THREAD N.RO 54 - "Pensieri caldi" (dalla Mail-list "Disforia" scritti di vent'anni fa)

 

THREAD N.RO 54

 

Da:  "Maryliz"

Data:  Mer Lu 23, 2003  8:23 pm

Oggetto:  Pensieri caldi

 

 

Vabbè...mi è venuta voglia di scrivere.

Già ne ho parlato con la mia dolce e comprensiva metà.

Lei ha una sua teoria ma io ne parlo anche con voi.

Anzi ne riparlo perchè molto tempo fa queste sensazioni le ho già raccontate alla lista.

In questi giorni ho avuto moltissimi incontri, riunioni, metting ad un certo livello economico e tecnico. Ogni volta, alla fine, a memoria fresca, non posso fare a meno di ripensare a questi incontri come se mi guardassi dall'esterno.

Facendolo, ho una specie di visione distorta, sdoppiata di me .

Voglio dire che, grosso modo, mi vedo come una specie di attrice ( di cui, a primo acchito, ormai si percepiscono tratti somatici femminei) ma che recita alla perfezione una parte maschile di ingegnere assertivo, razionale, chiaro e risolutivo e, perchè no, anche simpatico. La voce, i toni, i modi, le parole, sono sempre giusti, a volte perfetti, perchè questa parte ormai la recito da anni e la perfeziono continuamente. Questo "role playing", che a volte mi annoia, a volte mi diverte come tutti i lavori, mi dà da vivere e procura e mantiene in attività anche altre 8 persone e relative famiglie.

Direte, come del resto dice my wife : ma quale parte, quale recita, sei tu !

E lo so. Certo che sono io.

Ma quanti IO ci sono ? Ognuno di noi ha diversi atteggiamenti e comportamenti in funzione delle circostanze. Volta per volta aggiusta il proprio ruolo, il proprio modo di porsi al contesto. In genere chi non è capace di fare questo è una persona che ha dei problemi a socializzare in modo equilibrato perchè, per esempio, troppo "orso" o troppo "esuberante" ( qualcuno in questa lista ne è un esempio eclatante....:-)))

Quindi, sotto questa luce cangiante e colorata, siamo sicuri che la nostra identità (e qui rientro a gamba tesa nel TOPIC OF LIST) debba essere UNA e una sola ?

Io - per ora senza troppe sofferenze - riesco ad essere un manager ingegnere "maschio" convincente e assertivo, una gattina purrosa che si struscia con il suo amore, un marito protettivo ed amorevole, una pazza e problematica ragazza adolescente ( mia moglie dice che, come femmina, io ho circa 15 anni....:-))) che si gode il piacere di possedere un corpo femminile niente male, e chissà quante altre personalità intersecantesi...

Domandona che mi viene e a cui non so ancora rispondere :

Nell'essere, umanamente, pirandellianamente, "uno, nessuno e centomila", siamo del tutto sicuri che non possa essere contemplata anche la varietà  della propria identità di genere ?

Baci

Maryliz

 

Da:  Samantha 

Data:  Mer Lu 23, 2003  9:12 pm

Oggetto:  Re: [disforia di genere] Pensieri caldi

 

 

Uno nessuno e centomila?? Forse si o forse no!

E se tutto questo fosse solo ed esclusivamente un modo di salvare la famosa capra e i famosi cavoli?

Samantha

 

 

Da:  "infringer" 

Data:  Gio Lu 24, 2003  7:20 am

Oggetto:  R: [disforia di genere] Pensieri caldi

 

Effettivamente è come pensi tu, non esiste alcun vangelo che sancisca l'unicità identitaria della persona. Presso molti popoli l'identità è mobile, multipla e situazionale (plasmata dal contesto e da chi si ha di fronte). Un po' come il chewing-gum di cui parlava Moyerinne. La molteplicità identitaria non ha diritto di cittadinanza in un Occidente dove essa sembra assumere un tono di sfida verso le pretese di un Dio UNO, maschio e padre, e del potere che lo rappresenta sulla terra.

Tra gli inuit nascere vuol dire ritornare, e chi nasce può essere la reincarnazione di un individuo vissuto in precedenza, anche di sesso diverso. In questo caso, la persona assumerà nome e  ruolo sociale dell'anima-nome reincarnata, anche se questa non è coincidente col suo sesso biologico. I genitali del nuovo nato sono un dettaglio trascurabile per stabilire il suo genere. Lo diventano dopo la pubertà, quando la persona viene indotta a reimparare comportamenti conformi al suo sesso biologico. Una certa percentuale di queste persone, però, i "sipiniq" mantiene l'identità di genere dell'anima-nome per tutta la vita. E' la versione locale del transessualismo, un riconoscimento del fatto che si può essere ospitati da un corpo diverso il cui sesso non coincide con quello dell'anima-nome.

Molti sono i popoli che sfidano il credo dell'immutabilità dei tipi sessuali e che, con la loro stessa esistenza, rendono incerte le convinzioni riguardo a una femminilità e maschilità come "dati".

Anche se la nostra cultura ha reificato l'identità, creando l'illusione di una sua oggettività, essa resta pur sempre una costruzione sociale, il cui supporto realista risulta insufficiente rispetto alle istanze di definizione coerente e inequivoca dell'io che intende rappresentare.

 

Alessia

 

 

Da:  "Maryliz" 

Data:  Gio Lu 24, 2003  10:12 am

Oggetto:  Ogg: R: [disforia di genere] Pensieri caldi

 

--- In disforia@yahoogroups.com, "infringer" <infringer@l...> ha

scritto:

.......Una certa percentuale di queste persone, però, i "sipiniq"

mantiene l'identità di genere dell'anima-nome per tutta la vita. E'

la versione locale del transessualismo, un riconoscimento del fatto

che si può essere ospitati da un corpo diverso il cui sesso non

coincide con quello dell'anima-nome.

....

 

Però in questo sono molto aderenti alla visione dualista (anima) mente-corpo occidentale.

Secondo me sta lì la fregatura. Siamo talmente culturalmente impregnati di questo dualismo, che ogni visione olistica è difficile, rifiutata in partenza.

Ecco che nasce il mito "sono una donna nel corpo di un uomo" che significa anche "la mia anima(mente) è femminile nel mio corpo maschile".

Sensazioni, percezioni, che costituiscono la nostra realtà

individuale. Quanto ingannevoli, quanto illusorie ?

Maryliz

 

Da:  "infringer" 

Data:  Gio Lu 24, 2003  11:18 am

Oggetto:  R: R: [disforia di genere] Pensieri caldi

 

 Sì, lo schema è dualistico. Però uno schema dualistico può essere declinato in mille modi, molto più fluidi e meno rigidi del nostro. Ad esempio, prevedendo la possibilità di oltrepassare la frontiera più volte nella vita e soprattutto attribuendo al soggetto la titolarità di questo diritto, che non si traduce in emarginazione sociale ma, al contrario, in una rinegoziazione di ruoli che esclude ogni marginalizzazione. E' un po' come riconoscere implicitamenti i limiti dello schema dualista e ridimensionarne la portata, mentre siamo costretti ad adottarlo a causa delle caratteristiche della nostra mente.

 

Alessia

 

Da:  "Maryliz" 

Data:  Gio Lu 24, 2003  1:01 pm

Oggetto:  Re: R: [disforia di genere] Pensieri caldi

 

Giusto, stragiusto.

Ma se è così soffriamo di allucinazioni. Allucinazioni culturali.

Ma sempre allucinazioni sono. Viviamo in una specie di realtà virtuale.

Ma quale transessualismo, ma quale disturbo psichiatrico, ma quale fuoco interiore di riallineamento identitario  più forte della stessa vita, lacerante, distruttivo !

In verità siamo tutti dotati di identità mutevole. Siamo maschere, esoscheletri che contengono una specie di melassa informe che si trasforma ogni giorno e che si adatta alle circostanze.

Io mi convinco che è così.... ma poi ?

L'impossibilità di essere sempre "astratti"  ti costringe a dare conto, a sentire, a soddisfare gli impulsi solidi, carnali, fisici, terreni. E qualcuno può dare anche di testa...

Finisce così che, senza tante domande filosofiche, provi il colore di un rossetto nuovo....

Maryliz

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