PERFETTAMENTE cosa significa. Per esempio, i sentimenti, le fantasie, le aspirazioni della dolcissima e adorabile Arianna/Ransie sono stati i MIEI sentimenti, le MIE aspirazioni, le MIE fantasie. Ciononostante non mi sento una "transessuale pura" e  sono convinta  anche che questa fattispecie ideale neanche esista.

-fine dell'inciso

 

Poi, un bel giorno (qualche anno fa...), raggiunta quasi la cima della piramide dei miei bisogni primari e secondari


arrivò finalmente al pettine il nodo della mia identità. Tutto perfettamente in accordo con la teoria di Maslow  venne per me il momento della "self-actualization " ( auto-realizzazione) che Maslow suppone sia un bisogno sentito da solo il 2% della popolazione ! 
Riporto la definizione :

 

"Queste persone sono "focalizzate alla realtà", che significa che riescono facilmente a riconoscere il falso e il disonesto da ciò che che è reale e genuino. Esse sono anche "focalizzate sui problemi" che significa che essi trattano le difficoltà della vita come problemi che necessitano soluzioni, non come guai personali di cui si è circondati o da aggirare. I "self-actualizers" hanno una differente percezione dei mezzi e dei fini. Essi sentono che il fine non giustifica i mezzi, che i mezzi possono esser fini essi stessi, e che il viaggio è spesso più importante della meta.

I "self-actualizers" hanno un modo diverso di relazionare con gli altri. Primo, essi hanno bisogno di privacy e sono a loro agio restando soli. Essi sono relativamente indipendenti dalla cultura e dall'ambiente, facendo assegnamento invece sulle loro esperienze e sul loro giudizio. Essi resistono all'indottrinamento culturale, cioè essi non sono soggetti alla pressione sociale e quindi, di fatto, sono degli anticonformisti in tutti i sensi "

 

Mi ritrovo in questa descrizione molto meglio di qualsiasi carattere ricavato dall'oroscopo.

 

Quel momento cruciale della mia vita, non per caso, coincise con lo svilupparsi di Internet. Era la finestra che mi permetteva di dare la prima approfondita occhiata ad un mondo, della cui esistenza ero certa, ma che era per me, per luoghi e tempi, irraggiungibile.

E invece potevo finalmente leggere, capire, parlare, confrontarmi.... Che inebriante sensazione di libertà ! Non ero sola. " U R NOT ALONE" come dice in english un famoso sito che parla di noi.

 

Capitai anche in questa lista.

Il trovare decine di "anime sorelle" (grazie Kim della bellissima definizione) mi fece proprio bene. Vedevo il mondo con occhi diversi, percepivo la mia disforia da altri punti di vista, tutti somiglianti si, ma pur sempre ognuno con una sua qualche originalità.

La lista divenne il mio diario pubblico. I miei dubbi, le mie certezze, le mie percezioni, i miei sentimenti e i miei pensieri diventarono oggetto di dibattito, di critica o di approvazione.

Fantastico no ? Cosa potevo cercare di meglio per capire me stessa ?

Inoltre, con la filosofa fondatrice della lista, miracolosamente concittadina mia, si instaurò un forte rapporto d'affetto tipo madre-figlia. La sua influenza, il suo stimolo, la sua intelligenza, fu fondamentale per innescare in me un percorso culturale che ho affiancato al mio lento e circospetto percorso di transizione.

Così, quasi senza volerlo, mi sono ritrovata con una raccolta di "letture da viaggio".

E i libri di filosofia della mente, di neurobiologia, di psicologia cognitiva, hanno cominciato ad accumularsi sul mio comodino.

Cosa ho ricavato da questo cercare di capire me stessa con un approccio modernamente scientifico, l'unico a me congeniale ?

Essenzialmente mi si è rafforzato il "relativismo culturale". Un rafforzamento basato sulla consapevolezza di un "relativismo percettivo" comprovato da mille esempi.

Mi sento come qualcuno che si è reso conto di avere inforcato per anni strani occhiali mentali deformanti e che quindi ora cerca di scoprire quale è la realtà delle cose elaborando le immagini e le sensazioni precedenti.

Tutto mi appare molto più sfumato, meno drammatico, meno esagerato. Mi basta immaginare un cambio culturale di società, uno spostamento di tempo e di luogo e, di colpo, ogni "stranezza" diventa invece accettabile, normale o addirittura auspicabile.

Il bello è che è come se fossi tornata ad uno dei miei punti di partenza.

C'è una frase che conosco a memoria e che ritengo abbia quasi forgiato tutta la mia vita adulta ( chi mi conosce mi perdonerà se la ripeto e la scrivo sempre sempre ..... :-))).

E' tratta dal romanzo di Richard Bach " Il gabbiano Jonathan Livingston". Un romanzo che è un inno alla libertà, che esalta la forza di volontà per acquisire conoscenza ed arrivare all'altezza di nuovi punti di vista. Punti di vista che puoi raggiungere solo "volando" .

Jonathan ( il gabbiano maestro) dice a Fletcher (l'allievo) :


"Non dar retta ai tuoi occhi e non credere a quello che vedi. Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. Guarda con il tuo intelletto e riscopri ciò che conosci già. E allora imparerai come si vola."

 

Basta. Smetto. Questa mail è diventata talmente lunga ( l'ho scritta in tre giorni a spezzoni ) che ho dimenticato il motivo per cui l'ho iniziata e quello che volevo dirvi :-)))) Appena me lo ricordo ve lo scrivo :-))).

Ma, se delle mie farneticazioni ne avete piene le scatole, non avete che da dirlo.....

E poi : chi ha mai detto che deve esserci sempre un motivo valido per scrivere ?

Baci a tutt*

Maryliz

 

PS . Forse la mail era nata per parlare di un approccio relativistico e mutevole nel tempo della auto-percezione della transessualità ...

Forse…. :-)))

 

Da:  "Katia"

Data:  Gio Ago 7, 2003  12:10 pm

Oggetto:  Ogg: Forse

 

 

L'ho riletta piu volte questa tua ...

 

L'ho riletta in diverse parti, non so forse sta mattina sono in uno stato psicofisico particolare, sento la mia psiche galleggiare, in cosa non lo so, forse perchè sto ascoltando un cd preparato da me di musica ambient ? Bo'.

 

La trovo bella come e-mail, i contenuti che esprime, mi ha fatto riflettere e mi sta facendo riflettere, su tutto quanto, sulla mia vita in questo momento e passata, non mi conforta molto ma magari posso trovare la via di uscita.

Una via di uscita se c'è secondo me non è di questo mondo, è qualcosa che và oltre non parlo di dei, religioni o spettri, qualcosa che giace nel fondo di ogni nostra mente, qualcosa che ti permette di vivere in uno stato di precoscenza, di sintonia senza contrasti interni.

 

Forse occorre svuotare la mente da tutto quanto e lasciare che la mente si espanda cercando di percepire i limiti estremi

dell'universo, se ci fossero, la chiamano forse meditazione ? Bo'.

 

Tornado alla realtà dei sensi, per me Ottobre è la soglia, il GAP, il punto del non ritorno, faro' una mammoplastica giusto per avere un seno come quello di Mary frutto solo del suo DNA, bè il seno di mia sorella non è molto piu' del mio quindi la mia anima dal punto di vista ereditario è ormai in pace, dovro' diventare un cyborg ok lo

farò.

E' il punto del non ritorno perchè uscirò dal limbo, o avanzero' di al limbo sucessivo, io l'ho sempre considerato così, una zona di vita o in cui potevo vivere solo barlumi o stralci di vita, ormai all'azienda è noto che sto cambiando sesso, aspetto loro direttive ma fino ad un certo punto.

Non diro' nulla che ai primi di ottobre dopo una settimana a casa avro' qualcosa in piu' di molto piu' evidente e che la mia vita unisex al lavoro finisce.

Ho consegnato una lettera richiesta dal tizio che comanda, volevano per iscritto quello che ho spiegato loro a voce, per agire, per farmi cambiare ruolo di genere in azienda, la lettera l'ha avuta a metà Luglio, per ora nulla di nuovo, per ora prosegue il limbo unisex.

Parlando di limbo, si forse avanzerò solo di un limbo quello superiore all'odierno, dall'unisex e poco chiaro e non aderente a quello che è in realtà il mio genere, in uno dove il mio genere sarà aderente almeno quello fisico e un po' di piu' socialmente.

Dico un po' di piu' perche' poi vivro' comunque con gente che sa' di me, poi quando tiri fuori i documenti etc etc, cose che alcune di noi qui in lista vivono quotidianamente e ormai ne hanno piene le scatole.

A me succedono anche ora in questo limbo, che palle !!!!

 

Ok ho finito la mia speculazione, ma la musica nelle mie orecchie ambient mi continua a far galleggiare...

 

 

 

Da:  "Mia" 

Data:  Mar Ago 19, 2003  10:14 am

Oggetto:  R: [disforia di genere] Forse

 

 

Io andavo di fretta, l'ho letto lo stesso, m'è piaciuto un sacco.

A parte il piesse, che non so mica dirti se l'ho capito :-)))

 

Un bacio Mary, mi fa piacere ritrovarti sempre in forma !

Mia

 


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